Guardassoni Alessandro

Guardassoni Alessandro

13 Dicembre 1819 - 1 Marzo 1888

Note sintetiche

Scheda

Nasce da una famiglia di forte fede cattolica, e fin da giovane intrattiene frequentazioni con la borghesia locale. La formazione dell'artista e le sue prime opere rientrano nell'ambito dell'Accademia di Belle Arti di Bologna, secondo un iter tradizionale consolidato di scelte stilistiche e tematiche. Sempre presso l'Accademia segue l'insegnamento di Clemente Albèri, che lo guida allo studio di Guido reni. La produzione di Guardassoni è legata principalmente ad opere di carattere storico e sacro. Molta parte dell'opera pittorica dell'artista è infatti legata alle numerose commissioni per le chiese del territorio emiliano. Le sue pale d'altare e le sue decorazioni si trovano tuttora in numerosissime chiese di Bologna, quali: chiesa di san Bartolomeo, di san Martino, di san Gregorio, di san Salvatore, della Santissima Trinità, di san Giuseppe, ecc. A Imola esegue le decorazioni del Santuario del Piratello con Luigi Busi e Luigi Samoggia. Tra il 1846 e il 1848 ha dei contatti con Adeodato Malatesta per preparare le litografie di un quadro del maestro e di alcune delle sue opere. Proprio al 1848 risale un'incisione che raffigura una Famiglia che prende il caffè che testimonia come l'artista in realtà non si occupi unicamente di pitture storiche o religiose ma anche temi di genere. Successivamente si reca a Parigi e probabilmente a Londra, poi, nel 1856, è per breve tempo a Roma.

Nel 1863 viene nominato professore onorario dell'Accademia Felsinea, ma nel 1872 ne rassegna le dimissioni per dedicarsi ai suoi interessi scientifici, sui quali pubblica nel 1880 Della pittura, della stereoscopia e di alcuni precetti di Leonardo da Vinci. Della sua attenzione verso l'ottica è testimone un articolo de L'Ancora del 23 agosto 1874: "riguardo all'appendice del numero 187 dell'Ancora, il prof. Guardasoni ci prega rettificare ciò che vi è detto rispetto a lui, e cioè, che egli coi suoi studi stereoscopici, a preferenza della semplice fotografia, intende perfezionare il chiaro-scuro nella massa per quella somma di gradi indefiniti che sia nella risultante stereoscopica, e non è nè può trovarsi separatamente in ciascuna delle due vedute e non potrebbe ritrarre dal vero direttamente senza questo soccorso, per la mobilità della luce, nè mai ha inteso di servirsi di essi per regolare la collocazione dell'orizzontale". All'indomani dell'unità d'Italia viene chiamato ad eseguire insieme ad altri pittori uno dei grandi quadri per il salone di Palazzo Pizzardi a Bologna, opera purtroppo perduta. Muore a Bologna il 1 marzo 1888 lasciando tutte le sue opere all'istituto per Sordomuti dell'amico e compagno di Accademia don Giuseppe Gualandi, con cui aveva a lungo collaborato per la causa umanitaria, anche realizzando un teatro interno, ancora esistente. Per visionare un'ampia selezione delle opere conservate all'Isituto Gualandi cliccare qui

In collaborazione con Galleria Artifigurative Crespellano

Leggi tutto

Opere

Eventi

Luoghi

Persone

Multimedia
Bologna post unitaria
Bologna post unitaria

Quadro socio politico della Bologna post unitaria nel periodo 1859-1900. Intervista ad Alberto Preti. A cura del Comitato di Bologna dell'istituto per la storia del Risorgimento italiano. Con il contributo di Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna. www.vedio.bo.it

Documenti