San Giovanni in Persiceto, (BO)

San Giovanni in Persiceto, (BO)

Scheda

San Giovanni in Persiceto è un florido comune a nord di Bologna, lungo la linea ferroviaria Verona-Bologna e collegato anche a Ferrara e Mantova.
Fu comune politicamente molto vivace anche nel corso delle lotte per l'Unificazione italiana: volontari persicetani parteciparono alle guerre d'indipendenza e lo stesso comune votò l'annessione al neonato Regno nel 1860 e continuò ad essere protagonista contribuendo, oltre che con uomini, anche con finanziamenti e costruzioni di monumenti e targhe commemorative.
Nel 1869 anche qui, come in tanti altri comuni italiani, si verificarono rivolte contro la tassa sul macinato, con toni particolarmente violenti: il municipio fu saccheggiato e i registri di leva e delle imposte distrutti. Per fermare i manifestanti intervenne l'esercito, che sparò sulla folla uccidendo 10 persone.
La presa di Roma fu salutata con suoni e luminarie e con un messaggio di felicitazioni al Re. Negli anni a seguire a San Giovanni in Persiceto si sviluppò un notevole settore industriale, con attività che spaziavano dalla produzione di pellami a quella di mobili, dando lavoro a molti operai; questa fervida vita produttiva meritò a San Giovanni il soprannome di piccola Manchester.
In parallelo vennero create anche scuole serali e domenicali, una biblioteca circolante e una società ginnastica. La Cassa di Risparmio nacque nel 1877. Dieci anni più tardi, nel 1887, a San Giovanni fu inaugurato il primo tronco della ferrovia Bologna-Verona, che collegava la città a Bologna, e nel 1888 fu aperto alla circolazione anche il tronco Persiceto-Crevalcore.
Le idee socialiste arrivarono in quegli anni anche a San Giovanni. Nel 1889 fu infatti fondata una società di sostentamento tra operai, poi trasformata in società cooperativa fra braccianti e operai e, nel 1893, cominciò a operare la sezione locale del partito socialista, facendosi promotore, in particolare, della festività del Primo Maggio.
Nel 1904 fu eletto il primo deputato socialista del collegio di San Giovanni in Persiceto; nel 1907 invece fu la volta della prima giunta comunale socialista, che per spirito anticlericale rinominò il comune solamente Persiceto.
Arrivarono poi i terribili anni della Prima guerra mondiale: i caduti di San Giovanni in Persiceto furono 334, su una popolazione che, al censimento del 1911, contava oltre 17.300 abitanti.
Negli anni a seguire il comune si prodigò per perpetrare la loro memoria, ponendo tre lapidi recanti i nomi dei caduti: una nel 1924 presso la chiesa del S.S. Crocifisso, una seconda nel 1925 presso la scuola di San Bartolo, e infine una terza, sempre nel 1925 presso la scuola di Tivoli; furono costruiti anche diversi monumenti ai caduti, uno a Decima di Persiceto nel 1925, e un secondo, nel secondo dopoguerra a San Giovanni in Persiceto.
Del comune di San Giovanni in Persiceto fa oggi parte la frazione di Amola, all'epoca della Grande Guerra comune a sé stante, che ebbe un caduto.

Bibliografia: Giovanni Forni, Persiceto e San Giovanni in Persiceto, Rocca San Casciano, Cappelli, 1921; http://www.comunepersiceto.it/la-citta-e-dintorni/storia-e-statistiche-cartella/dallantichita-al-secolo-scorso/gli-ultimi-centanni

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