La scultura in bronzo

La scultura in bronzo

1801 - oggi

Scheda

E’ sempre difficile, in un contesto come quello della scultura in bronzo, analizzare e interpretare quello che nelle diverse epoche è risultato come uno dei massimi sviluppi della cultura e della tecnologia umana. La fusione è il processo tecnico per dare definitiva forma all’idea scultorea che segue il processo della modellazione. Il procedimento fusorio oggi si caratterizza per diverse fasi e processi, i quali tendono a comporre la struttura ossea della fusione, permettendo quindi una resa qualitativamente alta del prodotto finale.

Il primo passaggio indispensabile per realizzare una fusione è il modello: l’artista realizza la scultura seguendo la propria inclinazione o tecnica preferita, nella materia a lui più congeniale, in modo tale che il seguente procedimento fusorio risolva tutte quelle caratteristiche espressive che l’artista ha impresso nel suo modello e quindi conservi tutta la naturalezza del gesto stesso che dovrà rimanere nella sua essenza più “vero”, al di là delle costrizioni di carattere tecnico. Si procede con il calco del modello. Per ottenere una cera che sia identica all’originale si realizza sul modello stesso un calco “negativo”. Seguendo i metodi tradizionali delle fonderie artistiche si ottiene un calco in gesso realizzato a tasselli che non permette, in molti casi, cere ripetute e fedeli all’originale. Il calco, per il suo uso continuato, produrrà cere a fedeltà decrescente con l’aumentare della tiratura. Attualmente il calco può essere effettuato con una gomma siliconica in grado di riprodurre in negativo tutte le caratteristiche del modello dell’artista. La gomma, plasmata su modelli anche molto delicati, permette di avere una resa molto efficace anche su originali complessi ed è perfetta per le tirature di serie.

Il terzo passaggio riguarda la riproduzione in cera, che è copia fedele dell’originale tratto dal calco, la facile malleabilità della materia permette all’artista di ritoccare la forma e di correggere delle piccole imperfezioni così da ottenere anche sul modello di cera l’impronta costante della sua creatività che si materializzerà in bronzo. La quarta tappa riguarda il refrattario ceramico, procedimento anche questo che garantisce una gran fedeltà di riproduzione resistendo alle alte temperature che permetteranno la liquefazione della cera e alla pressione seguente del metallo fuso. Si procede immergendo la forma in cera in un bagno ceramico liquido fino ad ottenere lo spessore ceramico sufficiente a resistere al metallo fuso, dopodiché le forme in cera rivestite di ceramica vengono scaldate per far fuoriuscire la cera, ottenendo quel procedimento chiamato a “cera persa” e cotte in un forno ad alta temperatura. Il seguente passaggio riguarda la cottura e la fusione, ovvero la cera rivestita viene messa in un forno ad alta temperatura, in cui il refrattario si cuoce in breve tempo e la cera si liquefa completamente, si ottiene in questo modo un negativo in materiale refrattario e nella cavità lasciata libera dalla cera viene colato il bronzo fuso. Si passa successivamente alla rottura della ceramica ove il metallo raffreddandosi si solidifica, viene in questo modo liberato dal suo durissimo rivestimento ceramico con l’utilizzo di speciali strumenti. Se rimangono delle parti in refrattario sulle superfici, si procede alla loro eliminazione con la sabbiatura tradizionale al fine di pulire perfettamente senza alterare la superficie della scultura.

La penultima fase riguarda la finitura ed il cesello per cui dopo aver tolto le colate di fusione ed eseguito la sabbiatura, la superficie del bronzo risulta essere molto fine e compatta. Questa fase del bagno ceramico che determina la finezza del refrattario usato e dalla miscela legante estremamente equilibrata, semplifica il lavoro di cesellatura e permette all’operatore di intervenire solo quando deve modificare parti essenziali della scultura. Infine, per la resa definitiva dell’opera, si passa alla patina, che darà al metallo fuso l’aspetto esteriore desiderato dall’artista, dando vita a ossidazioni e trattamenti termici. Quest’ultima fase è estremamente delicata e richiede una grande esperienza poiché a seconda dei prodotti chimici impiegati si possono ottenere svariate tonalità diverse del bronzo, con effetti di straordinaria plasticità e leggerezza, qualità che da sempre rendono questa materia una delle più enigmatiche e affascinanti per uno scultore.

Federico Capitani

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Marco Marchesini, idee ed appunti per l'allestimento della mostra "Marco Marchesini - La scultura, tante storie", Museo civico del Risorgimento di Bologna, 2022. © Museo del Risorgimento di Bologna | Certosa.

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Benedetta Basevi, Mirko Nottoli; Enrico Barberi e la fontana Nettuno - Il fondo di disegni Barberi nelle Collezioni d’Arte e di Storia della Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna; Bononia University Press, Bologna, 2018