Gli austriaci a Bologna durante la Restaurazione

Gli austriaci a Bologna durante la Restaurazione

Politico 8 maggio 1814 - 12 giugno 1859

Scheda

Il Congresso di Vienna aveva sancito il diritto all’intervento per le potenze europee dovunque lo status quo fosse minacciato. In Italia, posta sotto l’influenza austriaca, gli anni della Restaurazione furono caratterizzati dal frequente movimento di truppe imperiali che, con funzione repressiva o “preventiva”, transitavano o stazionavano in città. Per antica consuetudine, il governo del territorio occupato doveva provvedere all’ospitalità ed al mantenimento di quei soldati, creando in tal modo grande scontento tra la popolazione.

I contingenti di truppe in transito aumentarono enormemente in conseguenza dei moti scoppiati nel 1820-21 in Italia meridionale, per la cui repressione l’Impero asburgico intervenne con un’armata di circa 60.000 uomini. Per sette anni (gli ultimi soldati ritornarono dalle Due Sicilie solamente nel gennaio 1827) Bologna costituì un importante posto di tappa per l’esercito imperiale. “Furono utilizzati per i reparti stanziati nella città le caserme di San Domenico e della Santa, mentre la Badia serviva per le truppe di passaggio; San Gervasio veniva utilizzata per i trasporti, oltre che per piccoli corpi isolati, militari pontifici e carabinieri di passaggio e il Convento dei Servi per i casi di estrema urgenza”. Ma ben presto si dovettero ricavare altri spazi per i militari asburgici presso l’Ospedale del SS. Salvatore, la Chiesa di San Tommaso, le ex Chiese di San Barbaziano e dello Spirito Santo, l’ex Ospedale degli Abbandonati e si tentò inutilmente di estendere le pertinenze militari a quella parte del Convento dei Servi rimasta di proprietà ecclesiastica.

In seguito ai moti del 1831, alcune migliaia di soldati austro-ungarici furono inviati a presidiare la città, e vi restarono fino al 1838. Con la Prima Guerra di Indipendenza, combattuta sui campi lombardo-veneti con grande partecipazione anche di volontari bolognesi, gli austriaci si trovarono in due occasioni a fronteggiare violentemente Bologna: la prima volta l’8 agosto 1848, quando i cittadini bolognesi, per la massima parte popolani, scacciarono i soldati imperiali ottenendo una memorabile vittoria, e nel maggio del 1849 con l’assedio che venne posto alla città, che aveva aderito alla Repubblica Romana. Dopo la caduta della città in mano asburgica, e dopo la caduta della Repubblica avvenuta il 3 luglio successivo, la permanenza delle truppe imperiali chiamate da Pio IX fu lunga (durò dal 17 maggio 1849 al 1857) e particolarmente pesante. Gli odiati imperiali se ne andarono per sempre il 12 giugno 1859, quando anche il potere temporale del Papa cessò per sempre nella città felsinea.

La guarnigione austriaca, dopo la seconda Restaurazione, seguita al biennio 1848-1849, mantenne a Bologna circa 7.000 uomini, sino al 1857, anno in cui, gradatamente, le truppe imperiali lasciarono la città, per abbandonarla in modo definitivo nel 1859.

Mirtide Gavelli

 

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Giovanni Natali, Un patriota bolognese del Risorgimento - Savino Savini (1813 - 1859), Bollettino del Museo civico del Risorgimento di Bologna, 1956

Bibliografia
Cronaca di Bologna
Bottrigari Enrico
1960 Bologna
L’aquila su San Petronio. Esercito austriaco e società bolognese. 1814-1859
Gavelli Mirtide, Sangiorgi Otello (a cura di)
1995 Bologna Museo civico del Risorgimento
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