Schiavi Lorenzo Angelo

Schiavi Lorenzo Angelo

2 ottobre 1893 - 7 giugno 1916

Note sintetiche

Causa della morte: Disperso
Occupazione: Ingegnere

Onorificenze

  • Medaglia d'Argento al Valor Militare
    “Durante l’avanzata della compagnia alla conquista di una posizione nemica, condusse i rincalzi al posto ordinatogli con perizia, ardimento e coraggio nonostante l’intenso fuoco avversario. Successivamente, continuando l’azione offensiva, durante un vivo bombardamento, con mirabile sangue freddo, riuniva i resti di due plotoni pressochè distrutti dalle granate nemiche, li ordinava e li teneva saldi al proprio posto riuscendo così a mantenere la posizione conquistata. – Castelnuovo 10 novembre 1915”.
  • Medaglia di Bronzo al Valor Militare
    “Incaricato di una rischiosa operazione, con grande coraggio, sotto il vivo fuoco della fucileria nemica, riuscì ad entrare, alla testa dei propri soldati, nella trincea avversaria, eseguendo una importante ricognizione, facendo prigionieri e catturando armi e munizioni – Castelnuovo 2 febbraio 1916”

Scheda

SCHIAVI LORENZO ANGELO di Giovanni e di Fedrigo Giovanna, nato a Venezia il 2 ottobre 1893 (immigrato da Venezia il 14/07/1894), celibe, professione ingegnere, sottotenente di complemento del 152° Reggimento Fanteria (BRIGATA SASSARI) – dichiarato disperso venerdì 7 giugno 1916 nel fatto d’armi di Monte Fior (Altopiano di Asiago); per ONORCADUTI sepoltura non nota.

Decorato con Medaglia d’Argento e Medaglia di Bronzo al Valore Militare. Il 152° Regg. Fanteria, unitamente al 151°, formavano la Brigata “Sassari”, un mito della Grande Guerra, la brigata di fanteria più decorata, con quattro Medaglie d’Oro alle Bandiere, due per reggimento. Caratteristica della “Sassari” era il reclutamento regionale (Sardegna) dei soldati, mentre per gli altri reggimenti vigeva il reclutamento misto, cioè i soldati provenivano da varie province italiane. Gli avvenimenti a cui prese parte la brigata durante il periodo bellico sono descritti da diversi autori –allora ufficiali della brigata stessa- nei loro libri: “Brigata Sassari-Note di guerra” di G. Tommasi, “Fanterie sarde all’ombra del tricolore” di A. Graziani, poi il più famoso “Un anno sull’altipiano” di Emilio Lussu da cui Francesco Rosi trasse il film “Uomini contro”.
Ma per tentare di ricostruire i movimenti di Schiavi Lorenzo utilizzeremo un altro autore: Leonardo Motzo ed il suo libro “Gli intrepidi sardi della Brigata Sassari”, non perché sia più attendibile degli altri autori, ma semplicemente perché, a differenza degli altri, tutti appartenenti al 151° Reggimento, Motzo, come Schiavi, apparteneva al 152° reggimento. “Schiavi Lorenzo (pur essendo nato a Venezia e risiedendo dal 1894 a Castel Maggiore-ndr) giunge alla brigata assieme ad altri 1700 complementi provenienti dalla Sardegna il 17 settembre 1915 come servizio di prima nomina, quando la brigata è a riposo a Cavenzano.
Il 5 novembre 1915 la Sassari entra in linea nella zona di S. Martino del Carso.  Piove, per alcuni giorni piove ininterrottamente, le trincee sono un mare di fango, i teli tenda servono a poco, i soldati accusano, causa l’umidità ed il freddo, problemi alle vie respiratorie e sintomi di congelamento alle estremità.
Per il giorni 10 novembre è prevista l’azione; già diverse brigate di fanteria e battaglioni di bersaglieri si sono logorati nell’inutile assalto alle Trincee delle Frasche e dei Razzi, ora tocca alla brigata Sassari; al 151° la trincea delle Frasche, al 152° il saliente dei Razzi. Alle ore 7 del mattino del 10 inizia il tiro dell’artiglieria italiana che prosegue fino alle ore 12, poi tocca alla fanteria; un inutile massacro, i fanti della Sassari sono inesorabilmente bloccati davanti ai reticolati stesi a protezione delle trincee austriache praticamente intatti. Dai Comandi Superiori giungono ordini perché i fanti rimangano fuori dalle trincee, nelle posizioni da loro raggiunte con il compito, il giorno dopo, di riprendere l’assalto. Durante la notte una insistente pioggia ed un freddo pungente tormenta i fanti; il giorno 11 trascorre senza che gli attacchi portino ad alcun risultato, pertanto nella serata, con la protezione delle tenebre, i fanti ritornano nelle loro trincee ad eccezione della 5^ e 8^ compagnia del 152° reggimento rimaste ad occupare alcune doline a ridosso della trincea dei Razzi.

Per il comportamento tenuto durante questa azione a Schiavi Lorenzo viene concessa la Medaglia d’Argento al Valore Militare (Decreto Luogotenenziale il data 1° ottobre 1916) con la seguente motivazione: “Durante l’avanzata della compagnia alla conquista di una posizione nemica, condusse i rincalzi al posto ordinatogli con perizia, ardimento e coraggio nonostante l’intenso fuoco avversario.
Successivamente, continuando l’azione offensiva, durante un vivo bombardamento, con mirabile sangue freddo, riuniva i resti di due plotoni pressochè distrutti dalle granate nemiche, li ordinava e li teneva saldi al proprio posto riuscendo così a mantenere la posizione conquistata. – Castelnuovo 10 novembre 1915”.
“Fra il 14 ed il 15 novembre 1915 si concretizza l’occupazione delle trincee delle Frasche e dei Razzi con conseguente citazione nel Bollettino Ufficiale del Comando Supremo; inizia il mito degli “Intrepidi Sardi” della Brigata Sassari. Il 16 novembre la brigata scende a riposo ad Aiello, dove riceve altri 400 complementi dalla Sardegna ed il 12 dicembre ritorna in linea sempre nella zona della trincea delle Frasche fino al 2 gennaio 1916. il 152° regg. Scende ad Armellino, dove rimane fino al 22 gennaio, quando ritorna il linea nelle sue vecchie posizioni; c’è una relativa calma sul fronte,solo piccole scaramucce fra pattuglie.

Riportiamo testualmente dal libro di Motzo: “Fra le altre ardite azioni va qui ricordata anche quella brillantissima fatta dal 152° davanti ai Razzi la notte sul 2 febbraio. Una pattuglia di pochissimi uomini al comando del sottotenente Cesare Schiavi, saltò, prima dell’alba, di sorpresa, nella trincea avversaria riuscendo a mettere in fuga un intero plotone nemico e a catturare prigionieri” (Motzo sbaglia il nome: Cesare invece di Lorenzo).Quest’azione vale a Schiavi la seconda medaglia, quella di Bronzo al V.M. (Decreto Luogotenenziale in data 29 ottobre 1916) con la seguente motivazione: “Incaricato di una rischiosa operazione, con grande coraggio, sotto il vivo fuoco della fucileria nemica, riuscì ad entrare, alla testa dei propri soldati, nella trincea avversaria, eseguendo una importante ricognizione, facendo prigionieri e catturando armi e munizioni – Castelnuovo 2 febbraio 1916” . Schiavi Lorenzo viene menzionato anche sulla stampa locale in un articolo apparso su “Il Resto del Carlino” di venerdì 11 febbraio 1916: “Dalla provincia – I nostri valorosi – Castelmaggiore, 10 – E’ arrivato testè in licenza un valoroso ufficiale della brigata Sassari, segnalata, com’è noto in un bollettino di Cadorna, il concittadino sottotenente Lorenzo Schiavi, il quale alla vigilia della partenza, fu al fronte protagonista di una arditissima azione, pure segnalata nel comunicato di Cadorna del giorno 4 del corr. mese. Il Comandante di brigata così segnalava ai Comandi superiori l’eroica azione: “La mattina del...fra le 6 e 6,30 un drappello di volontari del...al comando del sottotenente Lorenzo Schiavi, irruppe in un camminamento austriaco, occupato dal nemico e vi catturò quattro prigionieri, fucili e bombe. Per quanto l’operazione sia di modesta portata ed abbia con le altre tre analoghe, compiute da reparti della Brigata nel presente periodo di trincea, carattere episodico, essa sta pur sempre a confermare lo spirito offensivo che anima i soldati e la incrollabile superiorità morale sul nemico.

Nessun precedente potrebbe essere migliore per il giorno in cui, fatto nuovo e non vano appello all’altissimo suo sentimento del dovere, la Brigata dei Sardi fosse chiamata a ributtare gli austriaci da quelle trincee, in cui ora stanno passivamente annidati, come li cacciò dalle Frasche e dai Razzi.
Agli arditi del drappello del...all’elogio già comunicato del Generale Comandante la Divisione, unisco il mio vivo compiacimento ed un caloroso “bravi”. Basta segnalare l’eroica azione per comprendere come anche noi siamo orgogliosi del valoroso e bravo nostro giovane concittadino”. Il bollettino del Comando Supremo in data 3 febbraio (non 4 come riportato nell’articolo), parlando del fronte carsico, riportava: “Sul Carso un nostro riparto, penetrato di sorpresa in un trinceramento nemico nella zona di S. Martino, vi prese alcuni prigionieri, fucili e bombe a mano”. “Alternando turni di linea e di riposo, la Brigata è sempre nella zona di S. Martino del Carso fino al 22 maggio 1916 quando inizia il suo trasferimento verso l’Altipiano di Asiago ove è in corso la “Strafexpedition”. Il 5 giugno la brigata è in linea in rinforzo al 5° Reggimento Alpini, con parte del 151° fra Monte Fior, la Selletta Stringa e Monte Castelgomberto, sopra Gallio mentre il 152° è in riserva. Il nemico, nel pomeriggio del 7 e nel mattino dell’ 8 giugno, attacca violentemente la fronte Monte Fior-Monte Castelgomberto presidiata dai battaglioni Alpini Morbegno, Argentera e Val Maira, riuscendo a metter piede in alcuni tratti della nostra linea. I contrattacchi lanciati dai reparti alpini, rinforzati da due battaglioni della brigata Sassari, non valgono a ristabilire la situazione; anzi essendo aumentata la pressione nemica, s’impone un arretramento che porta la brigata sulla linea Monte Miela-Monte Spil”. Nel contesto del contrattacco delle nostre truppe perde eroicamente la vita Lorenzo Schiavi sulle pendici di Monte Fior; viene dichiarato disperso non essendovi un riconoscimento ufficiale durante la ricognizione sul campo.  (da Brigate di Fanteria – 4° vol.) Dagli Austriaci, i fanti della Brigata Sassari vennero soprannominati “Die Roten Teufels” (I Diavoli Rossi) per l’impeto dei loro assalti alla baionetta e la profonda compattezza ed amalgama in tutti i reparti e la dedizione ai propri superiori che condividevano con essi gioie, dolori e morte.  Da un fonogramma di un comando di linea austriaco intercettato nel 1916, si legge la frase: “...L’operazione progettata non è più possibile, perché sono ritornati in linea i Diavoli Rossi...” vero incubo per il nemico.

TRATTO DA: S. Campanini, A. Fanelli, Onore e Memoria. Castel Maggiore ed i suoi caduti della Grande guerra 1915-1918, San Giorgio di Piano, Le Grafiche Record 2009, pp. 85-88.

Laureato ad honorem il 9/1/1920 in Ingegneria (Facoltà di Ingegneria - R. Scuola d'Applicazione per gli Ingegneri). Iscritto al III anno di corso (1917-18). (Archivio Storico dell'Università di Bologna)

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Angelo Fanelli e Sanzio Campanini, Onore e memoria - Castel Maggiore e i suoi caduti nella Grande Guerra, Bologna 2009, edizioni Le Grafiche Record