Zappoli Agamennone

Zappoli Agamennone

5 Aprile 1810 - 22 Gennaio 1853

Note sintetiche

Scheda

Agamennone Zappoli (1811 - 1853), di Settimio e Marianna Fabri, partecipò ventenne ai moti del 1831 e fece parte della Legione Pallade, tanto fu il suo patriottismo che venne poi segnalato dal governo pontificio quale “caldissimo liberale”. Al termine dei moti fece praticantato presso l'avvocato Giuseppe Galletti ma gli venne poi negato di poter avviare la professione per il suo trascorso politico. Dopo la Restaurazione si dedicò al teatro ed alla scrittura sull’arte teatrale e la letteratura (fece parte della Società dei Concordi), ricavandone poco successo economico e molti guai, perché non mancò mai di trasfondere nei suoi scritti le proprie convinzioni politiche, profondamente mazziniane. Nel 1833 per sua iniziativa si pubblicano gli “Annali Teatrali”. Escono ogni sabato in otto pagine. Il commediografo ne è direttore e unico redattore. La rivista si occupa di cronaca teatrale avendo però come riferimento il teatro Contavalli. Sopravviverà stentatamente per un anno soltanto. Protagonista dei moti del 1831, e quindi perseguitato dalla polizia pontificia, Zappoli è un intellettuale che nel clima del Quarantotto tornerà alla politica come fondatore del giornale repubblicano “La Costituente”. Nel 1848 partecipò infatti alla giornata dell’8 agosto ed il giorno dopo fece affiggere un proclama che riconosce il ruolo della “plebe generosa” nel fatto d'arme e chiede ai ricchi una “distribuzione di denaro” per il popolo, che ha salvato i loro palazzi “dal sacco e dagl'incendi” a prezzo del proprio sangue. Dal 25 novembre esce per volontà di Zappoli - per pochi numeri - il giornale politico “La Costituente”, che auspica, appunto, la convocazione nella capitale di un'assemblea destinata a formulare e approvare una nuova costituzione liberale. All'evento patriottico bolognese vi dedica un dramma teatrale intitolato 'La memorabile vittoria dell’8 agosto nella Montagnola, ovvero il trionfo del popolo bolognese contro i barbari tedeschi', messo in scena appena venti giorni dopo gli avvenimenti, e cioè il 28 agosto all’Arena del Sole. Rirpristinato il governo pontificio venne incarcerato a Imola e Rimini e condannato a 20 anni di galera, poi trasformati per le sue condizioni di salute in altrettanti di esilio. Il 22 gennaio 1853 muore a Nervi in provincia di Genova.

Il Museo del Risorgimento conserva un fondo a lui dedicato. Condizionato in 6 buste, si compone di opere manoscritte e a stampa del drammaturgo, appunti e trascrizioni da lui effettuati da opere da altri autori, oltre ad alcuni documenti personali e familiari. Il materiale pervenne nel 1953, tramite acquisto da Egle Venturini e rimase collocato in una cassa, in cui nel corso del tempo fu inserita altra documentazione di diversa provenienza, fino al 1987 quando fu condotta una prima ricognizione, base per il successivo riordino del 1993. Il nucleo più rilevante dei manoscritti è costituito da drammi teatrali (n. 26), quasi tutti autografi di Zappoli, ma in gran parte anonimi. A meno che non fosse riportato diversamente, essi gli sono stati attribuiti ugualmente, basandosi sia sulle indicazioni fornite dalla proprietaria, sia su un elenco manoscritto delle opere di Zappoli conservato presso il Museo. Gli appunti tratti da opere di altri autori e i documenti di carattere personale e familiare (tra cui alcune lettere e fotografie) sono stati quindi riuniti in fascicoli di contenuto omogeneo, mentre a parte si sono condizionate le opere pubblicate e i materiali a stampa (opuscoli, giornali e ritagli). Si segnala infine la presenza di un Atlante contenente 24 carte geografiche disegnate con numerose note manoscritte e un pannello con 15 foto di famiglia, donato al Museo da Egle Venturini e inserito in Gabinetto disegni e stampe.

In collaborazione Cronologia di Bologna

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