Gadani Attilio

Gadani Attilio detto Tito

25 aprile 1888 - 28 luglio 1944

Note sintetiche

Titolo di studio: Terza elementare
Causa della morte: Esecuzione
Occupazione: Colono

Riconoscimenti

  • Partigiana/o ( 1 ottobre 1944 - 21 aprile 1945)

Scheda

Attilio Gadani, «Tito», da Natale e Guglielmina Accorsi; nato il 25 aprile 1888 Castello d'Argile; ivi residente nel 1943. 3a elementare. Colono.
Iscritto al PSI.
Fu il tipico rappresentante di una particolare categoria oggi quasi scomparsa: il capolega contadino. Lottò tutta la vita per la sua classe e fu ucciso perché non si piegò alla violenza di quella antagonista, contro la quale si battè sempre con le armi della democrazia.
Entrato giovanissimo nel PSI, divenne prima attivista sindacale poi capolega e nel 1920, a livello comunale, fu uno dei massimi dirigenti della lotta agraria conclusasi con il concordato Paglia-Calda, che rappresentò una grande vittoria politico-sindacale per braccianti e contadini.
Il 31 marzo 1921 fu arrestato, per la sua partecipazione alla lotta agraria, e condannato, con altri capolega, a 2 anni e 4 mesi di reclusione. Nello stesso anno, dopo le dimissioni del sindaco Attilio Ferrari, assunse le funzioni di sindaco di Castello d'Argile. Eletto sindaco l’1 luglio 1922, fu costretto dai fascisti, dopo poche settimane, a dare le dimissioni, unitamente all’intero consiglio comunale.
Il 19 febbraio 1922 due fascisti lo ferirono gravemente a colpi di rivoltella nei pressi di casa. Disse che a sparare erano stati Marino Baraldi e Alberto Biondi di Pieve di Cento, dai quali era già stato bastonato qualche tempo prima. Si riprese dopo una lunga degenza. Il 23 agosto 1922, mentre si apprestava ad entrare in una banca di Bologna, fu aggredito e bastonato dai fascisti.
Il 10 aprile 1931, durante una perquisizione nella sua abitazione, venne trovata una copia dell’”Avanti!” stampato a Parigi. Fu arrestato ed ebbe 3 anni di ammonizione. Nello stesso anno fu schedato.Il 6 aprile 1936 venne fermato e ammonito perché aveva criticato pubblicamente la raccolta delle fedi nuziali promossa dal regime per finanziare la guerra in Africa. Dal 22 al 25 ottobre 1936 fu fermato in occasione della visita a Bologna di una «Altissima Personalità».Il 28 agosto 1941 fu nuovamente arrestato e assegnato al confino per 3 anni per «propaganda antifascista». Parte della pena gli fu condonata e riebbe la libertà il 4 novembre 1942.

Durante la lotta di liberazione militò nella 2 a brigata Paolo Garibaldi e operò nella zona di Castello d'Argile e poi nella la brigata Irma Bandiera Garibaldi.
Divenne uno dei dirigenti socialisti della bassa bolognese. Arrestato nel maggio 1944, fu internato nel campo di concentramento di Fossoli (Carpi - MO). Messo in libertà il 17 luglio 1944, la sera del 25 luglio 1944 venne prelevato nella sua abitazione da tre fascisti. Il 28 luglio 1944 il suo cadavere fu trovato orrendamente mutilato in località Venezzano (Castello d'Argile).
Riconosciuto partigiano dal 19 dicembre 1943 al 25 luglio 1944. Il suo nome è stato dato a un battaglione della brigata Matteotti Città. [O]

Note

E' ricordato nel Sacrario di Piazza Nettuno.

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Ha fatto parte di

Opere

Bibliografia
Gli antifascisti, i partigiani e le vittime del fascismo nel bolognese (1919- 1945)
Albertazzi A., Arbizzani L., Onofri N.S.
1985 Bologna ISB