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Castenaso, (BO)

1919 | 1943

Insediamento

Schede

Alle elezioni amministrative che si svolsero il 31 ottobre 1920, i socialisti presentarono due liste per la conquista dei seggi di maggioranza e di minoranza. Nella seduta d'insediamento del consiglio, tenutasi il 14 novembre, con l'unanimità dei voti, fu eletto a sindaco Raffaele Bassi.
Scatenatasi la violenza fascista, ne fu investito anche Castenaso. Il 6 aprile 1921 "al compagno Avon Emilio, segretario della Sezione socialista, in data 31 marzo venne recapitato il seguente biglietto: "Voi siete il segretario della Sezione socialista. Vogliamo mettere alla prova il vostro coraggio". Alla notte mentre si trovava in letto, arriva un camion carico di fascisti. Sfondano porte e finestre ed entrano mascherati con le rivoltelle in pugno... L'Avon è portato fuori di casa, ferito a colpi di bastone, e invitato a lasciare il paese entro 15 giorni: pena la morte" (Fascismo, 284-285).
Alla vigilia delle elezioni politiche del 15 maggio, il 30 aprile, si verificò una "spedizione contro le organizzazioni di Castenaso. La spedizione ebbe per obbiettivo la Camera del Lavoro dove furono trovati il Sindaco Raffaele Bassi col fratello Luigi e gli assessori Roncati Luigi e Tosarelli Pietro. Il Sindaco fu colpito al viso con un corpo contundente. Prima di andarsene i fascisti sfasciarono alcuni mobili e lanciarono un petardo contro l'edificio" (Fascismo, 287).
La sera del 16 ottobre 1921, mentre con un amico sostava in un bar, alle Roveri di Bologna, dove era diretto, il castenasino Luigi Morini (classe 1896), artigiano, iscritto al PSI, fu ucciso da un fascista con un colpo di pistola sparatogli a bruciapelo. Il consiglio comunale e il sindaco, nonostante le ripetute minacce da parte dei fascisti locali e la grave situazione politica generale, denunciarono sempre all'opinione pubblica gli atti di violenza che venivano perpetrati a scapito dei consiglieri comunali e dei cittadini democratici. Il 2 giugno 1922 il sindaco, in giunta, riferì che due gregari fascisti gli avevano comunicato che "nell'interesse della pacificazione" [il comando militare fascista] "richiedeva le di lui dimissioni da sindaco del Comune".
Nel corso della "occupazione di Bologna" (v.) da parte delle squadre fasciste accorse da tutta l'Emilia, anche a Castenaso furono compiute azioni devastanti. Il periodico socialista La Squilla il 3 giugno 1922 scrisse: "A Castenaso la Cooperativa e la Casa del Popolo che hanno sede in due distinte costruzioni, sono state incendiate con l'aiuto di benzina. Mancano per ora altre notizie anche perché i vandali, nel loro passaggio, hanno interrotto ben 17 linee telefoniche e telegrafiche. L'autorità pare completamente paralizzata... Reduci di guerra dichiarano che non produsse più terrore e disastri l'invasione austriaca nel Veneto!".
La giunta e il sindaco si dimisero e ne diedero comunicazione al consiglio il 30 giugno. Durante la seduta, un gruppo di fascisti irruppe nella sala e pretese le dimissioni del consiglio. Due fratelli, Celeste e Luigi Grilli, mezzadri, il 14 luglio 1922, sull'aia del loro podere, furono le vittime di una squadra di fascisti che aggredirono e bastonarono violentemente il primo e uccisero a colpi di rivoltella il secondo. I due erano colpevoli di aver usato, alcuni giorni prima, una macchina "rossa" della Cooperativa per trebbiare il grano.
Nel gennaio 1923, a seguito di elezioni per le quali furono presentate solo liste di fascisti o di candidati a loro graditi, si insediò un'amministrazione comunale fascista che cessò il 28 novembre 1926. Il 24 marzo 1927 con Decreto Reale fu nominato il primo Podestà. Uno dei consiglieri eletto nel 1920, Pietro Tosarelli (classe 1886), che aveva continuato la sua attività antifascista, nel 1924, convocato nella sede del fascio con altri compagni, fu malmenato. Anche negli anni seguenti Tosarelli e la sua famiglia subirono vari tipi di persecuzione (Dizionario). Durante gli anni del regime, sette nativi di Castenaso vennero assegnati al confino di polizia per atti d'opposizione (Confinati). Fra questi Bruno Roncarati (classe 1903), condannato a 5 anni di confino per due volte, nel 1927 e nel 1936, e, relegato prima nell'isola di Lipari e poi in quella di Ponza, morì da confinato in un ospedale di Napoli nel 1939. Quattro nativi furono deferiti, processati e condannati dal TS (Aula IV). Tra questi Bruno Tosarelli (classe 1912), meccanico, figlio di Pietro, più volte arrestato, ammonito e incarcerato, che nel 1941, dopo aver partecipato con altri due castenasini nelle file degli antifascisti internazionali accorsi in Spagna in difesa della repubblica assalita dai rivoltosi capeggiati dal generale Francisco Franco, venne condannato a 15 anni di reclusione. Dopo la caduta del fascismo, il 26 luglio 1943, al Polverificio Baschieri & Pellagri di Marano (i cui addetti erano saliti in tempo di guerra a circa 800) fu attuato uno sciopero, a seguito di un picchettaggio organizzato davanti allo stabilimento ed all'invito rivolto agli operai e agli impiegati di raggiungere Bologna per partecipare alla manifestazione indetta dal Comitato Regionale della Unione Nazionale per la Pace e per la Libertà. 

Fonte: L. Arbizzani, Antifascismo e lotta di Liberazione nel Bolognese, Comune per Comune, Bologna, ANPI, 1998