Acquaderni, Giovanni

Acquaderni, Giovanni

Galleria Giovanni Acquaderni

Scheda

Mette in comunicazione via Rizzoli, via Guglielmo Oberdan, vicolo San Giobbe e via de' Giudei.
Prima documentazione dell'odonimo: 1962 (delib. cons. del 17 dicembre).

Possiamo dividere la Galleria Acquaderni, che ha assunto l'attuale assetto nel 1928, in cinque parti.

Prima parte: accesso da via Rizzoli.
L'accesso della Galleria Acquaderni da via Rizzoli (accanto al numero 34) ripercorre quello che era un antico vicolo conosciuto in antichità come Vicolo o Androna degli Zampari o Zamparia. L'Androna degli Zampari è documentata fin dal 1256.
Questo vicolo era comune all'arte dei Beccari e alla compagnia di San Giobbe, il cui oratorio si trovava alla fine del vicolo stesso.
Nel 1579 fu decretata la chiusura del Pellatoio (scorticatoio per maiali) di Porta Nova, che era situato nell'attuale via Venezian, di fronte ad un torrione del Palazzo Comunale, torrione che fu detto appunto "del Pellatoio". L'attività fu trasferita presso il vicolo Zamparia, che quindi cominciò ad essere chiamato, fin dalla fine del XVI secolo, Peladuro, sinonimo di Pellatoio.

Seconda parte: camera centrale di raccordo.
Poco sopra si è notato che l'Androna degli Zampari o Peladuro finiva contro l'oratorio o chiesa di San Giobbe. Proprio l'interno di questa chiesa fu inglobato nella Galleria Acquaderni, costituendone la camera centrale di raccordo, e si presenta ancora oggi splendidamente decorato.

Terza parte: accesso da via Guglielmo Oberdan.
Uscendo verso ponente dall'ex chiesa della Compagnia di San Giobbe ci si trova di fronte a due vicoli: uno prosegue senza nome a ponente e sfocia in via Guglielmo Oberdan. L'altro va verso meridione per poi dirigersi verso ponente e sfociare anch'esso in via Guglielmo Oberdan. Il tratto est-ovest di questo secondo vicolo oggi è di passaggio privato ed è chiuso da due cancelli, di cui uno su via Guglielmo Oberdan.
Il primo vicolo era l'antico Purgatorio, mentre il secondo, quello chiuso, era il Limbo, che con la vicina via dell'Inferno formavano un singolare agglomerato odonomastico.
Sull'origine dell'odonimo Purgatorio il Salaroli scrisse che così si chiamava per la vicinanza dell'Ospedale di San Giobbe dove venivano curati gli ammalati di morbo gallico (sifilide) con "purghe", ma si tratta di spiegazione evidentemente non corretta: Purgatorio e Limbo sono evidentemente odonimi originati dall'analogia con il vicino Inferno.
Quarta parte: accesso da via de' Giudei.
L'accesso da via dei Giudei avviene dal portone di ingresso del numero 2 di via dei Giudei, già antico numero 2617.

Quinta parte: accesso da vicolo San Giobbe.
Questo accesso altro non era se non l'accesso alla chiesa di San Giobbe da vicolo San Giobbe.

Zampari era probabilmente nome di famiglia ivi abitante nel XIII secolo.
Peladuro o Pelatoio è sinonimo di scorticatoio, o macello per suini.

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Luoghi

Opere

Persone

Bibliografia
Le vie di Bologna
Fanti Mario
2000 Bologna Istituto per la Storia di Bologna
Cose notabili della città di Bologna ossia Storia cronologica de' suoi stabili sacri, pubblici e privati
Guidicini G.
1868 Bologna Tipografia Scimmie di G. Vitali
Indicatore bolognese riferibile a ciascun edifizio componente la città : compilazione a vantaggio de' forestieri e a comodo di qualunque persona
Sebastiano Gaetano Giovannini
1854 Bologna
Nomi delle strade, vie, borghi, et vicoli, che sono nella citta di Bologna
Giovanni Niccolò Pasquali Alidosi
1624 Bologna
Nomi et cognomi di tutte le strade, contrade et borghi di Bologna
Giovanni Zanti
1583 Bologna Rist. anast Bologna : Grafis
Origine delle Porte, Strade, Borghi Contrade, Vie, Viazzoli, Piazzole, Salicate, Piazze, e Trebbi dell'Illustrissima Città di Bologna con i loro Nomi, Pronomi, e Cognomi
Camillo Scaligeri della Fratta (pseudonimo di Adriano Banchieri)
1635 Bologna Clemente Ferroni
Origine di Bologna (www.originebologna.com)
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