I polacchi a Bologna

I polacchi a Bologna

1796 | 1879

Scheda

Quasi un secolo più tardi le Legioni Polacche, che dopo il fatale smembramento del Regno s'eran poste ai servigi della Repubblica Cisalpina, bloccata Venezia, ricevettero l'ordine di riunirsi in Bologna, nel maggio del 1797. Qui pertanto, mentre si organizzavano, furono raggiunte da parecchi prodi ufficiali, tra' quali i generali Kniaziewicz e Wielhorski, il colonnello Zablocki ed i capi di battaglione Bialowiejski e Clopicki, sotto il comando dell'illustre Generale Dombrowski che aveva posto in questa città il suo Quartier Generale. Appartenne a queste Legioni anche il Generale Grabinski, che essendosi accasato a Bologna, vi morì, lasciandovi la famiglia, che ebbe poi titolo comitale, mentre un ramo di essa fu investito di recente del Principato di S. Mauro.

Nella nostra Certosa si ammira una statua colossale del Grabinski, vestito alla romana, opera dello scultore C. Chelli. Non lungi da questo monumento un secondo ne sorge a memoria di un altro illustre polacco, cioè di Taddeo Matuszewicz che giovanissimo era stato deputato del Tribunale e della Corte di Lituania nel 1786, poi Nunzio alla Dieta, e Membro della Deputazione degli Affari di Stato. Dopo d'aver tenuto altissimi uffici, tra i quali quello di Ministro delle Finanze nel Ducato di Varsavia, Napoleone lo creò Ministro di Finanza nel nuovo Regno di Polonia. Congiungendo agli studi politici ed economici quelli delle amene lettere, stampò diverse opere e traduzioni assai lodate, finché nel 1818, costretto ad abbandonare la patria per cercare nel clima d' Italia rimedio alla saluta, già rifinita, giunto a Bologna e infermatovi, esalò l'estremo sospiro, ond'ebbe nel nostro Cimitero un degno monumento che gli eredi gli fecero scolpire dal Litowiski, suo connazionale. Simile pietosa fine ebbe ai di nostri l'illustre patriota polacco Girolamo Ogonowski, che dopo un decennio passato in esiglio in Siberia, graziato coll'esiglio all'estero, non appena giunse a Bologna, vi spirò l'anima, di soli 43 anni; e giace sotto modesta lapide entro una capanna di rose all'aperto, non lungi dalle tombe di Grabinski e di Matuszewicz.

Riandando le memorie fin qui raccolte, e considerando i rapporti che gli antichi tempi e nei moderni ebbe la nostra città colla Polonia, noi troviamo la Nazione polacca presso il nostro Studio antichissima e principale; troviamo numerosi professori e ripetitori avere avuto seggio onorato nell'Università, e scolari, qui accorsi in numero straordinario per erudirsi, riportare in patria notevole incremento alle lettere e alle scienze, e soprattutto a quelle delle leggi e dell'astronomia, di cui nel tempo del Rinascimento si mostravano tenerissimi i polacchi nella nostra città. La quale a dir vero può dirsi legata alla Polonia per tanti titoli e con rapporti così potenti, e continui, da aver diritto di unire il suo nome ai fasti e alle glorie letterarie e scientifiche di quella nobile nazione. Per lungo tempo i più illustri uomini di Polonia, rivestiti delle maggiori cariche ecclesiastiche, civili e militari del Regno, e specialmente i Segretari di quei Re, ambirono di potersi dire discepoli di questa antica e venerata madre degli studi; e in tutti i tempi altri non meno illustri polacchi ebbero fra noi ospitalità affettuosa e sepoltura onorata. Così che niuna città d'Italia potrebbe, io penso, vantare per tanto volger di secoli più frequenti, più strette e più degne relazioni colla Polonia che la nostra. Né sono ora per cessare i rapporti fra quella Nazione e Bologna, la quale ricorda d'aver accolto fra le sue mura il più grande poeta moderno di Polonia, quando nel 1848 con un eletto drappello di artisti illustri e di ufficiali valorosi polacchi, accorreva in Lombardia a difesa dell'indipendenza d' Italia. L'Accademia di storia e letteratura polacca qui fondata nel 1879 che degnamente s'intitola dal nome del grande poeta, riannodando gli antichi coi recenti ricordi, manterrà per l'avvenire quei rapporti di studi, che fra la nostra Bologna e la patria di Adamo Mickiewicz esistono da tanti secoli con affetto vivo e costante.

Bologna, luglio 1881. Carlo Malagola

Testo tratto da Bologna, Album - Storico, Bologna, Stabilimento Tipografico Successori Monti, 1882. Trascrizione a cura di Lorena Barchetti.

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Polonia (Alla)
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Alla Polonia - saluto pronunziato nel meeting di Bologna (15 marzo 1863) da Giuseppe Bustelli, Bologna, Tipografia Chierici, 1863

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