Valzer | Polka | Mazurka | Filuzzi

Valzer | Polka | Mazurka | Filuzzi

1796 | oggi

Scheda

E’ stato Cri-Cri ad introdumi, in certo senso, nel mondo dei ballerini “alla Filuzzi”. Cri-Cri, nonostante il buffo nome da gaudente d’operetta (un gaudente d’altri tempi, in guanti bianchi e mantello nero foderato di raso, capace, fra una bottiglia e l’altra di champagne, di sperperare sorridente una vistosa sostanza per gli occhi di una qualsiasi capricciosa “principessa dei dollari” o per una maliarda “reginetta della czarda”) è un uomo concreto, pieno di buon senso e fornito di maliziosa intelligenza. Di notte, dopo una giornata di lavoro, lo potete veder in certi locali popolari ove si danza alla maniera della “Filuzzi” essendo di questi balli e dei rispettivi cultori un affezionatissimo e rumoroso aficionado.

"Cri-cri" ce n'ha per tutti | “Per tutti sono Cri-Cri e basta. Non importa che lei sappia come mi chiamo” così si presenta. (In realtà si chiama Alberto Fabbri e gestisce un’officina meccanica). Si esprime in modo sconcertante e in un linguaggio incisivo e pittoresco, fatto di maligne allusioni e con l’umore estemporaneo dell’uomo che sa dir la sua su qualsiasi argomento. Il locale è pieno di gente modestissima, giovanotti e ragazze, ed anche donne e uomini anziani; qua e là, su qualche tavolo, una bottiglietta di spumante a buon mercato. Siamo in un circolo ricreativo di tramvieri. E c’è anche qualche tramviere in divisa, e vi sono anche distintissime signore borghesi. La pista è vuota, il direttore di sala annuncia: “Dirette dall’esimio maestro Marcheselli, hanno ora inizio le classiche gare alla Filuzzi”. Sono in palio ben dieci penne stilografiche offerte dal nostro signor Cecchino. Si esibiranno nelle loro esibizioni famose Orestéin, la Ginghina, la Berta, la Jolanda, il Governatori, Ferri, Scagliarini, Orlandi e tutti gli altri. Lambertini sarà giudice di gara. Comincia il rito delle danze “alla Filuzzi” col virtuosismo di ballerini che secondo uno stile personalissimo interpretano valzer, polche e mazurche. Una coppia per volta; pochi giri vorticosi, un breve “passaggio” che entra nella figurazione e insieme serve di riposo alla fatica, e quindi nuovi giri vorticosi. C’è grazia, armonia, stile, tempismo e soprattutto resistenza fisica di prim’ordine. Grida d’entusiasmo alla fine di ogni ballo; nessuno stupore fra il pubblico nel vedere la coppia successiva formata da due uomini, due classici campioni, Governatori e Neri, i quali si abbracciano con eleganza e così abbracciati con grazia impeccabile danzano prima una polca con le variazioni di rito, poi un vorticoso valzer e infine una mazurka entusiasmante col “passo doppio” e le “rovesciate”. “Ecco – commenta Cri-Cri interrompendo le divertenti divagazioni su Sartre e gli esistenzialisti – ecco, ammiri la donna piuma, la Ginghina! E non dimentichi anche Berta…. Dal piede lungo….”


Donne-piuma e non | Colei che è chiamata “Ginghina” è un donnino esile, magrolino, dal viso affilato e dalla vita sottile; la passione della danza la spinge a prodigarsi in questo modo in tutti i locali periferici di Bologna ove si radunano tre o quattro volte la settimana gli aficionados dei balli “alla Filuzzi” che sono una casta gelosamente chiusa. (Tuttavia, essi ammettono ora nella loro società, anche qualche giovane, cui vanno insegnando i segreti delle loro complicate e difficili figure). La Berta invece è una donna piuttosto formosa ma di bassa statura; ha sessantun anni (ve lo dice senza reticenze) e tuttavia vola, al braccio del suo anziano cavaliere, più agile e leggera di una ragazzina diciassettenne. Così dicasi della Ginghina, che ne ha cinquantadue e cominciò a danzare a sette anni e ad esibirsi in pubblici locali a quattordici. Più giovani invece la Maria e la Jolanda. Inutile chiedere altro a queste donne. Inutile anche chieder notizie al vigile urbano Ferri, al Governatori, al Lambertini, che, insieme ad Orestéin e al “Morino”, è il decano dei ballerini della “Filuzzi”. Orestéin veramente mi dice: “Da quanto tempo danzo? Non so, forse da quaranta o cinquant’anni. Chi se ne ricorda quando ho cominciato?” (Le cronache della “Filuzzi”, la popolare accademia di danze, parlano di lui, Oreste Mazzoli, detto Orestéin, fin dal 1906, fin dai tempi cioè della società Aida e Aquila di via del Pratello, che videro le bravure di Burtluttein e di Anzléin; la Pgnata oltrechè di Carlo Gaspari detto Carluccéin, del quale ultimo narra la leggenda, che compisse di notte, danzando a tempo di valzer, il percorso dalla stazione alle due torri lungo via Indipendenza). Quanto alle origini storiche, Orestéin afferma che verso la fine del secolo scorso già esisteva una società di ballo al Foro Boario che dal classico modo di danzare il liscio o altrimenti detto “filato” da parte dei suoi cultori, era chiamata “Filuzzi”. Altri sostiene che visse un cero maestro di nome appunti Filuzzi e da lui i tradizionali ballerini appresero certe variazioni alle popolarissime danze del valzer, della polca e della mazurka. Nonostante l’incertezza delle origini (i memorialisti di Bologna non fanno cenno alcuno della originale e ben conosciuta società della “Filuzzi”, ove si escluda il pittore Cervellati che nel suo libro di imminente pubblicazione, Bologna al microscopio, dedica un lungo capitolo a questi ballerini: “Esisteva verso la fine del secolo scorso una società di ballo “Filuzzi” che raccoglieva elementi provenienti dalla piccola borghesia amante dei quattro salti in famiglia. Era di prammatica la compostezza; vi accorrevano impiegatine, ragazze da marito, sposine in luna di miele, ragionieri, commesse di negozio, scapoli trentenni, cautamente intraprendenti e danzanti senza urti né schiacciamenti di calli; i giovanotti invitavano con inchini stile Luigi XV le belle alla controdanza, il direttore di sala pronunciava il rituale changez la dame! E le madri delle ragazze da marito, sorvegliavano severamente l’azienda”), nonostante, ripeto, l’oscurità delle origini e l’incertezza per così dire filologica, i cultori della “Filuzzi” sono pur sempre la casta più gelosa e chiusa dei mistici della danza.

Il progressivo di Tersicore | Ancor oggi parecchie di quelle antiche usanze son rimaste (ad esempio il cambio repentino della dama, che viene involata scaltramente al ballerino, sottratta, rapita nel tumultuoso e vorticoso ondeggiare di un valzer senza il regolamentare changez del direttore di sala) ed è su per giù il medesimo pubblico di allora, proveniente cioè dagli stessi ceti sociali, che frequenta i locali ove si danza “alla Filuzzi”. Da un po' di tempo a questa parte, anche signore dell’eletta società amano recarsi a questi locali magari in abiti da mezza sera e cappellini civettuoli; sebbene, coi loro mariti, cavalieri o amici faccian gruppo a se, tuttavia occorre dire come in questa mescolanza di ceti, nel segno dell’amore disinteressato alla danza, ogni reciproca diffidenza ben presto scompaia, soprattutto in virtù della regia del sagace Cri-Cri il quale però, da uomo di sinistra qual si dichiara e proletario, non risparmia qualche frizzo del suo maligno repertorio ai borghesi. “Dal punto di vista sociale – afferma Cri-Cri: seduto al tavolo delle dame che complimentano i ballerini sudati e affaticati dopo il ballo ed offron loro magari lo champagne – dal punto di vista progressivo, si potrebbero cogliere gli spunti a qualche proficua osservazione; però la passione del ballo è ancora una cosa innocente e disinteressata”. E, si vede, non gli dispiace, dopo tutto, proprio dal punto di vista sociale e progressivo, che i ballerini della “Filuzzi” – finite le loro classiche esibizioni e le sudatissime gare per guadagnarsi magari soltanto una penna stilografica – trascinino in un vorticoso valzer le belle ed eleganti dame della borghesia.

Ferrante Azzali

Da "Qui si balla alla Filuzzi - Il valzer, la polca, la mazurka". Trascrizione a cura di Lorena Barchetti.

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Bologna | Tårscon

Tårscon - Raccolta a Praduro e Sasso. Da Gaspare Ungarelli; Le vecchie danze italiane ancora in uso nella provincia bolognese, 1894. Courtesy Carlo Pelagalli.

Bologna | Manfrenna mudnaisa

Manfrenna mudnaisa - Valle di Savena - Dal maestro Alfonso Dalmastri. Da Gaspare Ungarelli; Le vecchie danze italiane ancora in uso nella provincia bolognese, 1894. Courtesy Carlo Pelagalli.

Bologna | Manfrenna Mudnaisa

Manfrenna Mudnaisa - Raccolta a Praduro e Sasso. Da Gaspare Ungarelli; Le vecchie danze italiane ancora in uso nella provincia bolognese, 1894. Courtesy Carlo Pelagalli.

Polka Chinata
Polka Chinata

Performance di Polka Chinata eseguita da Alessandro Lenzi e Alessandro Poli al circolo "La Fattoria" di Bologna.

Polka Chinata: Ballo alla filuzzi di Tradizione Bolognese
Polka Chinata: Ballo alla filuzzi di Tradizione Bolognese

Registrazione effettuata al circolo La Fattoria, Bologna. I ballerini sono Alessandro Poli e Alessandro Lenzi. Intervista al maestro Giancarlo Stagni. Musiche suonate dall'Osteria del Mandolino.

Gala Filuzzi 2015: Mazurka, Valzer e Polka
Gala Filuzzi 2015: Mazurka, Valzer e Polka

Esibizione di mazurka, valzer e polka effettuata nell'ambito del Gala della Filuzzi organizzato dalla FIDS (Federazione Italiana Danza Sportiva) nel marzo del 2015.

Polka Chinata all'Archiginnasio
Polka Chinata all'Archiginnasio

Polka chinata eseguita da Antonio Clemente e Loris Brini all'Archiginnasio di Bologna durante la festa organizzata in occasione della creazione del Fondo Leonildo Marcheselli (donazione all'archiginnasio da parte di Marco e Paolo Marcheselli, figli di Leonildo, delle carte, appunti di lavoro etc. del padre)

Documenti
Maestro di ballo in ogni casa | 1
Tipo: PDF Dimensione: 11.11 Mb

Arturo Benvenuti, Il Maestro di ballo in ogni casa | parte 1; Tipografia Economica, Bologna, s.d. (anni '50). © Museo Risorgimento Bologna | Certosa.

Maestro di ballo in ogni casa | 2
Tipo: PDF Dimensione: 11.19 Mb

Arturo Benvenuti, Il Maestro di ballo in ogni casa | parte 2; Tipografia Economica, Bologna, s.d. (anni '50). © Museo Risorgimento Bologna | Certosa.