Uniforme Squadrone Guide del Corpo Volontari Italiani

Uniforme Squadrone Guide del Corpo Volontari Italiani

1866

Scheda

L’uniforme si compone di giubba, pantaloni e berretto fuori ordinanza detto alla ‘figaro’. La Nota n. 123 del 13 giugno 1866 pubblicata sul Giornale Militare Ufficiale e relativa alle «Disposizioni terminative pel vestiario del Corpo Volontari Italiani» così recita: Il Ministero per la guerra, visti i reali Decreti 27 e 29 maggio ultimo scorso, con i quali venne decretata per il Corpo Volontari Italiani anche la formazione di uno squadrone di Guide e di due battaglioni di Bersaglieri, e ritenute le riserve espresse nei decreti medesimi ha determinato la specie della divisa che rispettivamente dovranno indossare… e segue la nota dettagliata degli oggetti di vestiario e di corredo per gli Ufficiali delle Guide.

La giubba viene così descritta: di panno bigio, alla foggia di quella delle Guide dell’Esercito, con cinque alamari in seta nera – Orlature in nero – Cordoncini d’oro per controspallini. Distintivi sulle maniche, come quelli degli Uffiziali dell’Esercito, ma in oro. Il colletto è a rivolta con specchietti di panno nero, e le manopole parimenti di panno nero, sono fatte a punta, la quale si estende fino all’altezza di centimetri 10. Così invece i pantaloni: Di panno bigio, con semplice lista nera, larga centimetri 6. Il berretto descritto nella nota, anch’esso in panno bigio e del tutto simile al berretto di fatica utilizzato dagli Ufficiali dell’Esercito, non è quello adottato dal nostro Luogotenente che ritenne di dotarsi del berretto alla ‘figaro’, un modello ‘fuori ordinanza’ ampiamente adottato dalle Guide garibaldine: si tratta di una sorta di bustina con visiera in cuoio fatta di due pezzi di panno rosso, ritagliati e cuciti l’uno all’altro in modo di formare una specie di sacca ripiegata a destra. Sulla fascia inferiore, in panno nero, sono collocati i distintivi di grado costituiti da trecciole in filato metallico dorato identiche a quelle poste sulle maniche, nel nostro caso due a determinare il grado di luogotenente; la stessa trecciola è posta all’intorno del berretto formando sul davanti un elaborato intreccio a fiore simile a quello posto sulle maniche della giubba.

La denominazione di Guide venne data sin dalla seconda metà del sec. XVIII ai corpi armati con funzione di scorta a comandanti in capo, di ricognizione e collegamento tra i reparti. Il nome di Squadrone Guide Garibaldi venne dato ai volontari a cavallo appartenenti ai Cacciatori delle Alpi durante la campagna di guerra del 1859; posto al comando del tenente, poi capitano, Francesco Simonetta (Milano, 1813 - ivi, 1863) si distinse durante tutta la campagna meritandosi la Menzione onorevole nell’Ordine del giorno del 17 giugno 1859 «pel coraggio e l’ardore da loro spiegato nell’inseguire il nemico, raccogliere prigionieri, informazioni e spingere pattuglie contro il nemico». Ricostituito nel 1860 durante la Spedizione dei Mille ed affidato al comando del tenente Giuseppe Missori (Mosca, 1829 - Milano, 1911), entrerà tra i primi a Palermo svolgendo sempre un ruolo di primo piano nelle principali azioni della Spedizione. A Milazzo fu il Missori a salvare la vita a Garibaldi; al termine della campagna divenne Tenente Colonello e venne decorato di medaglia d’oro al valor militare «per essersi distinto durante la campagna dell’Italia Meridionale». Anche nel 1866 il comando delle Guide venne affidato al Missori sebbene il suo grado non fosse adeguato al comando di un solo squadrone.

Uniforme da Luogotenente dello Squadrone Guide del Corpo Volontari Italiani, 1866. Panno, seta, filo metallico in oro lunghezza max cm 57, lunghezza manica cm 60 inv. n. 635.

Luca Giovannini

In collaborazione con IBC - Istituto per i beni culturali dell'Emilia Romagna. Bibliografia: Ministero della Guerra, «Giornale Militare Ufficiale», annata 1866; Turbiani 1926; Zaniboni Ferino 1966; Puletti 1973.

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Fulvio Cantoni; Il Museo civico del Risorgimento dal 1904 a tutto il 1914, relazione del direttore Fulvio Cantoni al sig. assessore per la Pubblica Istruzione; Bologna, Cooperativa Tipografica Mareggiani, 1916

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