Petroni Ercole

Petroni Ercole

notizie 1825 - 1839

Note sintetiche

Scheda

Nel 1825 il Grilli Rossi segnala, tra gli allievi del Calvi, Ercole Petroni, «ora accademico di Belle Arti in Bologna sua patria, in luogo del defunto Maestro eletto a quel grado; artista d'egregio merito, e che, dagli anni suoi verdi più mostre ha date del valor proprio; e più ancora date ne avrebbe, se la fortuna a lui poco amica, e la munificenza degli amatori gliene avessero aperto più largo campo».
Il Bianconi accenna ad un'attività di restauro, anch'essa non troppo fortunata, se il Bosi informa infine che mori «quasi povero per mancanza di commissioni artistiche». L'attività nota si concentra in anni che si presumono giovanili e che coincidono con l'affermazione nel Curlandese del 1798, con un Attilio Regolo che abbandona Roma per fare ritorno a Cartagine. Al 1802 risale il collaudo della Via Crucis dell'Arcipretale di Bazzano, cui il Petroni collabora con il Compianto sul Cristo morto; lo stesso anno lavora agli apparati per i funerali di Gaetano Gandolfi con una Religione. Il punto di stile fa supporre non troppo lontani nel tempo il San Michele Arcangelo per San Giovanni in Monte e un piccolo e più corsivo Cristo risorto, nello sportello del tabernacolo all'altar maggiore di San Paolo in Monte. Non rintracciabile risulta, invece, un San Tommaso che tocca il costato del Redentore, per la chiesa distrutta di San Tommaso di Strada Maggiore. L'opera nota del Petroni si colloca per intero, e con ottima tenuta, nell'ambito della tarda cultura clementina: oltre che del Calvi, è in larga misura debitrice dei Gandolfi, e segnatamente di Ubaldo, cui si richiama insistentemente nella morbidezza dei passaggi e nell'impronta lirica, cantabile; che consegnerà presto l'artista, mutato il clima di cultura, ad un ruolo marginale, come prova la tardiva e contrastata accoglienza tra gli accademici nel '15. Ercole Petroni morì nel 1839.

Renzo Grandi

Bibliografia: Notizia delle operazioni..., 1802; G. Grilli Rossi, 1825, p. 12; G. Bianconi, 1835, p. 259; G. Romani, 1844, p. 258; G. Bosi, 1859, p. 52; P. Giordani, 1874, pp. 77 e 127; Mostra del Settecento Bolognese, 1935, p. 142; A. Ramenghi, 1964; R. Roli, 1977, pp. 126 e 288. Testo tratto da "I Concorsi Curlandesi". Bologna, Accademia di Belle Arti 1785-1870, catalogo della mostra, a cura di Renzo Grandi, Bologna, Galleria d’Arte Moderna, marzo-maggio; Museo Civico, giugno-luglio, 1980.

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