Monumento di Clotilde Tambroni

Monumento di Clotilde Tambroni

monumento composito 1818 circa

Scheda

Riportiamo un brano tratto dalle descrizione del monumento inclusa nella Collezione scelta dei Monumenti Sepolcrali del Comune Cimitero di Bologna. edita da Natale Salvardi nel 1825. “...Il marmoreo sarcofago antico che racchiude il resto dell'esimia donna venne da Roma insieme col busto di lei che vi si ammira sovrapposto: lavoro del rinomato scultore Adamo Tadolini che colà il condusse a perfezione sotto gli occhi stessi dell'immortal Canova, cotanto amico apprezzatore delle virtù dell'estinta, come degli egregi fratelli suoi Cav. Giuseppe, e Gaetano, che curarono sì nobilmente la memoria dell'inclita sorella. Il piedistallo parimenti marmoreo che sostiene il sarcofago e il busto fu lavoro egregiamente qui condotto per opera di Domenico Vidoni sotto la direzione dell'Ingegnere Architetto Filippo Antolini Membro di questa Pontificia Accademia di Belle Arti”.


Dalla Collezione dei Monumenti Sepolcrali del Cimitero di Bologna. A cura di Giovanni Zecchi. Bologna, 1825 - 1828
"Monumento di Clotilde Tambroni morta in età di anni 58 anni li 4 giugno del 1818. Delle cui lodi non fia maraviglia se noi saremo larghi più dell'usato, poiché assai raro interviene, che donna in sì breve spazio di tempo, come diremo, sia salita in tanta chiarezza di fama, in quanta fu, ed è ancora la Clotilde Tambroni non pure per tutta Italia, ma sì bene dovunque hanno stanza, ed onore le buone lettere. La quale nata di non molto agiati parenti, fino alla giovinezza viveasi in mezzo ai donneschi ufficj e lavori niente pensando a quel corso pel quale ella dovea riuscire ad un fine così glorioso. E fu caso, che uscendole di bocca alquante giuste risposte di cose greche, ch'ella sentiva insegnare dal gesuita spaguolo Emanuele Daponte di chiara memoria ai di lei fratelli minori di età molto più ch'ella non era, quel valentuomo rivolgesse le sue cure alla giovane, e prestamente usatala al greco, poscia al latino, ella da questi nobili iniziamenti pigliasse animo a maggiori progressi nel cammino delle lettere, e delle scienze. Onde non solo fermossi allo studio delle lingue ora dette, ma come era ben naturale, studiò assai l'italiana, e di continuo esercitavasi nel traslare da una favella ad un altra non tanto in prosa, ma ancora in versi, pei quali ella avea sortita una ricca vena dalla natura. Di qualità che formatasi per tal modo assai bene sopra lo studio dei Classici, uscendo dalle traduzioni, diedesi a comporre di sua mente versi greci, latini, ed italiani lodati moltissimo da ogni bravo intendente di tali componimenti. Dopo questi rivoltasi allo studio delle fisiche e delle matematicHe, vi fece progressi, come giudicarono quelli che la conobbero, convenienti a quell'alto ingegno di che era fornita, e dall'appassionato studio ch'ella metteva in apprendere. Per lo che divulgatasi la fama del di lei grande sapere, più Accademie italiane la vollero lor socia, come fu dell'Arcadia, dell'Accademia Clementina, e dell'Etrusca di Cortona; ed ebbe l'onore non avuto da altre mai ai dì nostri, di essere dal senato di Bologna eletta ad insegnare pubblicamente nella Università di sua patria le lettere greche fino dall'anno 1794, carico ch'ella sostenne con grandissima lode fino alla morte. Piaceva sommamente nel di lei insegnare non solo la maniera onde valeva a mettere in mente ai giovani le regole di lingua greca, ma più la grande copia di erudizione di ogni fatta, e soprattutto della greca mitologia, ond'ella soddisfacea alle interrogazioni di chi ne la dimandava, ed attraeva con non leggiero diletto gli animi degli ascoltanti. E quantunque di lei poche cose siano rimase stampate rispetto a quel molto ch'ella avrebbe potuto fare; pure sappiamo principalmente per testimoni autorevolissimi, dell'emende da lei fatte su alquanti luoghi di Pausania volgarizzato dall'Amaseo, e di quelle fatte pure all'opera del cel. Barthelemy sul viaggio di Anacarsi il Giovine: sappiamo dei nobilissimi versi in greco da lei composti per essere divulgati insieme a quelli del suo maestro Daponte, se la morte nemica dei buoni non l'avesse sì tosto involata. Oltre di che sono già stampate alcune orazioni sua, tutte piene di squisita erudizione, ed eleganza. Vedesi nella stessa Università, come di cosa singolarissima, fatta menzione del di lei valore in una iscrizione sottoposta alla di lei effigie; la quale iscrizione è degna che qui si riporti. CLOTILDAE . TAMBRONIAE / ADLECTAE . INTER . DOCTORES . LYCEI . MAGNI / (...) OB . EXIMIAM . GRAECAE . LINGVAE . TRADENDAE . LAVDEM / MODESTIA . OMNIQVE . VIRTVTE . CVMVLATAM / COLLEGAE . ET . AVDITORES / A . M. DCCC . XVIII . Il busto di marmo del presente monumento è opera di Adamo Tadolini: del resto è ignoto l'autore".

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