Isolani Alamanno

Isolani Alamanno

8 settembre 1834 - 12 dicembre 1912

Note sintetiche

Occupazione: Possidente/Proprietario

Scheda

Nato l’8 settembre 1834, Marc’Antonio Alamanno (detto Alamanno) Isolani era il primogenito di Domenico e Anna Baldassarri. Il 16 gennaio 1862 sposò Maria figlia di Albino Bonora, senza averne figli. Compositore, si conservano di lui numerosi lavori: di musica sacra (Fuga a cinque voci, Kirie, Qui tollis, l’oratorio La benedizione d'Isacco a Giacobbe), sinfonica e cameristica (Sinfonia Fantastica, Il Genio alle arti, Intermezzo per organo), e opere: Iginia d’Asti, Edmengarda, Amina o Due nozze in una sera. Quest’ultima, melodramma semiserio su libretto del marchese Filippo Calvi, fu rappresentata al Teatro Comunale di Bologna dal 22 febbraio al 5 marzo del 1859 (Paganelli, p. 83). Si trattava del debutto operistico del conte Alamanno, venticinquenne, e fu accolta discretamente bene.

Il settimanale “Teatri, Arti e Letteratura” (24 febbraio 1859) riconosce al giovane maestro “molta semplicità” e “qualche pensiero svolto con gusto ed effetto”, ma giudica che “lo strumentale è debole in genere; gli accompagnamenti difettano forse di varietà; le tinte dello insieme non sono troppo accortamente alternate a cessare monotonia; e in molti pezzi domina un far pacato e languido che non s’addice granfatto ad un soggetto giocoso e da burla”. Riferisce comunque di una ventina di chiamate al proscenio per il neocompositore la sera della prima, e cita fra i pezzi migliori il “grazioso duettino” e il largo finale dell’atto primo, la scena degli spiriti nel secondo atto (che dovette essere bissata), e il “festoso ballabile” del terzo. Il cordiale successo fu merito anche di una buona compagnia di canto, in testa a tutti la giovanissima protagonista Sofia De Montelio, “poco più che trilustre”, il basso buffo Francesco Cuturi, “che sostenne egregiamente la comica parte primaria”, e il tenore Giovanni Petrovich. (“Teatri, Arti e Letteratura”, 24 febbraio, 10, 17 e 31 marzo 1859).

Alamanno Isolani fu membro dell’Accademia Filarmonica, in cui ricoperse anche la carica di vicepresidente, e fu tra quelli che composero le musiche per la Messa di Requiem che l’Accademia eseguì l’8 dicembre 1868 in San Giovanni in Monte per gli estremi onori di Bologna a Gioachino Rossini (Bottrigari, IV, pp. 59-60). Alla sua morte (morì il 12 dicembre 1912, alle 9 di mattina, “confortato dai cristiani carismi”), fu trasportato dalla casa al numero 54 di via S. Stefano nella chiesa della SS. Trinità, dove la mattina del 14 dicembre ebbero luogo i funerali in forma solenne (“Il Resto del Carlino” 13 e 15 dicembre 1912).

Silvia Benati

Bibliografia: Carolina Isolani, Donne di virtù nella baraonda bolognese del Settecento, Bologna, Nicola Zanichelli editore, s.a., tav. fuori testo; Genealogie delle Famiglie Nobili viventi quest’Anno 1778, e Genealogie delle Famiglie Nobili moderne viventi quest’Anno 1844, B 698/2, tavola 65, manoscritto presso la Biblioteca dell’Archiginnasio a Bologna; Sergio Paganelli, Repertorio critico degli spettacoli e delle esecuzioni musicali dal 1763 al 1966, in Due secoli di vita musicale, a cura di Lamberto Trezzini, Nuova Alfa Editoriale, seconda ed. 1987

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