Allegoria della Religione

Allegoria della Religione

1815 ca.

Scheda

Rare le opere mobili conosciute dello scultore Giovanni Putti. Ne citiamo le più note: un Atlante (Pinacoteca Nazionale di Bologna), due bassorilievi rappresentanti Ulisse ed Euriclea ed Enea condotto dalla Sibilla ai Campi Elisi (Accademia di Belle Arti di Bologna); due bozzetti per le Piangenti del Nuovo ingresso alla Certosa; le allegorie della Scultura, Architettura e Storia (Museo Davia Bargellini, Bologna); cinque Presepi in collezioni pubbliche e private; una terracotta dorata con la Deposizione di Cristo e un ulteriore bozzetto per il monumento Strick del cimitero bolognese.

Questa opera in collezione privata è patinata ad imitazione del bronzo e con tracce di dorature nella stola. Purtroppo è giunta a noi mancante dell'avambraccio destro e della mano sinistra, la quale doveva sorreggere una grande croce, di cui rimane l'incavo sul basamento. L'affinità con la Religione del monumento Baldi Comi alla Certosa di Bologna risulta evidente nella parte superiore, dove in maniera quasi identica viene descritto il mantello che cade dal braccio alzato. La terracotta mostra tutte le caratteristiche tipiche del nostro scultore, quali l'accuratissimo studio delle pieghe sul bacino o il volto dai profili netti e taglienti, ambedue ricavati e riletti dalle numerose riproduzioni - ma anche da originali in collezioni nobiliari - dei vasi attici a figure rosse, o dai calchi da statue romane presenti in Accademia, tra cui l'Agrippina seduta. Putti con questa Allegoria della Religione si trova in piena sintonia con le novità culturali del suo tempo, in particolare un confronto stringente può essere fatto con la Religione Cattolica di Antonio Canova, statua quest'ultima progettata dopo il rientro di Pio VII a Roma. Ideata nel 1813, non venne mai realizzata, in quanto per il maestro di Possagno doveva raggiungere una altezza di ben otto metri. Una scultura che comunque trovò un immediato riconoscimento internazionale, tanto che anche nel camposanto bolognese possiamo ammirarne l'abile rilettura fatta da Alessandro Franceschi nel sepolcro Arrighi (1821), oppure una intepretazione più scolastica come nel caso del sepolcro Piana di Bernardo Bernardi. Giovanni Putti fu chiamato più volte a seguire allegorie della religione in Certosa, ma è solo in questa terracotta che lo vediamo più in sintonia con l'esempio canoviano: diversamente realizzerà sue personali interpretazioni di gusto neoclassico sul tema. Questa terracotta appartiene al periodo di maggior fama di Putti, rientrato da poco da Milano con un curriculum irraggiungibile per la gran parte degli scultori bolognesi.

Allegoria della Religione, 1815 ca., terracotta patinata, 51 x 14.5 x 15 cm. Bologna, collezione privata

Roberto Martorelli

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