Studio per il monumento De Napoli

Studio per il monumento De Napoli

1904 | 1905

Scheda

Il monumento funebre per la famiglia De Napoli è tra le prime opere realizzate in Certosa dallo scultore Silverio Montaguti. Per questo importante appuntamento l’artista utilizza un soggetto, Le Marie al sepolcro di Cristo, già trattato precedentemente in quanto tema di scultura del Pensionato Artistico Nazionale a cui concorre nel 1900. In tale occasione il soggetto doveva essere rappresentato a bassorilievo e Montaguti sceglie la versione tratta dal Vangelo di san Matteo, privilegiandola alle altre due proposte, quella di san Marco e di san Luca. Attinge allo stesso contenuto anche nel maggio del 1901, quando espone due gessi intitolati Le Marie al sepolcro all’annuale mostra della Società Francesco Francia organizzata a palazzo Podestà. Non essendoci fotografie che documentino queste opere si può solo ipotizzare che l’artista si sia servito dello stesso modello in tutti e tre gli impegni artistici. Ulteriore elemento a favore di questa ipotesi è la scelta della stessa fonte d’ispirazione dell’episodio della risurrezione per i rilievi del Pensionato e della Certosa.

Stando all’articolo su “Il Resto del Carlino”, il rilievo in bronzo nel novembre del 1905 è fra le nuove opere collocate nel cimitero cittadino. Il relativo posto sepolcrale viene acquistato da Gaetano De Napoli il 6 aprile del 1904. Ingegnere presso la locale Manifattura Tabacchi, De Napoli commissiona l’opera allo scultore in memoria della moglie Elisa Colli, morta l’anno precedente. Montaguti, secondo una descrizione del monumento su “L’Avvenire d’Italia”, riesce a “fermare nella materia l’istante indefinibile, il limite in cui l’umano e il divino si fondono insieme”. Ispirandosi, come già accennato, alle parole di san Matteo descrive l’attimo in cui l’angelo annuncia alle Marie la risurrezione di Cristo e le invita a osservare il sepolcro spoglio. L’artista modella sulla sinistra il gruppo delle pie donne atteggiate in varie pose. Due sono ritte e fedeli riproduzioni dello studio a carboncino che dimostra come al talento di scultore Montaguti affiancasse abili doti di disegnatore, documentate dalla vittoria nel 1900 del premio Bevilacqua che prevedeva l’esecuzione di un disegno di argomento sacro. La terza figura femminile inginocchiata e senza velo regge invece il cofanetto con gli unguenti. I loro volti esprimono incredulità, adorazione e dolore. Le vesti cadono con morbide pieghe. Alla concretezza delle Marie, ancora influenzate da un certo rigore compositivo di marca ottocentesca appreso alla scuola di Enrico Barberi, corrisponde sulla destra l’evanescenza dell’angelo, aggiornata alla nuova maniera liberty-simbolista. Lo scultore modella una figura dalle fattezze femminili che racchiude in sé l’immagine cristiana e nel contempo l’allusione simbolista al mistero. I capelli scomposti, la veste e le grandi ali che si perdono in un rapido fluire discendente verso sinistra sono tutti elementi volti a evidenziare il carattere etereo dell’angelo. La composizione, armoniosa ed equilibrata in tutte le sue parti, non trascende mai il significato prettamente religioso, evidenziato dal versetto del Vangelo inciso alla base del rilievo, dimostrando così un adeguamento solo formale al nuovo stile.

Federica Fabbro

Studio per il monumento De Napoli, 1904/1905. Disegno a carboncino su carta, mm 420 x 310. Roma, Eredi Montaguti. Bibliografia: I monumenti nuovi della Certosa, in “L’Avvenire d’Italia”, 31 ottobre 1905; Alla Certosa, in “Il Resto del Carlino”, 2-3 novembre 1905. Testo tratto dal catalogo della mostra "Luce sulle tenebre - Tesori preziosi e nascosti dalla Certosa di Bologna", Bologna, 29 maggio - 11 luglio 2010.

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Luce sulle tenebre
Luce sulle tenebre

Luce sulle tenebre - Tesori preziosi e nascosti dalla Certosa di Bologna. Video dedicato alla mostra tenutasi a Bologna nel 2010.

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