Rabitti Vindice

23 aprile 1902 - [?]

Note sintetiche

Titolo di studio: Licenza elementare
Occupazione: Bracciante

Scheda

Vindice Rabitti, da Teodorico e Marta Torri; nato il 23 aprile 1902 a Bologna; ivi residente nel 1943. Licenza elementare. Bracciante.
Anarchico.
Il 7 agosto 1921 fu arrestato con una decina di Arditi del popolo di Bologna, dei quali era uno dei dirigenti con Edmondo Lelli. Scarcerato il 27 febbraio 1922, senza essere stato processato, il 26 maggio 1922 in via San Giacomo venne affrontato dal fascista Clemente Capizzi, con il quale scambiò alcuni colpi di rivoltella, ma senza conseguenze per entrambi. Arrestato per lo scontro a fuoco, il 22 luglio 1922 fu condannato a un anno e 3 mesi.
Nel 1923 espatriò per breve tempo in Belgio e al ritorno fu arrestato dalla MVSN. Fu detenuto e bastonato per vari giorni nella caserma di via Broccaindosso. Per le gravissime lesioni riportate rimase degente in ospedale per un paio di mesi. Appena dimesso espatriò in Francia e si arruolò nella Legione garibaldina, un'organizzazione militare costituita da Sante Garibaldi, sciolta un anno dopo. Nel 1929 fu arrestato dalla polizia francese e accusato di fare parte di un'organizzazione anarchica che preparava attentati dinamitardi. Nel 1931 la polizia italiana lo incluse nell'elenco dei potenziali attentatori.
Nel 1932 andò in Algeria dove rimase sino al luglio 1936 quando fu tra i primi italiani ad accorrere in Spagna per prendere parte alla guerra civile. Fu uno degli organizzatori della Colonna Ascaso, della quale divenne delegato politico. Sui fronti di Monte Pelato, Huesca, Halmudevar e Carrascal, prese parte a numerosi combattimenti agli ordini di Libero Battistelli, Mario Angeloni e Carlo Rosselli.
Nella primavera del 1937, mentre era a Barcellona, fu arrestato dalla polizia stalinista e rischiò di essere ucciso come Camillo Berneri, del cui gruppo anarchico faceva parte. Nell'aprile 1938, rientrato in Francia, fu arrestato e trattenuto in carcere per 4 mesi.
Il 7 marzo 1940, alla vigilia dell'entrata in guerra dell'Italia, rientrando in patria, fu arrestato a Bardonecchia (TO). Per riavere la libertà dovette firmare una dichiarazione in cui ripudiava il suo passato. Il 15 aprile 1940 fu assegnato al confino per 2 anni perché «Combattente antifranchista in Spagna». Andò a Ventotene (LT) e vi restò sino al 15 novembre 1941 quando fu prosciolto condizionalmente.

Tornò a Bologna e durante la lotta di liberazione collaborò con il movimento resistenziale imolese. [AR-O]

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