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Rosa Dall'Olio

6 Giugno 1889 - 1978

Scheda

L'affetto del nipote Giorgio Capellari e la sensibilità di tutti i familiari che le hanno conservate con amorevole cura, mi hanno permesso di consultare le carte private della Maestra Rosa Dall'Olio. Giorgio la chiamava familiarmente, come ho potuto leggere su di una vecchia busta “CIA ROSA”; li ringrazio per la gentilezza che mi permette ora di ricordarLa ai lettori di Brodo di Serpe. Dall'Olio Marzocchi Rosa, come si definisce aggiungendo al proprio cognome quello del marito, in un profilo redatto di suo pugno in data 26 settembre 1947, era nata a Medicina il 6 giugno 1889 da Giuseppe e Ubaldini Giuseppina. Si sposò nel 1927 con Marzocchi Pasquale del quale rimase vedova nel 1948. Diplomata e insegnante elementare. Nel profilo sopra richiamato così descrive la sua esperienza di insegnante: “Dal 1908 al 1915 prestai servizio senza diploma nell'asilo d'infanzia di Medicina. Nel 1918, conseguito il diploma d'abilitazione all'insegnamento elementare mi dedicai allo studio della lingua francese in un istituto privato (in Francia, n.d.r.). Tornata in Italia nel 1920 entrai nell'insegnamento elementare quale supplente e nel 1921 divenni insegnante di ruolo. Per parecchi anni ho insegnato lingua francese nel corso di avviamento di Medicina, conto così 33 anni di servizio, compresi quelli nell'asilo”. La sintesi ne richiama il periodo di emigrazione in Francia per apprendere la lingua, tace invece sul girovagare come insegnante in altre parti d' Italia. I famigliari ricordano frequenti puntate in Toscana ed un lungo rapporto epistolare con la Diocesi di Arezzo dove era stata per lavoro.

Questa lunga storia di educatrice verrà riconosciuta dalla Fondazione Premi al Merito Educativo di Milano il cui Presidente il 7 maggio 1963 le scrive: “Mi è gradito comunicarle, che la Commissione Aggiudicatrice, tra le 544 segnalazioni pervenute quest'anno alla Fondazione, l'ha prescelta per l'assegnazione di uno dei 16 Premi al Merito Educativo 1963, da mezzo milione”. La consegna del Premio, che fu ritirato personalmente dall'interessata, avvenne il 9 giugno dello stesso anno presso il Circolo della Stampa di Milano. A questo riconoscimento fecero eco una lettera di compiacimento del Presidente della Provincia di Bologna, avv. Roberto Vighi, del 18 maggio, un articolo di due colonne sull'Avanti! del 16 giugno ed una seduta del Consiglio Comunale di Medicina del 26 giugno del 1963 nella quale il Sindaco Roberto Preti ne ripercorre la vita esemplare, e propone che: “si faccia pervenire alla Mª Rosa Dall'Olio il compiacimento ed il plauso del Consiglio Comunale”, seguono gli interventi del geom. Duilio Argentesi e del consigliere Ghino Rimondini il quale propone: “che sia donata alla stessa una medaglia d'oro quale segno di riconoscenza per l'opera svolta”. Il Consiglio Comunale con voti unanimi approvò entrambe le proposte. Solo la prima proposta ebbe seguito con l'invio materiale della delibera con una lettera del 28 giugno 1963 che porta la mia firma, della medaglia d'oro nessuna traccia, o meglio, in occasione del funerale avvenuto il 21 novembre del 1978 il rag. Ilario Brini, già Presidente dell'Amministrazione Provinciale, nell'orazione funebre, ne ricorda l'episodio con queste parole: “Ironia degli eventi, faziosità e grettezza della politica di quei tempi della guerra fredda, portò la Prefettura di allora a commettere un grave atto di ingiustizia, non approvando la delibera”. La grande sensibilità della Maestra Rosa per la scuola, i bambini, le donne, i deboli, non si manifestò solo nel lungo percorso professionale; Lei stessa lo ricorda, venne indicata all'incarico di Presidente del Patronato Scolastico nel 1945, un incarico per quel tempo rilevante. Nelle sue memorie il geom. Duilio Argentesi così scrive: “Orlando si trovò a pilotare una giunta del C.L.N. formata da compagni intelligenti, attivissimi, ma estemporanei, piuttosto pasticcioni e anche settari che cozzavano con la sua preparazione politica ed apertura grande come il suo sorriso luminoso. C'era solo la Rosa, una compagna socialista, che fu la sua prima maestra di scuola, che l'adorava, ricambiata e l’assecondava in tutto, specie nel campo dell'istruzione di cui era Assessore, con la quale non gridava mai”. Questa feconda collaborazione è confermata anche da una nota di pugno della Maestra ad un documento del luglio 1945 che così recita: “1945, consegnatomi da Argentesi, si tratta del consuntivo al 31 marzo 1945 del Comitato Comunale O.N.B. (Opera Nazionale Balilla), fondo cassa al 31/3/1945 Lire 70.481,24 depositato nel libretto di risparmio al portatore n° 473 della Cassa di Risparmio in Medicina intestato all' ex Presidente Pietro Volta”.

È dunque dall' immediato dopo guerra che inizia il suo impegno a favore dei più bisognosi della nostra comunità. Nelle elezioni amministrative del 1946 sarà eletta Consigliere Comunale e poi Assessore fino al novembre del 1960. È la prima donna chiamata a questo importante incarico, glielo comunicherà con lettera del 27 marzo 1946 lo stesso Bruno Baroncini. La presenza di donne nel Consiglio fu un evento straordinario e di importanza provinciale, lo attesta una lettera dell’8 luglio del 1946 che l'Amministrazione Comunale invia al Comitato Provinciale dell'UDI (Unione Donne Italiane) e che comunica l'elezione di due donne alla carica di Consigliere, GEMMA BERGONZONI e ROSA DALL' OLIO. In questa lettera viene così descritta: “Socialista di vecchia data, durante il periodo fascista seppe sempre operare affinché nei suoi alunni non venisse inculcato il credo fascista. Attualmente è una delle figure di primo piano nel movimento femminile socialista medicinese”. Il suo lavoro fu subito intenso, le rovine e la miseria del dopoguerra richiedevano energia e talento. In una nota di suo pugno redatta nel 1947 troviamo scritto: “Nel 1945 ricostruii il Patronato Scolastico che assistette n° 300 alunni nel 1945-1946 e n° 620 nel 1946-1947. Nell'estate del 1946 organizzai e diressi una colonia elioterapica di 200 bambini. (Sono i famosi campi solari nello stadio di Via San Paolo). All'inizio dello scorso anno scolastico organizzai la somministrazione della refezione scolastica a 1.200 bambini. A fianco della refezione iniziarono ovunque i doposcuola. Istituii un premio per premiare gli alunni che si erano distinti per studio e condotta. Mercè poi il mio lungo lavoro, il 3 luglio del 1947 furono inviati nella Colonia di Porto Corsini n° 232 bambini”. È il preannuncio delle Colonie prima di Bellariva di Rimini, poi di Pinarella di Cervia e di Mammiano a San Marcello Pistoiese. Certo in tutto questo lavoro fu affiancata da altre importanti personalità, che meritano di essere ricordate, dal signor Alvisi Riccardo, detto al Munarén barbiere di piazza (ove ora c'è la cipolla IGP), storico Presidente dell'ECA (Ente Comunale di Assistenza), all'avvocato Guido Marchetti, Direttore Amministrativo, alla signora Leda Marchesi impiegata al sig. Bertocchi Roberto che si occupava dei terreni agricoli. Con i pochi mezzi a loro disposizione non fecero mai mancare un sostegno a chi aveva bisogno; ne fui testimone diretto ritornando a Medicina nel 1959 per dirigere il Partito Socialista, ebbi occasione per due anni di collaborare attivamente con Lei, ne potei apprezzare la solidarietà umana e la tenacia nell'impegno.

Anche nel privato la Maestra Rosa fu coerente con i principi che ne animavano l'attività pubblica. La delibera comunale sopra richiamata ce ne dà una limpida prova, vi troviamo scritto: “La sua intensa attività non le impedì di accogliere presso di sé nel 1948 un bambino orfano di padre provvedendo al suo mantenimento ed alla sua educazione fino a farne un buon cittadino ed un abile professionista”. Considerando che il suo reddito era la modesta pensione da insegnante non mi pare proprio un impegno secondario. Certo nella formazione della sua personalità hanno influito l'aiuto che dava alla madre nella conduzione di un negozio di articoli scolastici ubicato in piazza Andrea Costa poi gestito dal marito Pasquale; il negozio passò poi alla signora Anna Ferriani Bergami che coltivava identici valori e sentimenti. Il negozio è attivo tutt'ora dall'altra parte della piazza. Importante è certamente stato anche il ruolo del marito Marzocchi Pasquale che gestiva un'osteria in via Cesare Battisti di fronte a Viale Oberdan, il rag. Ilario Brini, così la ricorda nell'orazione funebre: “Rosa Dall'Olio, antifascista di vecchia data, gestiva col marito l'osteria ‘da Mingazzat’ luogo di ritrovo e contatti degli antifascisti medicinesi: Argentesi, Rossi, Trippa, Baroncini, e dove una irruzione della polizia fascista portò nel 1935 all'arresto di una decina di antifascisti medicinesi”. Un compagno, deceduto ultranovantenne, Guerino Cappelletti all'epoca birocciaio, mi ricordava spesso l'importanza di tale osteria per i contatti che rendeva possibili. Il suo attaccamento al Partito Socialista è documentato non solo da una lettera del 1958 del Segretario Otello Dalla Casa per il puntuale versamento della metà della sua indennità di Assessore Anziano, ma anche dalla raccolta ordinata e meticolosa delle tessere del partito, con i relativi bollini di sottoscrizione delle quote mensili, dal 1945 alla sua morte, alcune portano la mia firma, ma certamente la più commovente è quella del 1945 a firma Pietro Nenni ed Ilario Brini. Certamente le parole dell'orazione funebre che la ricordano: “La sua vita è stata un esempio di coerenza politica e una guida generosa di umanità, sempre al servizio della comunità” sono l'esatta sintesi dei suoi sentimenti e del suo operare quotidiano, di quell'umanesimo socialista che ancora caratterizza tanta parte della nostra collettività.

Renato Santi

Testo tratto da "ROSA DALL’OLIO, UNA VITA ESEMPLARE" in "Brodo di serpe - Miscellanea di cose medicinesi", Associazione Pro Loco Medicina, n. 6, dicembre 2008.