Medaglia di Gioacchino Murat

Medaglia di Gioacchino Murat

Scheda

La medaglia reca al dritto la legenda GIOACHINO NAPOLEONE RE DELLE DUE SICILIE e il ritratto a mezzo busto del Murat, con i capelli riccioluti, in uniforme ricca di decorazioni: quella della Legione d’onore con la scritta HONNEUR ET PATRIE e altra dell’Ordine delle Due Sicilie con la Trinacria. Al rovescio l’iscrizione REAL OSSERVATORIO GIOVACHINO accompagna il prospetto dell’Osservatorio astronomico di Napoli. La legenda in esergo NAPOLI. MDCCCXII data la medaglia al 1812 e si riferisce alla posa della prima pietra dell’Osservatorio di Capodimonte, avvenuta durante il regno di Gioacchino.

Come ricorda C. De Nicola nel Diario napoletano, il 18 novembre 1812 «Il Ministro dell’Interno portò la Regina sopra Miradois sotto Capodimonte a gittare la prima pietra per uno stabilimento di pubblica istruzione, ossia un Osservatorio Astronomico, ed egli ci pose la prima cucchiaiata di Fabrica». Il progetto aveva avuto inizio parecchi anni prima poiché il Governo francese aveva dimostrato grande sensibilità per il progresso delle scienze a Napoli. La mancanza di un edicio idoneo determinò, con una scelta del tutto inusuale nel panorama italiano dominato dal riutilizzo di preesistenti strutture, la costruzione ex novo di un luogo espressamente dedicato alla Specola. L’astronomo Federico Zuccari (1784-1817), incaricato di dirigere il progetto, poi elaborato dall’architetto Stefano Gasse, scelse la collina di Miradois che si rivelò assolutamente idonea alla realizzazione dell’osservatorio che, però, fu completato solo nel 1819. Il dritto della medaglia fu realizzato nel 1811 da Louis Jaley (1763-1838) così come indicato dall’iscrizione incisa nella troncatura del braccio del Murat: JALEY.FECIT. / ANNO MDCCCXI, tipologia che venne utilizzata anche per altre medaglie. L’incisore francese, allievo di Jean-Guillaume Moitte e di Augustin Dupré, si era specializzato nella realizzazione di medaglie commemorative e divenne piuttosto famoso durante l’età napoleonica. Il conio di rovescio della medaglia riuscì difettoso, infatti la maggior parte degli esemplari noti presenta una grossa escrescenza in metallo che copre parte della parola REAL; in altri casi le lettere sembrano ritoccate a bulino. Secondo Tommaso Siciliano nel 1814 furono battuti otto esemplari in argento e i coni, ormai inutilizzabili, furono riparati dall’incisore Vincenzo Catenacci (1786-1855). Questa medaglia, uno dei pochissimi esemplari coniati in argento, appartenne allo stesso Gioacchino Murat e faceva parte della collezione di armi e decorazioni donata al Comune di Bologna dalla figlia Letizia Murat Pepoli.

Medaglia di Gioacchino Murat, 1812. Argento, diametro mm 60, Museo civico del Risorgimento di Bologna, inv. n. 2544.

Paola Giovetti

Bibliografia: Forrer 1904-1907; Siciliano 1939, p. 61; Martini 1997, cat. n. 785; Turricchia 2006, cat. n. 839. In collaborazione con IBC - Istituto per i beni culturali dell'Emilia Romagna.

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