Pancaldi Beltrando detto/a Ran

29 dicembre 1910 - [?]

Note sintetiche

Titolo di studio: Quarta elementare
Occupazione: Colono

Riconoscimenti

  • Partigiana/o (12 settembre 1943 - 21 aprile 1945)

Onorificenze

  • Medaglia d'Argento al Valor Militare

    Sfuggito alla cattura, organizzava all'atto dell'armistizio i primi nuclei locali partigiani alla testa dei quali compiva le prime operazioni di sabotaggio. Per le sue doti di organizzatore capace, di irresistibile trascinatore, di coraggioso combattente, gli veniva affidato il comando di una brigata partigiana con la quale sosteneva vittoriosamente combattimenti contro le forze nemiche superiori in uomini e mezzi. In particolare, durante l’espugnazione di due vette montane dominanti il passo verso una grande citta, si lanciava arditamente all’attacco e, sebbene ferito, non desisteva dal combattimento sino a quando il nemico, battuto, non cedeva le armi.
    Monte Capra-Bologna, 20 aprile 1945

Scheda

Beltrando Pancaldi, «Ran», da Massimiliano e Adelina Balboni; nato il 29 dicembre 1910 a Castello d’Argile. Nel 1943 residente a Bologna. 4ª elementare. Colono.
Militante comunista dal 1929, nel 1931 e nel 1932 prestò servizio militare a Torino.
Il 16 marzo 1935 venne arrestato a Como mentre introduceva clandestinamente dalla Svizzera stampa antifascista. Con sentenza del 9 ottobre 1935 venne rinviato al Tribunale speciale che il 30 gennaio 1936 lo condannò a 6 anni di reclusione per appartenenza al PCI e propaganda. Trascorse parte della pena nelle carceri di Turi (BA) e di Bari.
Il 19 febbraio 1937 venne amnistiato e sottoposto a libertà vigilata per 2 anni a Castello d’Argile. Gli furono inoltre comminati 2 anni di ammonizione.
Richiamato alle armi nell'agosto 1939, partecipò alle campagne di Francia e di Jugoslavia.

Rientrato a Bologna, nel 1943 fu responsabile del PCI in alcuni comuni della pianura bolognese.
Partecipò all’organizzazione delle manifestazioni per la caduta del fascismo e l’8 settembre 1943 incitò in caserma i soldati alla resistenza armata contro i tedeschi. Rinchiuso in campo di concentramento, riuscì a fuggire.
Dopo aver partecipato ad alcune azioni armate nei GAP, fece parte del comandò provinciale SAP. Fu altresì membro del Comando piazza di Bologna; dal dicembre 1944 al marzo 1945 assunse il comando del battaglione Pinardi della 2ª brigata Paolo Garibaldi ed in seguito fu vice comandante della 63ª brigata Bolero Garibaldi.
Il 3 settembre 1944 organizzò l’occupazione di Castel Maggiore; il 10 partecipò a quella di Medicina e il 15 a quella di Sesto Imolese (Imola). Partecipò inoltre alla battaglia di Porta Lame e ad altri scontri in citta.
Il 19 aprile 1945 fu ferito a Monte Capra (Casalecchio di Reno).
Gli è stata conferita la medaglia d'argento al Valor militare.
Riconosciuto partigiano col grado di maggiore dal 12 settembre 1943 alla Liberazione.
Ha pubblicato: Verso la libertà; I compagni del quartiere; Assassinato in fin di vita, in Al di qua della Gengis Khan, pp.97-98. Testimonianza in RB3. [C]

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