Galleria degli Angeli - Chiostro VII - Galleria Tre Navate

Galleria degli Angeli - Chiostro VII - Galleria Tre Navate

Scheda

Coriolano Monti (Perugia, 1815 - ivi, 1880) nel 1863 realizza in Certosa l’elaborata e grandiosa Galleria a Tre Navate. Questa ha la navata centrale coperta da volta a botte e le due laterali con soffitto piano ed un imponente transetto, anch’esso tripartito: all’incrocio fra navata e transetto s’imposta una grande cupola emisferica. L’architettura, di gusto neoclassico, mescola citazioni romane con i richiami ad Adam, alla Grand Galerie del Louvre e al Braccio Nuovo dei Musei Vaticani ma, nel serrato gioco di contrasti fra luce ed ombra, non è estranea l’influenza piranesiana. Un decennio dopo sarà chiamato ad intervenire Antonio Zannoni (Faenza, 1833 - Bologna, 1910), divenuto ingegnere capo dell’ufficio tecnico della Certosa, con i progetti eseguiti tra gli anni ‘70 e ‘80 per la Galleria degli Angeli e il Chiostro VII, agganciando così le sale ottocentesche al Chiostro III, originario Chiostro Grande del monastero. Nel campo ed entro queste architetture si può ripercorrere un repertorio esaustivo della scultura bolognese tra Otto e Novecento. Tra i monumenti più significativi se ne segnalano solo alcuni, tra cui quelli eseguiti da Stefano Galletti (Bolognini Amorini, 1864), Salvino Salvini (Beau, 1874), Carlo Monari (Enea Cocchi, 1867), Diego Sarti (Montanari, 1891), Enrico Barberi (Bisteghi, 1891), Tullo Golfarelli (Simoli, 1905 ca.), Pietro Veronesi (Berselli, 1902). Di rilevanza storica sono il monumento al ceramista Angelo Minghetti (1822-1885) e all'editore Nicola Zanichelli (1819-1884), ambedue opere significative di Alessandro Massarenti. A Salvino Salvini si deve l'esecuzione del monumento all'ortopedico Francesco Rizzoli (1809-1880). Nel Chiostro VII si trova la tomba di famiglia dei Marconi (portico sud, loculo n.118) dove, a fianco del padre Giuseppe, venne sepolto anche il Premio Nobel Guglielmo (1874-1937), in attesa che fosse completato il Mausoleo presso Villa Griffone di Sasso Marconi.

Roberto Martorelli, Novembre 2011.

Texto en español. En 1863 Coriolano Monti (Perugia, 1815 - ivi, 1880) realiza la elaborada y grandiosa galería de tres naves. Esta tiene la nave central cubierta por una bóveda de cañón y las dos laterales con techo llano y un imponente transepto, también tripartito: en la intersección entre nave y transepto hay una gran cúpula hemisférica. La arquitectura, de gusto neoclásico, mezcla elementos romanos con referencias a Adán, a la Grand Galerie del Louvre y al Brazo Nuevo de los Museos Vaticanos pero, en el apretado juego de contrastes entre luz y sombra, no es ajena la influencia piranesiana. Un decenio después será llamado a intervenir Antonio Zannoni (Faenza, 1833 - Bologna, 1910), que se convirtió en ingeniero jefe de la oficina técnica de la Certosa, con los proyectos realizados entre los años 70 y 80 para la Galería de los Ángeles y el Claustro VII, conectando así las salas del siglo XIX al Claustro VII, originario Claustro Grande del monasterio. En el campo y en estas arquitecturas se puede recorrer un repertorio exhaustivo de la escultura boloñesa entre los siglos XIX y XX. Entre los monumentos más significativos se señalan solo algunos, como los realizados por Stefano Galletti (Bolognini Amorini, 1864), Salvino Salvini (Beau, 1874), Carlo Monari (Enea Cocchi, 1867), Diego Sarti (Montanari, 1891), Enrico Barberi (Bisteghi, 1891), Tullo Golfarelli (Simoli, 1905 ca.), Pietro Veronesi (Berselli, 1902). De relevancia histórica son el monumento al ceramista Angelo Minghetti (1822 - 1885) y al editor Nicola Zanichelli (1819 - 1884), ambos trabajos significativos de Alessandro Massarenti. A Salvino Salvini se debe la realización del monumento al ortopedista Francesco Rizzoli (1809 - 1880). En el Claustro VII se encuentra la tumba de familia de los Marconi (pórtico sur, lóculo n.118) donde, junto al padre Giuseppe, fue enterrado también el Premio Nobel Guglielmo (1874 - 1937), en la espera que se completara el Mausoleo en Villa Griffone de Sasso Marconi.

Texte en français. Coriolano Monti (Pérouse, 1815 - ibid., 1880) réalise en 1863 dans la Certosa la superbe galerie à trois nefs. Celle-ci a la nef centrale couverte d’une voûte en berceau et les deux nefs latérales avec un plafond plat et un imposant transept, également tripartite : au croisement entre la nef et le transept une grande coupole hémisphérique s’impose. L’architecture, de goût néoclassique, mélange des citations romaines avec les références à Adam, à la Grande Galerie du Louvre et au Nouveau Bras des Musées du Vatican mais, dans le jeu serré de contrastes d’ombres et lumières , l’influence de Piranesi n’est pas étrangère. Une décennie plus tard,on demandera l’intervention d’ Antonio Zannoni (Faenza, 1833 - Bologne, 1910), devenu ingénieur en chef du bureau technique de la Certosa, avec les projets exécutés entre les années 70 et 80 pour la Galerie des Anges et le Cloître VII, en accrochant ainsi les salles du XIXe siècle au cloître III, ancien Grand Cloître du monastère. Dans la division et parmi ces architectures, on peut retracer un répertoire exhaustif de la sculpture bolonaise entre les XIXe et XXe siècles. Parmi les monuments les plus significatifs, on n’en relève que quelques-uns, comme ceux qui furent exécutés par Stefano Galletti (Bolognini Amorini, 1864), Salvino Salvini (Beau, 1874), Carlo Monari (Enea Cocchi, 1867), Diego Sarti (Montanari, 1891), Enrico Barberi (Bisteghi, 1891), Tullo Golfarelli (Simoli, 1905 env.), Pietro Veronesi (Berselli, 1902). On attribue une portée historique aux monuments au céramiste Angelo Minghetti (1822-1885) et à l’éditeur Nicola Zanichelli (1819-1884), deux œuvres significatives d’Alessandro Massarenti. , On doit à Salvino Salvini l’exécution du monument à l’orthopédiste Francesco Rizzoli (1809-1880). Dans le Cloître VII se trouve la tombe de famille des Marconi (portique sud, tombe n.118) où, à côté de son père Giuseppe, le Prix Nobel Guglielmo (1874-1937) fut aussi enterré , dans l’attente de l’achèvement du Mausolée auprès de Villa Griffone de Sasso Marconi.

Traduzioni in spagnolo e francese a cura del Liceo Leonardo Da Vinci, nell'ambito del progetto Scuola Lavoro 2020/21.

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