Registrare, testimoniare, rappresentare, celebrare. Attraverso lapidi e iscrizioni, nel corso dei secoli i Bolognesi del passato hanno voluto eternare eventi e protagonisti la cui memoria non doveva andare perduta. Tutti i monumenti ci parlano, ma le lapidi lo fanno con una particolare intensità: esse infatti ci vogliono parlare, e ci vogliono colpire. Col loro linguaggio essenziale e idealizzato, non soltanto raccontano le tante vicende della nostra città, ma inducono il lettore di ieri e di oggi a riconoscersi in una storia comune.

Testimoni spesso silenziosi e usurati dal tempo, le lapidi disseminate nel paesaggio urbano sono in grado di raccontare lo spirito di un luogo, custodendo e trasmettendo il ricordo degli avvenimenti di rilievo, accaduti in tempi più o meno remoti, su cui si è formata la storia di una comunità. Da un progetto di catalogazione delle lapidi urbane del Comune di Bologna nato nel 1999 si è proseguito nella ricerca fino a comporre un archivio di 529 lapidi, di cui 130 in lingua latina, databili tra il XII secolo e il 1999.
Per le informazioni sulla collocazione delle lapidi, il museo si è avvalso della preziosa collaborazione del del sito originebologna.com, aggiungendo una ricchissima banca dati sulle vie cittadine esistenti e su quelle scomparse.