Stazione Centrale di Bologna

Stazione Centrale di Bologna

Scheda

Durante l'epoca di Restaurazione, pur in un periodo di stagnazione economica, anche a Bologna era sentita la necessità di collegare con le strade ferrate la città agli altri centri urbani dello Stato Pontificio, soprattutto lungo l'asse della via Emilia. Un primo segno concreto in questo senso avviene il 13 agosto 1857, quando Pio IX pose la prima pietra del ponte sul Reno - progettato Gian Luigi Protche - per realizzare la ferrovia in direzione di Modena. 

Andava anche individuato il luogo dove erigere la stazione e si pensò diverse soluzioni: in un primo tempo una zona all'interno delle mura - la Piazza d'Armi davanti alla Montagnola - poi gli Orti Garagnani, via Riva Reno, Strada San Felice. Infine fu scelta un'area a nord oltre il Canale di Reno, fuori porta Galliera. I lavori, previsti in sei anni, iniziarono nel maggio 1858.

Così Enrico Bottrigari il 21 luglio 1859 nella sua Cronaca di Bologna (Zanichelli, 1960) ricorda l'apertura e l'inizio dell'attività della prima Stazione: "venne aperta al pubblico servizio la Ferrovia che da Bologna giunge fino a Piacenza. Questo sublime trovato dell'ingegno umano, si può dire nuovo per noi, riunirà queste popolazioni alle altre provincie dell'Italia superiore, colle quali desideriamo di condividere le sorti politiche, e sarà strumento di ricchezza e di fratellanza fra gli Italiani". Dopo l'adesione di Bologna al Regno d'Italia (1860) la costruzione di nuove linee ferrate si fa impetuosa: nel settembre 1861 viene aperta al pubblico la linea per Forlì, il 26 gennaio 1862 quella per Ferrara, il 18 agosto per Vergato.

Sempre il Bottrigari segnala come il 2 novembre 1864 fu inaugurata una via ferrata di massimo interesse nazionale, la linea Bologna - Pistoia, che quindi consentì di collegare la città a Firenze garantendo lo scambio continuo di merci e persone tra nord e centro Italia. Egli la descrive come "una delle più belle opere de' tempi moderni, (...) un miracolo dell'arte". Il progettista della linea - Gian Luigi Protche - il Sindaco e tutta la delegazione, dopo aver percorso la linea fecero ritorno alla Stazione, dove trovarono imbandito un grandioso banchetto.

La Stazione Ferroviaria che oggi conosciamo venne costruita su progetto dell'ingegnere Gaetano Ratti nel 1871 e terminata nel 1876. In origine era presente una torre con orologio e sul fronte il portico era sorretto da 4 colonne in metallo. Il bugnato del fabbricato viaggiatori richiama quello di palazzo Bevilacqua, mentre le finestre a bifora riprendono quelle di palazzo d’Accursio. Il disegno ricorda anche quello presentato nel 1860 da Giuseppe Mengoni in occasione della visita a Bologna di Vittorio Emanuele II: un bel progetto "dichiaratamente ispirato a Palazzo Pitti" per stile e dimensioni. L'interno dell'edificio fu sistemato con l'intervento di abili decoratori e l'apporto di pittori come Luigi Busi (1837-1884) per gli affreschi del ristorante, e Luigi Samoggia (1811-1904) per quelli dell'atrio. Fu poi ampliata in più riprese e, dopo i danni dovuti alla Seconda Guerra Mondiale ed alla Strage del 2 agosto 1980, ha subito nuove trasformazioni, fino alle più recenti in occasione dell'apertura dei binari per l'Alta Velocità. 

Il 22 aprile 1934 Vittorio Emanuele III° di Savoia inaugurò la linea Direttissima, la più moderna via di comunicazione ferroviaria tra Bologna e Firenze. Per la sua realizzazione furono occupati i più innovativi mezzi di lavoro e fu impiegato un altissimo numero di operai. Purtroppo, molti di essi morirono nell'adempiere al loro dovere e fu così che, proprio nella stessa giornata, il sovrano inaugurò anche una fontana dedicata agli operai caduti. Progettata da Giulio Ulisse Arata e Gian Luigi Giordani, era posta davanti alla stazione. Costruita con il porfido sanguigno della Val Camonica e la diorite dell'Adamello, aveva una portata di 40 litri al secondo. Ai lati della vasca centrale si innalzavano due altorilievi: "Assistenza al ferito" di Ercole Drei e "Lavoro di scavo in galleria" di Bruno Boari. La fontana fu poi distrutta quasi completamente dai bombardamenti della guerra mondiale. Oggi rimane solo il basamento della vasca.

In collaborazione con Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna

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