La rivoluzione del 1831

La rivoluzione del 1831

Politico 4 febbraio | 26 marzo

Scheda

Nel 1830-31 l’Europa fu scossa da un’ondata rivoluzionaria che mise di fronte in molti paesi l’assolutismo e i suoi oppositori e che contribuì allo sviluppo dei movimenti liberal-democratici e nazionali. Il punto focale di irradiazione dei movimenti fu la Francia e in particolare la città di Parigi. La rivoluzione francese sospinse all’insurrezione i patrioti italiani: non è un caso che il 1831, in Italia, si leghi alla cosiddetta “congiura estense” di Ciro Menotti e al breve, ma importante, esperimento del Governo delle Provincie Unite, nelle Legazioni. Nel febbraio del 1831 i bolognesi insorsero contro il governo pontificio. In un clima carico di tensioni, il prolegato, anziché fare intervenire le milizie papali a sedare la sommossa, autorizzò la costituzione di una Commissione di governo provvisoria formata dai conti Carlo Pepoli, Alessandro Agucchi, Cesare Bianchetti, dal professor Francesco Orioli, dagli avvocati Antonio Zanolini e Antonio Silvani e presieduta dal marchese Francesco Bevilacqua.

Il primo atto del nuovo organo di governo fu quello di istituire una Guardia Nazionale, seguito poi dalla formalizzazione del Governo Provvisorio della città e della provincia di Bologna. Se ci soffermiamo su quei primi nomi vediamo che fin dall’inizio si trattò di una convergenza tra il moderatismo espresso dalla vecchia aristocrazia (sia pur nella sua parte liberale) e il mondo degli intellettuali, particolarmente legato allo Studio cittadino. Figura di primo piano fu, da subito, Francesco Orioli. Venuto a Bologna nel 1815, come insegnante di Fisica, Orioli aveva fatto delle sue lezioni e della sua casa un momento e un luogo della politica e quando si delineò l’idea di una rivoluzione era sicuramente – insieme a Paolo Costa, docente di letteratura e poeta tra i professori più conosciuti e più popolari per le sue idee liberali – un punto di riferimento per la massa degli studenti, protagonisti di primo piano degli avvenimenti. Il moto dalla città felsinea si estese a tutte le Legazioni e ne varcò i confini coinvolgendo le Marche e l’Umbria fino ai confini del Lazio. Il 26 febbraio si radunò in Palazzo d’Accursio, a Bologna, un’assemblea di quarantuno rappresentanti delle città insorte che ratificò la decadenza del potere temporale della Chiesa e proclamò l’unione delle città e dei territori insorti nel nuovo Governo delle Provincie Unite, presieduto da Giovanni Vicini. Il 2 marzo, in una solenne cerimonia in Piazza Maggiore, i ministri del governo e i deputati delle province, tutti con sciarpa tricolore, si presentarono al popolo per dare lettura dei decreti di cessazione del potere pontificio e della formazione del nuovo Stato.

Fiduciosi, anche se pronti alla difesa, ministri e deputati iniziarono il loro lavoro di legislatori. Tra i primi provvedimenti vi fu l’abolizione del controllo dell’Arcivescovo Arcicancelliere sull’Università e la sua sostituzione con un Reggente nominato dal governo. Il 4 marzo, poi, venne formulato lo Statuto Costituzionale delle Provincie Unite Italiane avviando quello che si presentò come la prima forma moderna di stato laico liberamente creata in Italia. Ai primi di marzo la Francia, caduto il ministero Laffitte, rovesciò il significato del principio del non intervento intendendolo come disimpegno francese e ciò consentì agli Austriaci di intervenire. Subito a Bologna venne organizzata la difesa, affidata al generale Zucchi, ma il 20 marzo gli eventi precipitarono. Mentre il generale Frimont avanzava verso Bologna, il Governo delle Provincie Unite decise di trasferirsi ad Ancona, invitando i bolognesi a “cedere con dignità”. Il 21 marzo, mentre gli austriaci entravano in Bologna e il generale Zucchi marciava verso Rimini, fu chiaro a tutti che la rivoluzione era finita; il 26 marzo venne trattata la resa e molti dei compromessi dovettero lasciare le loro terre per l’esilio.

Per tutto il breve periodo della rivoluzione, come testimoniano i giornali e le cronache del tempo, la popolazione aveva partecipato con entusiasmo alle manifestazioni pubbliche ed alle raccolte di fondi a favore dell’armamento della Guardia Nazionale che si erano tenute in città, come testimoniano gli elenchi densi di nomi che compaiono su fogli volanti e giornali. Entusiastica e calorosa era stata anche la partecipazione femminile, sia in occasione delle raccolte di fondi (si veda ad esempio il foglio volante pubblicato dalla municipalità il 18 febbraio, con centinaia di nomi) che nel corso delle rappresentazioni teatrali, spesso trasformate in occasioni di tripudio patriottico (celebre rimase la serata del 2 marzo al Teatro Comunale di Bologna: nell’occasione cori femminili integrarono la rappresentazione ufficiale, suscitando l’entusiasmo generale). Per ritrovare un simile entusiasmo si dovrà aspettare il 1848.

Fiorenza Tarozzi

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La stampa bolognese nell'età della Restaurazione
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Bologna nella Restaurazione, 1814 | 1873. Intervista ad Otello Sangiorgi. A cura del Comitato di Bologna dell'istituto per la storia del Risorgimento italiano. Con il contributo di Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna. www.vedio.bo.it

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Brigida Fava Ghisilieri
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Elena Musiani, Brigida Fava Ghisilieri. Intervento del 14/11/16 presso la Biblioteca dell'Archiginnasio nell'ambito della Rassegna La città delle donne.

Documenti
Bolognesi prigioni politici a Venezia (I)
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Fulvio Cantoni; I bolognesi prigioni politici a Venezia nel 1831 e un breve carteggio inedito tra i fratelli Conti Rangone; Bologna, Stabilimenti Tipografici Riuniti, 1931

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Antonio Rocca, Cenni biografici del marchese Alessandro Guidotti colonnello comandante della Guardia Civica di Bologna general di Brigata cavaliere della corona ferrea, Bologna, Giovanni Bortolotti, 1848. © Museo Risorgimento Bologna | Certosa

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Il soggiorno di Alberto Mario a Bologna nel 1849. In 'La Lettura - rivista mensile del Corriere della Sera', Milano, 1915

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Lisi Francesco, Elogio del conte cavaliere avvocato Luigi Salina letta nella Società Agraria in Bologna l'11 Febbraro 1850, Tipografia Sassi nelle Spaderie, Bologna, 1850.

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Tipo: PDF Dimensione: 2.86 Mb

Giovanni Natali, Un patriota bolognese del Risorgimento - Savino Savini (1813 - 1859), Bollettino del Museo civico del Risorgimento di Bologna, 1956

Bibliografia
Francesco Orioli e la rivoluzione del 1831
Manaresi Franco
1990 Bologna Analisi
Il pensiero e gli atteggiamenti politici di Paolo Costa
Marcelli Umberto
1987 Faenza
Intorno ai moti del 1831 in Bologna
Natali Giovanni
1931 Bologna Stabilimenti Poligrafici Riuniti
La parte di Francesco Orioli nella rivoluzione del 1831
Marcelli Umberto
1986 Viterbo Agnesotti
La rivoluzione dell’anno 1831 nello Stato Romano. Memorie storiche e documenti editi ed inediti raccolti da Gioacchino Vicini
Vicini Gioacchino (a cura di)
1889 Imola Galeati
Popolo e idee nei moti del 1831, Viterbo, Agnesotti
Marcelli Umberto
1983
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