Camugnano, (BO)

Camugnano, (BO)

1796 | 1918

Scheda

Camugnano è un comune bolognese situato a ridosso del confine meridionale dell'area metropolitana, più precisamente nell'area dei laghi sull'Appennino bolognese. La sua annessione al Regno d'Italia fu accolta in maniera tiepida, così come in passato lo furono le riforme introdotte dal dominio napoleonico, in virtù del carattere della popolazione, gente di montagna dura, ruvida, restia al cambiamento. Verso la fine dell'Ottocento, sulla scia di alcuni servizi che portarono a Camugnano nuove idee, nuove risorse e nuove possibilità, si assistette ad un momento di cambiamenti: fondamentale fu la costruzione della strada carrozzabile (a partire dal 1886) che aprì i collegamenti con la pianura, l'arrivo del telegrafo (1889), l'allacciamento alla Porrettana (1903) e la linea telefonica (1911). Si trattava di innovazioni arrivate tardivamente a Camugnano, il cui unico primato è quello della prima, rudimentale centralina domestica costruita dal camugnanese Lorenzo Pezzati nel 1902, evento precursore della costruzione della centrale che, sfruttando le correnti del Brasimone, portò la luce elettrica e illuminò Castiglione dei Pepoli nel 1903; Camugnano, sebbene fornitore della corrente elettrica, poté allacciarvisi solo nel 1930. In seguito furono costruite tre importanti dighe: quella del Brasimone (1911), quella di S. Maria (1916-1917) e quella di Suviana (1932). Dato il forte impiego di manodopera operaia anche a Camugnano, come negli altri comuni del bolognese, fiorirono associazioni cooperative e banche rurali, ma il momento di felice apertura alle innovazioni del primo Novecento venne bruscamente bloccato dallo scoppio della Grande Guerra, che provocò 170 morti tra gli abitanti di Camugnano, cui si aggiunge il caduto della frazione di Vigo, all'epoca comune autonomo. Cippi e lapidi in memoria dei caduti sono a tutt'oggi presenti nelle località di Vigo, Mogne e Bargi.

Il Comune viene così descritto nel volume "Provincia di Bologna", collana "Geografia dell'Italia", Torino, Unione tipografico editrice, 1900: CAMUGNANO (5094 ab.). – Questo Comune si stende nella parte occidentale del mandamento, occupando parte dell’alta valle della Limentra e del Brasimone. Camugnano è Comune essenzialmente rurale, montanino e frazionato, onde nei piccoli villaggi, che ne formano il nucleo, ben poco o nulla havvi che possa attrarre l’attenzione del visitatore o meritevole d’essere ricordato. – Anche il capoluogo, Camugnano, non è che un modestissimo paese formato da casolari per la maggior parte rurali, con una popolazione di poco più di 600 abitanti, a 699 metri sul livello del mare. Dista 7 chilometri a nord-ovest da Castiglione. Poco produttivo è il territorio di Camugnano, nel quale si coltivano i cereali e i legumi, più necessari alla vita, ma con scarsi risultati. Il maggior prodotto del luogo è pur sempre quello delle castagne, formanti anche una delle basi dell’alimentazione di quella popolazione. Le boscaglie cedue e di querciuole favoriscono l’industria del legname ed i pascoli, che si trovano nella regione alta, favoriscono l’allevamento degli ovini, la più importante industria del luogo. (Trascrizione a cura di Lorena Barchetti)

Bibliografia: Comune di Camugnano, cenni storici http://www.comunecamugnano.gov.it/3/1/2/storia.html.
Paolo Guidotti, Il Camugnanese dal XII al XX secolo (capitoli per una storia), Bologna, Editrice Clueb, 1985

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