Budrio, (BO)

1919 | 1945

Scheda

Comune ad economia prevalentemente agricola, con ampie estensioni di terre di recente bonifica gestite da grandi proprietà capitalistiche e lavorate da numerosissimi braccianti. Vide nascere il primo moderno conflitto sociale con lo sciopero bracciantile avvenuto nel 1883. Popolazione d'antica tradizione patriottica, diede figli alle battaglie del Risorgimento, volontari e caduti all'impresa dei Mille. Fin dal maggio 1908 fu sindaco l'avv. Ugo Lenzi, socialista riformista. Nel 1914 i riformisti riconquistarono il comune.

Il consiglio comunale eletto il 3 ottobre 1920 risultò composto di soli socialisti, i quali si aggiudicarono, con la presentazione di due liste, tutti i seggi (25 di maggioranza e 5 di minoranza). Nella seduta del 18 seguente fu eletto sindaco Aldo Grandini. Iniziata la reazione fascista, organizzazioni e uomini socialisti furono oggetto di attacchi ed aggressioni. Nel settembre 1921, il sindaco, dopo essere stato aggredito, fu minacciato dai fascisti con un "pugnale piantato sull'uscio di casa sua" e poi bandito; dimessosi nell'ottobre dovette allontanarsi dal paese. Il segretario comunale Carmine Mancinelli fu più volte vilipeso e aggredito.

Le violenze continuarono anche dopo la costituzione del governo presieduto da Benito Mussolini. Nel dicembre del 1922, a Budrio "l'avv. Mario Bergamo, uscendo dalla pretura, è aggredito dai fascisti, percosso e ferito unitamente al suo cliente, il colono Vannini" (Matteotti, 47) e, nel gennaio 1923, "è percosso a sangue e abbandonato esanime in un fossato l'avv. Mancinelli, segretario comunale, ex ufficiale e mutilato di guerra" (Matteotti, 53). A causa "dell'ambiente di intimidazione e di violenza... l'attività amministrativa era divenuta difficilissima fino ad essere paralizzata". L'amministrazione socialista continuò l'attività solo fino al 15 luglio 1922. Seguirono poi, amministratori locali eletti solo su liste fasciste ed apparentate, e quindi gestioni dei Podestà. Durante gli anni del regime fascista, undici nativi di Budrio furono deferiti, processati e condannati dal TS (Aula IV); undici furono le assegnazioni al confino di polizia per atti d'opposizione (Confinati). Quando in Spagna scoppiò la rivolta capeggiata dal generale Francisco Franco, cinque nativi di Budrio parteciparono nelle file degli antifascisti internazionali in difesa di quella repubblica (Spagna).

Sulle vicende relative ai mesi dal luglio 1943 all'aprile 1945, intercaliamo la nostra sintesi con note tratte dal "diario" (venuto fortunosamente in nostro possesso) redatto da un fascista budriese - M. C., addetto al servizio di protezione antiaerea di Budrio - che ci dà l'occasione di osservare coll'occhio dell'avversario episodi rilevanti dell'antifascismo locale (che peraltro hanno conferma nei documenti partigiani e del CLN). Naturalmente, i testi del diarista (che sono riportati in corsivo) si leggeranno tenendo conto della volontà di minimizzare o massimizzare i fatti e di colorirli a vantaggio della sua parte.

25 luglio 1943. La radio alle 22,45 annunzia le dimissioni di Mussolini da Capo del Governo e delle Forze Armate.
28 luglio. E' stato tolto dalla casa della Partecipanza, ... il ricordo marmoreo che ricordava la sede del 1 ° Fascio di Budrio.
29 luglio. E' stato pure tolto il ricordo marmoreo murato nella casa del Credito Romagnolo nel locale della quale fu fondato il Fascio di Budrio il 5 aprile 1920.
31 luglio. Si tolgono tutte le insegne del fascio littorio nella facciata della Casa del Fascio e dentro la stessa. Viene pure tolta la lapide ... che ricordava la conquista dell'Impero...
(1 agosto). Dall'annuncio delle dimissioni di Mussolini nessun incidente fino ad oggi 1 agosto si è verificato all'infuori di qualche scambio di parole animate subito placate.
17 agosto. Oggi abbiamo perduta la Sicilia. Quale sventura!!!
3 settembre. Occupazione di parte della Calabria da parte degli Inglesi.
8 settembre. La radio alle ore 19,30 annunzia l'avvenuto armistizio fra l'Italia e gli Anglo-Americani. La popolazione, credendo la fine della guerra, è in giubilio. Si è subito formato un gruppo composto dal Sovversivismo locale il quale, minaccioso, scorazza per le vie del paese. Si inneggia alla Russia e si invocano le insegne falce e martello.
10 settembre. Truppe tedesche montano la guardia alla radio [ai trasmettitori istallati nei pressi di Budrio]. Notizie dell'arrivo a Budrio di truppe tedesche mette l'allarme specialmente fra i militari del presidio locale i componenti del quale si disperdono nella tema di essere catturati. Soldati ufficiali svestono l'abito militare... Nel pomeriggio molto pubblico ha avuto conoscenza che nei locali ad uso magazzino, così detti capannoni, si prelevano copertoni di ogni genere. In un primo tempo mediante annotazione delle persone che ritirano la merce poi [...] senza controllo e misura. Sono pure stati asportati barili d'olio e di benzina. Verso sera sono giunti una trentina di soldati tedeschi i quali hanno presidiato detti capannoni, il silos e piantonati i ponti stradali e ferroviari. Da questo momento Budrio è sotto la tutela delle truppe tedesche.
12 settembre. La radio delle ore 24 annunzia: "Il piano Badoglio di consegnare Mussolini agli anglo-americani è stato sventato. Un gruppo di paracadutisti e velivoli hanno portato in salvo Mussolini".
13 settembre. Un bando per mantenimento dell'ordine pubblico è stato oggi pubblicato a Budrio.
25 settembre. Alle ore 11 circa gli anglo-americani bombardano violentemente Bologna... Bombe numerose sono cadute a Vedrana e al Trebbo...
[Per i giorni che seguono il diarista annota dettagliatamente tutti gli allarmi aerei segnalati a Budrio e le 46 incursioni, con mitragliamenti e bombardamenti nell'abitato e nelle campagne, che, nel complesso, provocarono 99 morti e 208 feriti].
6 novembre. Alle ore 17,30 alla presenza del Federale Sarti si è riunita per la prima volta alla casa del Fascio l'assemblea del PFR. E' risultato nominato Segretario Marchesini Emiliano... Oltre agli arresti di sovversivi operati lo scorso mese stanotte sono state arrestate altre persone sospette di Mezzolara e Vedrana e a Budrio, e a Mezzolara nel conflitto è rimasto ucciso certo C. lattaio...
9 gennaio 1944. Avvenimento tragico. Verona, in Castel Vecchio, Tribunale Speciale Straordinario, 8-9-10 gennaio.
(12 gennaio). Il giornale "il Resto del Carlino" annunzia l'esito del processo contro i 19 membri del Gran Consiglio del Fascismo, i quali sono stati condannati a morte all'infuori di Cianetti che è stato condannato a 30 anni...
2 febbraio. Larga rappresentanza del Fascio Repubblicano si è oggi alle 15 recata a Bologna in occasione della partenza di volontari per la difesa di Roma in aiuto degli alleati tedeschi che da soli difendono la nostra Patria venduta dal Re e da Badoglio ai nemici.
27 aprile. Dal 25 aprile sono state disposte squadre della milizia e fascisti per la vigilanza notturna nel paese e nelle campagne in previsione di atti ostili in occasione del 1 ° Maggio.
5 giugno. Si è annunziato in data 4 giugno la caduta di Roma. Sebbene il fatto grave abbia prodotto dolore non si dispera per nulla nell'avvenire e nella vittoria sicura.
7 giugno. Si apprende che la notte del giorno 5 giugno il nemico ha iniziato l'attacco, da lungo tempo preparato, sulla costa francese, alle foci della Senna e in Normandia e in altri fronti. Dalle prime notizie i combattimenti volgono a beneficio delle truppe tedesche.
All'epoca della monda, dal 10 al 21 giugno nei comuni con risaie della "bassa bolognese", si svolse, con vigore prorompente, lo sciopero generale delle mondine che, nelle aziende agricole ambientali, coinvolse le risaiole locali e le "forestiere" provenienti da comuni limitrofi. Le lavoratrici di Mezzolara (e le mondine di Minerbio) vi parteciparono (v. Bentivoglio) astenendosi dal lavoro nelle risaie locali. Le 300 ingaggiate aderirono compatte per sei giorni, dal 14 al 20 giugno. Ottennero 10 lire di indennità di presenza, 5 lire di indennità di viaggio e l'aumento del salario fino a lire 6 l'ora.
13 luglio. In questi giorni sono uscite le trebbiatrici scortate da militi repubblicani e da soldati tedeschi. Il lavoro procede normale. In seguito a questo provvedimento la minaccia ai coloni è scomparsa da parte dei partigiani che volevano impedire prima il raccolto poi la trebbia.
A proposito della lotta dei partigiani e dei contadini per ritardare la trebbiatura del grano ed impedire che i tedeschi razziassero il prodotto, alla nota del diarista è necessario aggiungere notizie degli interventi tedeschi che portarono alla fucilazione di un ostaggio. Il 2 luglio il Comandante del presidio militare germanico ordinò di "togliere il grano dai campi e portarlo a casa" minacciando l'applicazione della legge di guerra contro i sabotaggi. In un "Mattinale" della GNR provinciale, fu annotato che il: "23 corrente [luglio] ore 23.30 campagna di Budrio un gruppo di sconosciuti tentava a mezzo lancio di bombe a mano atto di sabotaggio contro una macchina trebbiatrice. Il pronto intervento dei militi addetti alla sorveglianza, riusciva, dopo intenso fuoco di fucileria, a mettere in fuga gli aggressori". Il 25 il comandante tedesco fece affiggere un "Avviso" con la minaccia di fucilare un ostaggio in caso di "sabotaggio contro le trebbiatrici" e, il 26, con un manifesto co mumicò che in seguito ad "un attentato contro una macchina agricola" era "stato fucilato un italiano il quale si era reso colpevole di aver aiutato e protetto le bande dei partigiani". L'italiano era Luigi Bentivogli, trentenne, inabile, orologiaio, fucilato sul ponte di San Martino in Argine che scavalca il torrente Idice, fra Budrio e Molinella.
22 luglio. Continua giorno e notte ininterrottamente un andirivieni di autocarri tedeschi. In tutte le ville, in tutte le frazioni, nelle campagne si levano attendamenti, affollamenti di militari e popolati di autocarri, carri armati di ogni specie, armi, materiali, ecc.
21 agosto. Nella notte del 18 agosto le guardie Repubblicane hanno scovati [...] ribelli su camionette. Risulta che nella colluttazione sono rimasti feriti due ribelli e due sarebbero fuggiti. Il Reggente Marchesini che era nel gruppo è scampato per miracolo da un colpo di mitraglia...
5 settembre. Il Comune cogli uffici in questi giorni ha sfollato nei locali della Canonica della Pieve di Budrio. Causa gli esodi di molti cittadini il paese è deserto; poche persone circolano per le strade; i negozi hanno fissato orario ridotto [...] Solo durante gli allarmi i rimasti corrono per la via in cerca di rifugio.
17 settembre. Stamattina nei pressi di Riccardina e di Pieve sono comparsi nuclei di ribelli armati su camioncino e biciclette. Sono intervenuti militi tedeschi che hanno posto in fuga i ribelli stessi. Budrio era presidiata dalle GNR alla casa del Fascio e nei punti principali del paese...
21 ottobre. Oggi in frazione Vigorso battaglia fra ribelli e Tedeschi per l'uccisione di due militi tedeschi. Ribelli 3 morti e 12 arrestati, fucilati a Medicina in presenza dei budriesi rastrellati.
Circa questa battaglia necessita aggiungere ampi ragguagli preliminari e particolareggiati che al diarista non erano noti o che ha volutamente omesso.
Nella zona fra Fiesso (frazione di Castenaso) e Vigorso, a cavallo del torrente Idice, erano concentrati numerosi partigiani budriesi e castenasini della 4a Brigata. Il 21 ottobre 1944, alle 3 del mattino soldati della Feldgendarmerie tedesca provenienti da Medicina, circondarono il rustico delle sorelle Maccagnani sul lato sinistro dell'Idice. Contemporaneamente nella zona compresa fra il capoluogo di Castenaso e la Riccardina di Budrio ebbe inizio un rastrellamento a largo raggio al quale, oltre i tedeschi, parteciparono militi della 23° Brigata nera. Da Castenaso mossero verso il rustico di via Mazzacavallo, dove, nel fienile, erano ricoverati partigiani del luogo e, dalla sera prima, partigiani reduci dalla battaglia di Ca' di Guzzo (v. Castel del Rio). I tedeschi si indirizzarono subito verso una catasta di legna sotto la quale, il giorno prima, erano state nascoste delle armi e le scoprirono, mentre i partigiani, dal fienile osservavano in assoluto silenzio. I tedeschi quindi, fecero uscire tutte le famiglie dalle abitazioni e, dopo averle accompagnate in un campo vicino, le sorvegliarono a vista. Due tedeschi, con una scala, salirono sul fienile. Appena furono a tiro, vennero fulminati da una scarica di mitra. Da un campo erboso laterale, un partigiano con una mitragliatrice, iniziò a sparare sui tedeschi. Dal fienile gli altri fecero fuoco a volontà fin verso mezzogiorno, tentando a più riprese la ritirata che riuscì solo a pochi, quando rimasero senza munizioni. Numerosi furono i tedeschi uccisi. Diversi partigiani caddero nella battaglia. I vincitori catturarono i partigiani feriti, poi incendiarono subito il fienile e dopo massacrarono partigiani e i civili, 10 uomini e 5 donne. Un gruppo di partigiani, sottrattosi dall'accerchiamento, riparò in direzione di Fiesso in comune di Castenaso (v.), dove combatté ancora e poi fu catturato dai tedeschi.
26 ottobre. Verso sera sono partiti i componenti la GNR accompagnati dal Reggente Marchesini per ignota destinazione. La Casa del Fascio è stata occupata da un Comando Tedesco.
16 dicembre. Seguita un intenso movimento di truppe tedesche e di autocarri che circolano per tutte le vie del Comune. Carri armati sostano nel paese. Tutti i portici sono occupati da autocarri e carri armati che sostano periodicamente.
22 dicembre. Nelle campagne nei pressi di Vedrana si inondano i territori [spezzando argini e arginelli dei fiumi e dei canali]. In tutte le ville, in tutte le case si sono installati uffici di vari comandi e alloggiano militari. Le case crollate e molte sinistrate dai bombardamenti vengono minate dai militi tedeschi per ricavare legna da ardere. Pure in tutte le case coloniche albergano tedeschi e si può immaginare i danni materiali subiti da tutti.
31 gennaio 1945. Si accentua il grande movimento di truppe e di automezzi. Le requisizioni di ogni genere si susseguono da parte delle truppe tedesche.
21 febbraio. Stamane un centinaio di donne che rappresentano tutte le frazioni di campagna si sono presentate in Municipio per protestare per la mancanza di sale. Il movente della dimostrazione non era veramente la mancanza di sale ma di fatto è stata una organizzazione di carattere sovversivo. Dalle ore 8 [...] hanno sostato prima nel corridoio al primo piano poi hanno invaso la residenza del Commissario e gli uffici del segretario, aggiungendo, alla richiesta del sale, quella della carne, dei grassi, urlando e inveendo contro tutti con minacce d'incendio degli uffici. Il V. Commissario e Segretario, intervenuti, hanno fra gli schiamazzi delle donne, spiegate le ragioni del ritardo e esposti i provvedimenti già presi per somministrazione di oli, forma, zucchero per domani. Il chiasso è durato fino alle 14 circa, indi si sono allontanate.
2 marzo. Questa mattina più di 150 donne hanno di nuovo inscenato una dimostrazione organizzata a carattere sovversivo. In questi giorni, si noti, sono stati distribuiti generi vari: olio, zucchero, marmellata e pasta, generi non assegnati dalla alimentazione, ma trovati fuori delle normali assegnazioni [...] Non sono valse le buone intenzioni di tutti i collaboratori a persuadere le protestanti che inveivano contro tutti con minacce e insolenze. Si è notato, fra le protestanti, individui incitatori che ronzavano a distanza, la marmaglia si è eclissata verso le ore 13,30 la quale ha voluto prelevare, ad un magazzeno, del sale arrivato ieri sera. Un quintale di sale è stato sottratto alla popolazione.
19 marzo. Si è ripetuta stamane la protesta di circa 60 donne per avere assegnazioni di olio. Si noti che questa prima partita era stata assegnata alla popolazione che risultava non avesse ucciso il maiale. Quindi è risultato che le protestanti avevano tutte ucciso il maiale per uso familiare. Quindi le reclamanti hanno commesso un atto deplorevole che torna a danno dei poveri operai che non hanno potuto avere a sua disposizione un maiale da uccidere. E' da notare che le protestanti sono tutte delle frazioni di campagna.
20 marzo. Stamane in municipio si è ripetuta più violenta la dimostrazione delle donne di campagna accorse in numero di circa 300. Si sono date alla devastazione di locali rompendo usci dell'ufficio del Commissario e del Vice Segretario. La calma è in parte tornata con la distribuzione dei bollini dei grassi per ritirare poi l'olio quando sarà giunto a Budrio e cioè dopo avere raccolto nelle campagne i semi di girasole sufficienti al cambio. Tutti i benpensanti deplorano simili fattacci.
Il 24 marzo, in sostituzione del Commissario prefettizio fascista che si era dimesso, fu insediato in quella stessa carica Ferruccio Brazzi, già Ufficiale di Complemento, di sentimenti socialisti, proposto dal CLN e suggerito dal segretario comunale al Capo della Provincia, Dino Fantozzi, che lo nominò ignorando totalmente chi l'aveva candidato (Brazzi, poi, subito dopo la liberazione, sempre dal CLN, sarà nominato vice sindaco).
Il 3 aprile nel capoluogo si svolse un'imponente dimostrazione - che il diarista non annotò - prima presso il municipio, poi presso la sede del comando tedesco. Vi parteciparono circa 250 donne e 150 uomini i quali, poi, ottennero generi alimentari e permessi per la circolazione in bicicletta anche se non lavoravano per i tedeschi.
16 aprile. Giungono notizie di avanzata delle truppe alleate. Truppe tedesche sono partite da Budrio lasciando liberi i locali della Casa del Fascio dove aveva sede un reparto tedesco.
18 aprile. Da tre notti tutta la popolazione si è rifugiata stabilmente nei rifugi, specie all'Ospedale Ricovero, dove dormono e mangiano. Il paese è completamente deserto. Da ieri i ponti del Dritto e Riccardina sono stati demoliti da bombardieri... Seguitano le granate a cadere nelle vie e nella campagna colpendo fabbricati [...] Squadre di vigili del fuoco e giovani volonterosi forniscono conforti e generi alimentari ai rifugiati. Alle ore 10,10 di oggi si odono fragorosi scoppi. Il campanile minato dai tedeschi è crollato insieme ai fabbricati adiacenti ivi compreso la parte di S. Lorenzo posta a Ponente. Questo fatto ha destato la deplorazione di tutta la cittadinanza. Notizie riportate da persone provenienti dai pressi [...] affermano che le truppe alleate combattono sul Quaderna sparando su tutti, tedeschi e popolazione. Avvertono inoltre che le truppe tedesche in quelle località sono pochissime e tutto fa supporre che siano gli ultimi aneliti di resistenza.
20 aprile. La notte dal 19 al 20 aprile è stata di nuovo turbata da continui bombardamenti e lancio di granate che hanno colpito vari fabbricati specie nelle campagne. A Bagnarola è stato colpito in pieno un rifugio dove sono rimaste seppellite e uccise 47 persone. Altre vittime si lamentano in altre località... Verso le ore 10 giunge notizia che le truppe anglo-americane sono alle porte di Budrio. Difatti dopo pochi minuti militari alleati passeggiano per le strade del paese e molti sono i curiosi per accertarsi della verità.
22 aprile. Essendo cessati gli spari delle granate [tedesche], stamane la popolazione lascia i rifugi e ritorna alle proprie case, lieta di avere scampati i gravissimi pericoli. Oggi stesso il CLN prende possesso della Casa del Fascio e delle pubbliche amministrazioni assumendo l'onere della organizzazione dei servizi.
6 maggio. Si annuncia la resa della Germania.
8 maggio. Alle ore 16 circa si sono uditi 12 colpi di cannone annunziatiti la fine della guerra europea.
Le attività partigiane svoltesi nel comune oltre quelle ricordate indirettamente dal diarista fascista furono numerose e di carattere diverso: colpi di mano contro automezzi militari, taglio di pali e di fili telefonici, scontri armati con reparti tedeschi, affissione di stampati, eliminazioni di spie e di gerarchi e di militari nazifascisti, che non enumeriamo rinviando al già pubblicato (CUMER). Il CLN di Budrio svolse un'importante attività per garantire la funzionalità dei vari Ospedali locali e si adoperò particolarmente per garantire l'assistenza alla popolazione, allorché durante l'attacco definitivo degli Alleati il paese fu diviso in due dal crollo dei ponti di Riccardina e Dritto, provocato dai bombardamenti.
I primi Alleati entrarono in Budrio scavalcando le vecchie mura del castello presso l'Ospedale-Ricovero. Erano neozelandesi. 11 sergente che li guidava con la radio portatile chiese alla suora superiora se esisteva il CLN. Furono ricevuti poco dopo da alcuni esponenti del Comitato che sturarono per loro una bottiglia di lambrusco.
Il 24 e 25 aprile 1945 il CLN locale nominò la Giunta municipale designando a sindaco Marcello Canova (classe 1901), antifascista dal 1924, arrestato nel 1935, condannato dal TS a 22 anni di reclusione, scarcerato solo nel novembre 1944 - assieme ad Enrico Bonazzi di Granarolo Emilia (v.) - e, poi, partigiano nel ferrarese.

Fonte: L. Arbizzani, Antifascismo e lotta di Liberazione nel Bolognese, Comune per Comune, Bologna, ANPI, 1998

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Documenti
Antifascismo e lotta di Liberazione
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Luigi Arbizzani, Antifascismo e lotta di Liberazione nel bolognese Comune per Comune, Bologna, ANPI, 1998

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