Musolesi Otello

Musolesi Otello

11 agosto 1920 - [?]

Note sintetiche

Riconoscimenti

  • Partigiana/o ( 3 giugno 1944 - 21 aprile 1945)

Scheda

Otello Musolesi, da Paolino ed Ester Ghedini; nato l'11 agosto 1920 a Bologna; ivi residente nel 1943. Laureando in Chimica farmaceutica all'università di Bologna.
Richiamato alle armi, frequentò prima un corso di sergente carrista a Napoli dove incontrò Mario Musolesi suo parente, e successivamente nel giugno 1943 venne trasferito a Pescara per frequentare il corso di allievo ufficiale.
Essendo laureando, ottenne il congedo illimitato.
Dopo l’8 settembre 1943 la sua famiglia si trasferì a Monzuno. Ancora studente, ebbe i primi contatti indiretti con la cellula del PCI. Deciso ad entrare nel movimento resistenziale, prese contatti con la brigata Stella rossa Lupo nella quale militò dal gennaio 1944.
Nell'aprile 1944 ebbe contatti con Pino Nucci per concordare un piano di azione con il movimento partigiano operante in Toscana. Nel giugno 1944 con falsi documenti riuscì a giungere a Vercelli e liberare il fratello Giuliano rastrellato.
Discussa la tesi di laurea il 15 giugno 1944 si trasferì definitivamente in brigata.
Raggiunta la zona di Sant'Ausano (Monzuno) venne prelevato da Guido Tordi. Inizialmente ebbe l'incarico di addestrare militarmente i giovani partigiani ed elaborò il piano per catturare cinque fascisti a Monzuno che servirono poi per lo scambio con Emilio e Guido Musolesi. Dopo aver partecipato all'azione contro la caserma della GNR di Monzuno, elaborò il piano per trasferire in Toscana nella zona di Pietramala (Fiorenzuola - FI) la brigata Stella rossa Lupo per sviare il sempre più pressante controllo dei fascisti e dei tedeschi.
Il 29 luglio 1944 partecipò alla riunione, presenti Mario Musolesi e gli altri comandanti di battaglione, in vista del trasferimento. Avvertiti nella notte da una staffetta che i nazifascisti stavano dispiegando ingenti forze per rastrellare la zona di Monte Venere, riuscì insieme con tutto il grosso della brigata a sfuggire all'accerchiamento. Dopo essere rimasto alcuni giorni nascosto in una grotta del Setta, per essere curato da un ittero catarrale, nell'agosto 1944 rientrò a Monte Sole.
A seguito della ristrutturazione della brigata, assunse il comando del 3° battaglione. Iniziata la strage di Marzabotto, con il gruppo di stanza su Monte Sole, si portò su Monte Abele. Scese poi verso Ca' di Rio Maneta, e dopo aver girovagato a lungo nei boschi per sfuggire alla cattura dei tedeschi, il 6 ottobre 1944 raggiunse con una parte dei superstiti, la zona occupata dagli alleati.
Liberata Monghidoro, su proposta del CLN e dell'AMG venne nominato sindaco del comune.
Riconosciuto partigiano con il grado di capitano dal 3 giugno 1944 alla Liberazione. [AQ]

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