Mattei Cesare

Mattei Cesare

11 Gennaio 1809 - 3 Aprile 1896

Note sintetiche

Scheda

L’11 gennaio 1809 nasce Cesare Mattei, da famiglia molto agiata che gli consente di frequentare personaggi di spicco di Bologna, quali Paolo Costa e Marco Minghetti. Di idee liberali e moderate, nel 1837 fu tra i cento sottoscrittori per la nascita della Cassa di Risparmio di Bologna. Dieci anni dopo, grazie ad alcune donazioni di terreni politicamente e militarmente strategiche fatte allo Stato Pontificio nella zona di Comacchio, ottiene il titolo di Conte direttamente da Pio IX. Intraprende quindi una carriera politica che lo porta ad essere eletto deputato al Parlamento di Roma nel maggio del 1848, anno in cui era già stato nominato tenente colonnello della Guardia Civica felsinea. Nell’ottobre dello stesso anno (dopo soli cinque mesi…) decide di lasciare definitivamente la politica e di dedicarsi allo studio della medicina. Quindi acquista il terreno dove sorge l’antica rocca di Savignano, inizia i lavori il 5 novembre 1850, e dal 1859 di stabilisce definitivamente alla Rocchetta, come lui la chiama affettuosamente, nel suo regno, dove può dedicarsi ai suoi studi e ai suoi esperimenti.

Partendo dal lavoro di Hahnemann, elabora e sviluppa una nuova scienza medica che chiama Elettromeopatia. Alla base omeopatica associa una teoria, di derivazione sicuramente orientale, sui fluidi elettrici e il bilanciamento elettrico del corpo. Hahnemann è sostanzialmente un filosofo, non uno scienziato. Anche Mattei di base proviene dalla spagiria, in pratica è un alchimista, ma a differenza del suo predecessore applica un metodo di ricerca e lavoro rigorosamente scientifico. Dopo una ventina d’anni di lavoro, inizia a produrre rimedi e preparazioni per la vendita di massa, ottenendo un successo commerciale del tutto invidiabile. A quanto traspare dai documenti non sono i soldi a spingere la sua ricerca, tanto che cura le persone indigenti gratuitamente e somministra altrettanto gratuitamente i suoi preparati a chi non può pagarli. L’elettromeopatia sembra avere benefici medici reali, e la sua fama si espande, pur essendo osteggiata (ovviamente) dalla medicina tradizionale. Attenzione, qui bisogna un attimo fermarsi e fare un piccolo inciso per non andare sulla strada sbagliata: un conto è la conoscenza medica odierna, un conto è la medicina della seconda metà dell’Ottocento. Il fatto che Mattei ottenga risultati medici positivi confrontato alla medicina del periodo non significa che li avrebbe ottenuti con le conoscenze mediche attuali… e comunque scopo nostro non è dissertare sull’efficacia o meno dell’elettromeopatia. Sta di fatto che Mattei si costruisce una fama internazionale, e vengono a farsi curare alla Rocchetta, o richiedono a domicilio i suoi servigi, persone e personalità da tutto il mondo.

Basti citare, tra i più, gli zar di Russia e gli imperatori d’Austria. Non solo, medici in tutto il mondo iniziano a praticarla con successo e soddisfazione. Nel 1881 i depositi autorizzati spaziano dall’Argentina al Giappone, passando per tutta l’Europa e l’India, nel 1884 sono in totale 107. E la produzione sopravvive allo stesso Mattei, ad opera del suo socio ed erede Mario Venturoli. Ancora, a titolo esemplificativo della sua fama, Mattei viene citato da Dostoevskij ne I fratelli Karamazov, quando il diavolo in persona afferma: Ma che filosofia e filosofia, quando tutta la parte destra del corpo mi si è paralizzata e io non faccio che gemere e lamentarmi. Ho tentato tutti i rimedi della medicina: sanno fare la diagnosi in maniera eccellente, conoscono la tua malattia come il palmo delle loro mani, ma non sono capaci di curare. […] Disperato, ho scritto al conte Mattei a Milano, che mi ha mandato un libro e delle gocce, che Dio lo benedica. Senza entrare nello specifico delle otto famiglie di granuli abbinate ai cinque fluidi elettrici la teoria di base di Mattei sostiene che il corpo vive del sangue e della linfa; questi due liquidi sono le sole forze nutritive. Dal vario modo di essere mescolati, dipendono le diversità del fisico umano. La linfa guasta produce malattia linfatica; il sangue guasto produce una malattia del sangue; ma nei casi gravi e nella maggior parte delle malattie croniche, il sangue e la linfa sono guasti contemporaneamente.

Al di là di queste teorie che oggi fanno quantomeno sorridere, Mattei illustra i suoi principi in molteplici pubblicazioni a partire dal 1874 e fino al 1892. Ma la cosa che più avvicina alla fiaba la storia del padrone di questo castello da fiabe, è il segreto che si nasconde dietro le sue preparazioni. Mattei sostiene che non è tanto importante il tipo di erbe da usare per preparare i suoi fluidi, quanto il metodo per prepararli. Metodo da lui ricercato e sperimentato scientificamente, in grado di caricare i suoi rimedi di una grande energia, e gelosamente conservato segreto in cinque fogli. A questi cinque fogli è legata la parte fiabesca della fiaba. I soliti problemi di eredità, figlie illegittime, tentati avvelenamenti, storie degne della migliore telenovela sudamericana. In pratica, la produzione dei rimedi Mattei prosegue per decenni, legata al segreto realizzativo che Mattei lascia in eredità scritto su questi cinque famosi fogli. A metà del ventesimo secolo, per poter continuare a produrre a norma di legge, la composizione dei rimedi viene svelata dagli eredi, ma non la procedura per caricarli di energia. Nel 1968 i Laboratori Mattei vengono chiusi definitivamente e il segreto rimane nel cassetto degli eredi, il plico originale si perde (ovviamente!) nel passaggio di notaio in notaio.

Spuntano delle copie (autentiche, chissà?) fatte dalla governante che però sono diverse da quelle rivelate dagli eredi ufficiali. Analisi chimiche fatte nel 2012 rivelano due cose abbastanza importanti: gli ultimi rimedi prodotti sono sostanzialmente diversi da quelli originali (fino a qui niente di sorprendente) ma soprattutto: i rimedi originali, a distanza di oltre 100 anni, conservano ancora un potere antiossidante difficilmente spiegabile. Ma allora, e se fosse vero? Se davvero Mattei fosse un illuminato piuttosto che un eccentrico? Se il suo metodo fornisse realmente una medicina efficace per salvare tante vite? Per quale motivo non la si produce tuttora? Perché i legittimi eredi non svelano quanto contenuto nell’unica delle cinque pagine non ancora svelata? La risposta degli eredi è significativa: l’umanità non è ancora pronta a per questo genere di rimedi, e comunque, volere del loro inventore, è che questi vengano tramandati segretamente ai discendenti (…che lo avrebbero dovuto produrre).

Samuele Graziani

In collaborazione con Associazione 8cento, estratto con integrazioni dalla rivista Jourdelò n. 26, Bologna, maggio 2019

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Documenti
Ehi! ch'al scusa.. 1882 n. 5
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Ehi! ch'al scusa.., anno 3, n. 5, 4 febbraio 1882, Bologna, Società Tipografica Azzoguidi