Le truppe anglofrancesi sul fronte italiano dopo Caporetto

Le truppe anglofrancesi sul fronte italiano dopo Caporetto

Scheda

Agli inizi del conflitto le truppe francesi ed inglesi sul fronte occidentale fronteggiarono l’esercito tedesco mentre gli italiani, con la loro neutralità, davano tranquillità alla Francia, sia garantendo il fronte meridionale sia impedendo l’entrata in linea dell’esercito austro-ungarico al fianco dei tedeschi. A maggior ragione, la Francia risentì positivamente dell’ingresso in guerra dell’Italia il 24 maggio 1915, poiché l’esercito austriaco dovette concentrarsi sul fronte dolomitico, alleggerendo la pressione sul fronte occidentale.
Solo all’indomani della rotta di Caporetto (24 ottobre 1917) gli alleati offrirono forze in appoggio all’Italia, nell’intento di impedire il dilagare degli austro-ungarici verso la pianura padana ed eventualmente verso il fronte sud dei confini francesi: infatti, gli austriaci scendendo in Italia avrebbero potuto colpire la Francia dalla linea delle Alpi, ove da tempo non venivano più mantenute truppe, grazie alla neutralità prima e poi all’intervento dell’Italia al fianco degli alleati.
Si spiega così la sollecitudine degli alleati nell’invio di forze e la volontà di schierarle sul Mincio o sul Po, linee ritenute naturalmente forti ed atte ad appoggiare l’azione di truppe schierate con l’intenzione di tenere lontano dal confine francese il pericolo rappresentato dall’Austria.
Le truppe alleate inviate in Italia vennero schierate in zona sicura, lontano dalle zone di battaglia, e messe agli ordini del loro comando e non del comando supremo italiano. Scopo della loro presenza in Italia non era dare una mano alla tenuta del fronte italiano, ma contribuire alla tenuta del fronte francese.
Agli inizi di novembre 1917, constatata la tenuta opposta dalle truppe italiane, che aveva sorpreso un po’ tutti, a fronte dei ripetuti attacchi austriaci, gli inglesi, che sentivano il disagio morale dell’inazione chiesero di entrare in linea sul Montello, mentre i francesi continuarono a tergiversare sino alla fine del mese, quando finalmente decisero di scendere in campo con una parte delle forze, tenendo la massa in riserva.
Il generale Armando Diaz li salutava con questo Ordine del Giorno, datato 5 dicembre 1917:
“Ufficiali e soldati d'Italia!
In nome vostro io porgo il saluto delle armi italiane agli Alleati di Francia e d'Inghilterra prontamente accorsi tra noi, e oggi entrati in linea al nostro fianco. Nel passato, in salda fratellanza d'armi con loro, noi abbiamo combattuto e vinto per gli ideali supremi della giustizia e del diritto. Ancora una volta noi affrontiamo decisi l'avvenire che ci porterà alla vittoria accanto al magnifico esercito che l'inflessibile volontà del popolo inglese ha saputo creare, ed alle forti armate francesi che sanno la gloria secolare di mille battaglie. Ufficiali e soldati di Francia! Ufficiali e soldati d'Inghilterra! Oggi che le vicende della lotta, affratellandoci nella fusione del sangue versato, rendono la nostra unione più intima, io vi do con animo grato il benvenuto, e con fede convinta rinnovo l'augurio del comune trionfo”
Per le truppe anglofrancesi rimase comunque la pregiudiziale del comando nazionale, che venne superata dall’Italia costituendo due armate: la 10a al comando di Lord Frederic Rudolph Lambart Cavan (con staff inglese, due Corpi d’armata italiani ed uno inglese) e la 12a al comando del Generale Rodolfo Graziani (con staff francese, un Corpo d’armata italiano, una divisione italiana ed una divisione francese delle sei presenti in Italia).
Massimo Ascoli

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It's a Long Way to Tipperary. File audio tratto da www.firstworldwar.com

It's a Long Way to Tipperary, Jack Judge and Harry Williams, 1912, versione di John McCormack, 1914. File audio tratto da www.firstworldwar.com

Bibliografia
Guerra e vittoria: 1915-1918
Maravigna P.
1935 Torino U.T.E.T.
Soldati del Regno: la struttura e l'organizzazione dell'esercito italiano dall'unità alla grande guerra
Cernigoi E.
2005 Bassano del Grappa Itinera