Tagliavini Giacinto

Tagliavini Giacinto

3 marzo 1895 - 11 ottobre 1916

Note sintetiche

Causa della morte: Per ferite
Occupazione: Bracciante

Scheda

TAGLIAVINI GIACINTO di Sperindio e di Zaghi Ersilia, nato a Sala Bolognese il 3 marzo 1895 (immigrato da Sala Bolognese il 29/11/1911), celibe, professione bracciante, residente a Trebbo di Reno, via Lame n. 56, soldato del 47° Reggimento Fanteria, 4^ compagnia (BRIGATA FERRARA) – morto mercoledì 11 ottobre 1916 a Oppacchiasella in seguito a ferita d’artiglieria per fatto di guerra ed ivi sepolto (Registro degli atti di morte pag. 307, n. 1098 d’ordine del 47° Reggimento fanteria); per ONORCADUTI sepolto nel Sacrario Militare di Redipuglia tra gli ignoti.
“All’inizio della 7^ battaglia dell’Isonzo la brigata, in linea nel settore di Oppacchiasella, attacca le posizioni nemiche fra Q. 194 e la strada Oppacchiasella-Castagnevizza; il 14 settembre il 3° battaglione del 48° reggimento ed il 1° del 47° reggimento assaltano ed occupano alcune trincee nemiche catturando circa 500 prigionieri; il giorno 15 il 1° battaglione del 47° reggimento avanza per circa 400 metri, mentre il 2° del 48°, puntando decisamente verso la linea di Q. 172 e Q. 202, conquista brillantemente alla baionetta tre doline occupate dal nemico.
Ai primi di ottobre l’offensiva viene ripresa con l’ 8^ battaglia dell’Isonzo: il giorno 10 il 3° battaglione del 47° reggimento ed il 1° del 48° occupano la linea austriaca fra la dolina di Tercenca e Q. 201 catturando circa 300 prigionieri; l’azione, tenacemente ostacolata dal nemico, prosegue l’ 11 (in cui perde la vita Giacinto Tagliavini) e il 12 ma senza risultati sensibili. Il giorno 14, la brigata viene sostituita e si trasferisce nei pressi di Versa, per riordinarsi “. (da Brigate di Fanteria – 3° vol.)
“Il Resto del Carlino” del 29/12/1916 così comunica la sua morte:
“Nella prima decade dell’ottobre scorso, accanto alla propria mitragliatrice, oltre Gorizia, cadeva da valoroso il soldato Giacinto Tagliavini del Trebbo di Reno, immolando la sua giovane vita di 21 anni per la grandezza della Patria e lasciando un largo rimpianto nei compagni d’armi, negli amici e nella desolata famiglia”.

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Elisa Erioli, l'Ufficio per notizie alle famiglie dei militari, 1915-1919.