Passo Coe, agosto - novembre 1915

Scheda

Nell’agosto del 1915 la profondità della occupazione italiana nel settore del Passo Coe era ancora assai modesta, dominata dall’azione di fuoco dei forti austroungarici Dosso del Sommo, Sommo Alto, Cherle, Belvedere, Luserna: per avanzare era necessario togliere di mezzo quella cintura di fuoco. Il generale Brusati in un ordine del 14 agosto precisava che le fanterie potevano attaccare solo dopo che gli effetti positivi del tiro della artiglieria italiana contro i forti e le opere di sbarramento campali fossero stati accertati, nello stesso giorno la 9a Divisione ricevette l’ordine di avanzare contro la linea nemica Maronia – Plaut – Durer; le forze a disposizione erano costituite da alcuni battaglioni Alpini, fanteria (79° e 154° reggimento), batterie di artiglieria da montagna, il 2° reggimento Bersaglieri. Di fronte a loro il nemico schierava tre reggimenti di fanteria diversi pezzi di artiglieria e alcune compagnie dell’Alpenkorps germanico, oltre al fuoco dei forti sopra indicati. La notte del 17 agosto gli alpini del Vicenza si portarono sotto le posizioni austriache di Monte Maggio, scoperti dalle sentinelle furono fatti segno da nutrito fuoco di mitragliatrici e tiro di artiglieria, la sera del giorno dopo i superstiti tornarono alle posizioni di partenza. Altri attacchi italiani vennero condotti contro le posizioni di Malga Melegna, il nemico ridotto nei ranghi, fu costretto a ritirarsi; all’alba del 20 bersaglieri e fanteria cercarono la gloria contro il Monte Coston, dovettero però desistere per la salda difesa austriaca supportata dal tiro micidiale dei cannoni dei forti. Il giorno 20 venne presa con una azione di sorpresa condotta dagli alpini del Val Leogra, la quota 1820 di Monte Maggio; dopo tre giorni di battaglia le uniche vittorie italiane furono due quote fortificate del Monte Maggio, mentre il Monte Coston risultava ancora imprendibile. Il 23 riprese l’attacco italiano contro il Coston, il Maronia e il Monte Maggio; dopo altri tre giorni di battaglia il Monte Maggio cadde tutto nelle mani italiane, venne occupato il Monte Maronia, non il Coston che tuttavia risultava assediato dalle forze italiane.
Nel mese di settembre proseguì l’azione di conquista: il 22 fu preso il presidio nemico alla quota 1778 di Malga Pioverna Alta, mentre il giorno dopo fu conquistato il Monte Coston, dopo che l’assedio aveva privato i difensori di viveri e munizioni. L’obiettivo delle operazioni italiane era però la caduta dei forti Dosso del Sommo e Sommo Alto che sbarravano la strada verso Folgaria e Trento, non fu raggiunto; di conseguenza il comando del V° Corpo d’Armata ordinò il proseguo dei combattimenti, ad attaccare toccò alla Brig. Novara, al 2° Bersaglieri, sostenuti dal 29° regg. Artiglieria da campagna. Un primo tentativo venne fatto il 4-5 ottobre, le conquiste riportate, la quota 1685 del Plaut, furono perse sul contrattacco nemico; il 7 ottobre i Bersaglieri ritentarono l’assalto, presero la quota e ne furono cacciati dal ritorno avversario. Il generale Zoppi ordinò di continuare, così che il 17 ottobre toccò alla Brigata Milano, 159°-160° fanteria, e al 79° fanteria della Brig. Roma di attaccare la linea nemica che difendeva il Passo Coe.
Dal diario di Luigi Gasparotto:-”...riprende il fuoco, questa volta violento, furioso, impressionante, tutta la valle ne rintrona. Sono impegnati i nostri compagni del terzo battaglione e i bersaglieri. Verso sera passano i feriti...il trincerone fu preso, perduto, ripreso, riperduto… la undicesima e la dodicesima compagnia tre volte andarono all’assalto, ma furono decimate dalle mitragliatrici annidate nei ricoveri blindati”. Al termine delle operazioni autunnali cambiò solo la linea di comando: alla 9a Divisione subentrò la 35a Divisione, quanto ai risultati furono nulli, la linea del fronte rimase sostanzialmente quella di agosto.
Nel mese di novembre il Comando Supremo emanò le direttive per le operazioni militari durante l’inverno 1915 – 1916; la 1a Armata doveva mantenere un moderato atteggiamento offensivo per non sfibrare le truppe di prima linea, mentre ai reparti del Genio spettava il compito di preparare caverne ricovero, oltre ai lavori per irrobustire la linea di massima resistenza per evitare il pericolo di uno sfondamento nemico.

Paolo Antolini

Bibliografia: Antonio Zandonati, La Grande Guerra sugli Altipiani – Passo Coe 1915-1916, Trento, Casa Editrice Panoramica, 2004

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