Eccidio di Pian di Setta

Eccidio di Pian di Setta

Scheda

Nell'ultima decade del luglio 1944 a Pian di Setta (Grizzana) le SS tedesche, nel corso di azioni di rappresaglia, uccisero tra le 22 e le 27 persone. Non si conoscono le cause dell'eccidio.
A parere di alcuni, nella notte tra il 19 e il 20 luglio i partigiani della brigata Stella rossa Lupo attaccarono, nei pressi di Pian di Setta, alcuni automezzi tedeschi, diretti verso la Toscana, uccidendo due militari e ferendone altri. Secondo don Libero Nanni, nella stessa notte alcuni partigiani bussarono alla porta della famiglia Monti, la cui abitazione si trovava lungo la strada provinciale, e chiesero «cibarie per sfamarsi». Il Monti «anziché aprire, rispondeva con colpi di rivoltella ferendo ad una mano un ribelle». In quel momento stava transitando un'autocolonna tedesca. I militari - ritenendo di essere attaccati - cominciarono a sparare contro i partigiani e la casa. Il bilancio della sparatoria fu di due tedeschi morti, più il ferimento di Monti e della moglie. I tedeschi fucilarono il mugnaio Gino Piacenti, la cui abitazione era attigua a quella di Monti e le incendiarono entrambe.
Il 22 luglio giunsero a Pian di Setta alcuni reparti di SS che cominciarono a rastrellare cittadini nella zona dello scontro e in quella di Montorio (Monzuno). Alcuni fermati furono passati per le armi, mentre altri furono portati a Ponte Locatello e qui uccisi. Fu razziato il bestiame bovino. Difficile dire come avvenne la strage. Alcuni coloni furono uccisi nei campi, mentre attendevano ai lavori della mietitura. Furono uccisi anche alcuni mendicanti che transitavano casualmente. La maggioranza delle vittime avevano tra i 60 e gli 80 anni. Non è facile delimitare la zona dell'eccidio perché nello stesso giorno e in quello seguente altre due rappresaglie furono compiute dalle SS - forse le stesse di Pian di Setta - in altre località del comune di Grizzana, a Bozzo di Monte Stanco e a Monte Salvaro. Se ai 22 cittadini uccisi sicuramente a Pian di Setta, si aggiungono i cinque fucilati a Veggio (Monzuno), a Tavernola e a Prada (Grizzana) - tutte località vicinissime al luogo dell'eccidio - il numero delle vittime sale a 27. I cadaveri furono lasciati insepolti per più giorni, quale monito alla popolazione.
Nel 1984 è stata ristrutturata e trasformata in Sacrario dei caduti la piccola chiesa di San Vincenzo che domina Pian di Setta.
Le vittime identificate sono:
Teresa Antolini, Remo Barbieri, Pellegrino Benassi, Remo Calzolari, Giuseppe Fabbri, Cesare Ferri, Giuseppe Fornasini, Pietro Giuliani, Giovanni Iannelli, Margherita Mantovani, Giuseppe Tullio Mingarelli, Anacleto Monti, Giuseppe Moruzzi, Ernesto Nodi, Guerrino Nanni, Carlo Nanni, Gino Piacenti, Angelo Pinelli, Pasquale Puccetti, Carlo Rondelli, Antonio Serra, Augusto Teglia, Antonio Tonelli, Augusto Tonelli, Augusto Valdisserra, Riccardo Vecchi, Flaminio Zannini, Augusto Zannini, Domenico Zannini e Giovanni Zannini. Secondo don Nanni furono uccisi anche Aristide Zannini e Federico Zannini, la cui identità anagrafica non è stato possibile accertare.
[Nazario Sauro Onofri]

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