Fanteria - 225° e 226° reggimento, brigata Arezzo

Fanteria - 225° e 226° reggimento, brigata Arezzo

Scheda

Di nuova formazione, costituita il 18 maggio 1916 a Castelfranco Veneto con battaglioni provenienti dai depositi di altre brigate di fanteria.

Anno 1916
Il primo impiego della Brigata è in altipiano d’Asiago, a seguito della offensiva lanciata dagli austriaci in maggio (Strafexpedition): il 20 giugno raggiunge le trincee del monte Cucco di Mandrielle, dove resiste tenacemente agli attacchi nemici. Sferratosi il nostro contrattacco, la Arezzo il giorno 7 luglio combatte nel settore Casara Zebio – monte Pastorile, senza però riuscire ad oltrepassare le difese nemiche; dal 11 al 23 luglio è di riserva alle truppe che operano contro gli stessi obiettivi, con i medesimi modesti risultati. In agosto il fronte pare assestato, quando il giorno 7 gli austriaci lanciano un improvviso attacco contro le trincee della Brigata a quota 1763, l’azione viene bloccata ma al prezzo di gravi perdite. In settembre la Brigata cambia fronte e si trasferisce a Monfalcone dove sostituisce la Brigata Alessandria nelle trincee di quota 121 – 85; fino alla fine dell’anno da quelle posizioni partecipa agli attacchi per superare le potente linea nemica senza ottenere alcun risultato tangibile.

Anno 1917
La Brigata rimane nelle medesime posizioni alternando i suoi reparti tra la linea del fuoco e la retrovia di Monfalcone; in maggio partecipa alla X° Battaglia dell’Isonzo muovendo dalle posizioni di quota 121 – 85, abbandonate dal nemico, contro le difese austriache ad est di Monfalcone, imperniate su una serie di collinette che mettono a dura prova la resistenza dei fanti italiani. Nei giorni seguenti procede l’avanzata, sempre tenacemente contrastata dal nemico che si ritira verso l’Hermada e le foci del Timavo, il 31 maggio è sotto la quota 145 sud, a poche centinaia di metri dal paese di Medeazza. Per tentare di alleggerire la pressione sulla sua ultima linea, il nemico ai primi di giugno lancia un poderoso contrattacco che fa arretrare la nostra prima linea; la Brigata Arezzo, in quel momento a riposo accorre sul luogo dello scontro, ricaccia indietro l’avversario, ma per poco, perché per il mancato arrivo delle riserve si trova isolata e viene quasi annientata. L’8 giugno scende a riposo, in quei giorni terribili di battaglia ha perso 3081 soldati e 118 ufficiali. In agosto, XI° Battaglia dell’Isonzo, la Arezzo raggiunge le sue vecchie posizioni di fronte all’Hermada; formata una colonna d’attacco col 78° fanteria della Brigata Toscana, si lancia contro le quote 146 e la linea Komarje – Flondar: la lotta rimane accanita per diversi giorni, il 30 e 31 agosto gli austriaci tentano un’altra azione disperata come a giugno, parzialmente bloccata sul nascere, va loro meglio ai primi di settembre quando riescono a riprendere un po’ di terreno all’altezza delle foci del Timavo e di fronte a Medeazza. L’improvvisa rottura del fronte a Caporetto, obbliga tutta la 3° armata ad abbandonare la regione del Carso per portarsi al Tagliamento, raggiunto dalla Brigata il 29 ottobre. L’ordine successivo di ripiegamento sino al Piave trova la Arezzo in grave crisi di uomini e munizioni, i due reggimenti alternandosi alla retroguardia indietreggiano sotto il fuoco nemico; il mattino del 7 novembre il 225° si trova improvvisamente circondato, i fanti, ingaggiando una cruenta lotta ravvicinata, riescono ad aprirsi un varco attraverso il quale i superstiti raggiungono il Piave che passano sul ponte di San Donà, sotto la copertura del 226° fanteria. Il 13 novembre la Brigata, di nuovo in efficienza, si schiera nella zona di Capo Sile, dove il nemico tenta ripetutamente di attraversare il fiume; la foce del Piave coi suoi innumerevoli canali e bracci, diventa teatro di attacchi e contrattacchi che si infrangono sulle rispettive linee. Sul ramo del fiume denominato Piave nuovo si hanno violentissimi scontri, il giorno 13 novembre, la Brigata Bari deve indietreggiare ed il 225° si porta alle sue spalle per fare copertura; Grisolera viene conquistata dal nemico, la nostra linea si assesta sul ramo chiamato Piave vecchio, il settore Paludello – Capo Sile è affidato alla Brigata Arezzo. Il 25 dicembre il nemico attenua la sua pressione e la Brigata può scendere a riposo.

Anno 1918
Fino a giugno la situazione non ha particolari fasi di lotta, poi il giorno 15 gli austriaci attaccano con violenza dal Grappa alla foce del Piave, è iniziata la battaglia del Solstizio. Protetto dalla sua cortina di fuoco ed avvantaggiato dalla fitta nebbia che grava sulle foci del Piave, il nemico passa il fiume a Musile, sfondando al centro lo schieramento della 61° divisione (brig. Arezzo e Catania); aggravatasi la situazione, il 226°, violentemente attaccato, retrocede sulle linee di estrema resistenza, mentre il 225° rimane in trincea a Capo Sile, paralizzando ogni tentativo nemico di avanzata. Nei giorni seguenti il 226° opera decisi sbalzi in avanti riconquistando il terreno perduto, la nostra prima linea del Piave vecchio è ormai quasi tutta ripresa e, sullo slancio, arditi del 226° oltrepassano il fiume costituendo per poche ore una testa di ponte sulla sponda sinistra del Piave nuovo. In luglio la Brigata si trasferisce nei dintorni di Vicenza, il 3 novembre, quando viene firmato l’armistizio, la Brigata è a Venezia.

Paolo Antolini.

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Documenti
Brigata Arezzo - 225° e 226° Fanteria
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Ministero della guerra, Stato maggiore centrale, Ufficio storico, Brigate di fanteria: riassunti storici dei corpi e comandi nella guerra 1915-1918, Roma, Libreria dello Stato, 1924-1929. 8 volumi

Funzione delle trincee
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Paolo Antolini, La funzione delle trincee. © Museo Risorgimento Bologna | Certosa.