Cavalieri Luigi

Cavalieri Luigi

26 Febbraio 1869 - 18 Ottobre 1940

Note sintetiche

Scheda

Luigi Cavalieri nasce a Bologna il 26 febbraio 1869, ma la sua prima iscrizione in Accademia di Belle Arti è a Roma (a.a. 1886-1887) dove frequenta l'anno di corso preparatorio, probabilmente per via del lavoro del padre Federico Augusto impiegato governativo, vedovo di Maria Corsi. Luigi entra in Accademia di Belle Arti a Bologna nel 1887, rientrato con la famiglia a Bologna. Ottiene esenzioni dalle tasse per le condizioni economiche non facili. Dovendo recuperare l'anno di servizio militare è ammesso dal primo anno di corso comune direttamente al terzo anche grazie all'ottimo rendimento scolastico per il quale riceve sia il necessario diploma nellle discipline di base, in particolar modo in Figura, e una menzione in Plastica (a.a. 1888-1889); la richiesta è motivata anche dalla necessità di conseguire la patente per l'insegnamento. Nel 1890 chiede di frequentare la scuola del Nudo e compie gli studi di Pittura nel biennio 1889-1890 e 1890-1891 per diplomarsi nel 1892. Nel 1896 vince le 600 lire del premio Curlandese di Ornato, dal tema Una ricca cancellata da eseguirsi in ferro fucinato e bronzo dello stile del Sec. XVIII con un lavoro dal motto Ghisalba. Tra i nove concorrenti in gara, la giuria composta anche da Silvio Gordini, Gaetano Malagodi e Tito Azzolini, giudica il lavoro di Cavalieri "impetuoso ma non illogico" e, anche se lo trova "difettoso nel lato pratico, poiché non sarebbe possibile aprirlo", lo premia all'unanimità.

Intraprende la strada dell'insegnamento vincendo il concorso come professore d'Ornato a Pietrasanta e, quindi nella scuola Donatello (Scuola professionale di Arti decorative e Industriali) di Firenze, chiamato da Giacomo Lolli, dov'è dal 1905 come insegnante di Ornato, appunto, e di Figura elementare. Partecipa nei tardi anni Novanta alle mostre delle Promotrici; a Genova nel 1897 porta Pace claustrale e Primi palpiti; a Firenze nel 1998, invece, Mammina e Nel paese del sogno, che troviamo nello stesso anno anche a Genova (insieme a Ulivi in Versilia, Fioraia e Colombe) e a Bologna, dove torna per esporre alla Francesco Francia (insieme a Profumi d'aprile, a Colomba e a svariati studi). Nel 1899 a Firenze presenta di nuovo Pace claustrale ed Erbaiola a Venezia; a Bologna invece porta due studi: Sulla via di Montughi e Armonie autunnali, e l'anno successivo, sempre alla Francesco Francia espone Muriella, A Venezia (studio), A Chioggia (due studi); Per Firenze (appunti); Alla SS. Annunziata (disegni). Nel 1902, a Bologna, ancora una volta uno studio: La dolce parola. A quest'attività di pittore da cavalletto si aggiunge quella di illustratore; nel 1909 partecipa all'illustrazione della Trilogia della Villeggiatura, di Carlo Goldoni (1707-1793) insieme ad Alberto Michele Pellegrini (1870-1943), Emma Ciardi (1879-1933), il bolognese Alfredo Baruffi (1873-1952) e a Francesco Nonni (1885-1976) per la Leo Olschki. Conosce in quest'occasione Carlo Coppedè (1868-1952) e parteciperà grazie a lui alla decorazione del Palacio de Comunicaciones y Obras Públicas di Città del Messico e contribuirà a disegnare l'arredamento per la seconda classe del piroscafo Conte Rosso del Lloyd Sabaudo. Nell'editoria lavora soprattutto per la Salani, in questo affiancato nel tempo dalla figlia, Maria Augusta (1900-1982), con la quale disegnerà le illustrazioni per una celebre edizione di Pinocchio (Firenze, Salani, 1924) di Carlo Collodi (1826-1890). Muore a Fiesole il 18 ottobre 1940.

Isabella Stancari

Testo tratto da: Isabella Stancari, 'Il Primo album fotografico Belluzzi e i pittori bolognesi della Seconda metà del secolo XIX', Bollettino del Museo civico del Risorgimento, Bologna, anno LXIII - LXVI, 2018 – 2020, Bologna, 2022. Bibliografia e fonti: ASABABo, Posizioni degli studenti 221-290, Cavalieri, Luigi; ASCBo, Segreteria generale, Carteggio amministrativo, 1896, Tit. XIV Istruzione, Rubrica 5° Arti Belle; L'Arte Bolognese [post 1898]; Gatti 1896, p. 20; Francesco Francia 1898, n. 26, p. 4, nn. 215, 216, 218, 225, p. 14, n. 230, p. 15; Francesco Francia 1899, nn. 78, 79, 90bis, p. 7; Francesco Francia 1900, nn. 79-82, 93, p. 7; Francesco Francia 1902, nn. 3-4, p. 3.

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