Veduta di un castello di notte con luna

Veduta di un castello di notte con luna

1810 | 1820

Scheda

Il titolo generico deriva dalla mancata individuazione, da parte degli esecutori testamentari di Valorani, del luogo descritto nel dipinto, identificabile con il Convento di San Nilo a Grottaferrata. La cittadina laziale era meta obbligata per gli artisti bolognesi residenti a Roma, che vi si recavano per ammirare gli affreschi di Domenichino. In una lettera di Pelagio Palagi, datata 12 dicembre 1806, (cfr. L’Ombra di Core..., 1989, p. 19) si legge l’entusiasmo di un incontro, che si rivela una scoperta per dare risposte moderne, ma nello stesso tempo fedeli alla gloriosa tradizione della Scuola bolognese, ai problemi posti dalla pittura neoclassica. Comuni sentimenti, con la specifica sensibilità del pittore di paesaggio, aveva probabilmente provato Fantuzzi. Questa pregevole teletta, che appare dipinta “sul motivo” senza correzioni o aggiustamenti mentali, e forse commosso ricordo di tale esperienza. Il nome di Granet è certamente spendibile per indicare l’orizzonte stilistico nel quale collocare questo esito pittorico di Fantuzzi, databile intorno agli Anni Dieci. Ma nello stesso tempo il dipinto introduce l’interrogativo su quali rapporti si siano stabiliti tra il paesaggista e l’ambiente artistico, dominato dalla figura di Palagi, degli altri bolognesi trapiantati a Roma. Su questo problema le fonti tacciono, ma non è azzardato supporre che, proprio grazie alla mediazione di quest’ultimo, Fantuzzi sia riuscito a recepire quanto di piu avanzato si stava sperimentando nel laboratorio romano.

Claudio Poppi

Rodolfo Fantuzzi, Veduta di un castello di notte con luna in mezzo al quadro. Olio su cartone, cm. 27,5 x 36,5, inv.: 5139 (83(..); H-104; 95486). Bologna, Galleria comunale d’arte moderna – MAMbo Collezioni storiche. Storia: entrato nella Biblioteca dell’Archiginnasio nel 1853; esposto nella Sala F di Villa delle Rose nel 1925; trasferito nel deposito sale ex Prefettura a Palazzo d’Accursio nel 1935; in deposito per l’arredo dell’ufficio “Sezione spesa” nel 1959; ritirato dall’ufficio Ragioneria e collocato a Villa delle Rose nel 1976; trasferito nei depositi della Galleria nel 1984. Esposizioni: Bologna, 1988 (con il titolo Veduta notturna). Bibliografia: C. Poppi, in L’Ottocento ritrovato, 1988, fig. 17, p. 6. Testo tratto da "Collezionisti a Bologna nell’Ottocento: Vincenzo Valorani e Luigi Pizzardi, Bologna, 1994.

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