Vicini Giovanni

Vicini Giovanni

20 Giugno 1771 - 12 Gennaio 1845

Note sintetiche

Scheda

Giovanni Vicini nacque a Cento il 20 giugno 1771 da una famiglia benestante di origine svizzera. Frequentò il Seminario Clementino di Cento per seguire gli studi di lettere e filosofia, dove si distinse per il suo ingegno e la sua energia. Terminati gli studi si trasferì a Bologna dove si laureò in giurisprudenza. Tra le sue opere va ricordato l'opuscolo Causa di simultanea successione di cristiani e di ebrei ad intestata eredità di un loro congiunto, pubblicato nel 1827. In tale scritto, Vicini si espresse a favore della parità di diritti tra ebrei e cristiani nel diritto di successione. La sua entrata in politica, influenzata dai classici romani e greci, coincise con l'arrivo dei francesi a Bologna nel 1796. Vicini sostenne le idee di Napoleone e dopo la nascita della Repubblica Cispadana, rappresentò la sua città natale ai congressi di Reggio Emilia (1796) e di Modena (1797). Subito dopo venne nominato da Napoleone stesso segretario generale del governo cisalpino, giudice e consigliere di revisione e cassazione per la Lombardia. Dopo la caduta dell'impero napoleonico nel 1815, Vicini si allontanò dalla politica per poi riavvicinarcisi in occasione della sua elezione a presidente del Governo Provvisorio di Bologna e provincia nel febbraio 1831.

In quella veste, dichiarò cessato il potere temporale del Papa sul territorio bolognese. In seguito Vicini venne eletto presidente della Commissione provvisoria del Governo delle Province Unite Italiane dall'Assemblea dei Notabili. Con la resa di Ancona del 26 marzo 1831 terminò l'esperienza delle Province Unite Italiane e Vicini fu costretto ad andare in esilio prima in Corsica poi a Marsiglia insieme al figlio, Timoteo. Tornato in Italia, si stabilì a Porretta Terme dove sposò in seconde nozze Catterina Agostini. Alla fine del 1835 fu allontanato da Porretta e si stabilì a Massa Lombarda sotto la rigorosa sorveglianza del cardinale Giuseppe Ugolini. Per mantenere la sua numerosa famiglia, decise di aprire un ufficio per consultazioni legali coinvolgendo Raffaele Tognetti, Antonio Strozzi, Gaetano Torchi e Gustavo Modena. Qui morì nel 1845 in povertà; le sue spoglie restarono anonime fino al 1864 quando il sindaco di Massa Lombarda, Eugenio Bonvicini, decise di dedicargli un piccolo monumento funebre nel cimitero locale. L'epigrafe così lo ricorda: Monumento decretato dal Municipio di Massa Lombarda a onoranza di Giovanni Vicini centese. Celebre giureconsulto, oratore sapiente magniloquo, triumviro della cisalpina republica, filopatrida ardentissimo che nel MDCCCXXXI in Bologna vivificò l'italica libertà che da esoso potere respinta a lui recava persecuzione e bando, e dalla Gallia alle natie contrade venuto, ebbe carcere di proscritto l'Alpe porrettana. Poscia questa terra ospitale che dolorosamente ricorda, il XII gennaio MDCCCXLV ultimo di tanta preziosa vita. nacque il XX giugno MDCCLXXI.

Nella Cronistoria dell'indipendenza italiana di Cesare Cantù (1875), ne viene data una nota politica: membro del Corpo legislativo della Repubblica Cisalpina, legale di qualche nome, ambizioso quanto mai, uomo di possa, fu eletto presidente da’ suoi compagni, anche al disopra dello stesso Orioli, perché a caso firmò pel primo il primo proclama dei liberali. Oltre l’ambizione, un altro titolo lo trasse a' porsi in quel Governo. Egli è ricolmo di debiti, e la rivolta lo salvò da gravi imbarazzi. Nel suo breve reggimento mostrò che egli non era punto atto a governare, e si era già attirato specialmente le pubbliche censure.

Testo a cura della classe 3^D del Liceo “Laura Bassi” di Bologna, nell'ambito del progetto "Alternanza Scuola - lavoro", A.S. 2016-2017

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Documentario - Bologna nel lungo Ottocento (1794 - 1914), 2008. La città felsinea dall'età napoleonica allo scoppio della Grande Guerra.

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