Bimbo con tacchini

Bimbo con tacchini

1910 ca.

Scheda

Questa scultura comparsa sul mercato antiquario nel 2020 è tra le acquisizioni più recenti nel catalogo dello scultore bolognese Silverio Montaguti. Nella monografia a lui dedicata nel 2012, Federica Fabbro indicava una scultura in gesso patinata ad imitazione del bronzo dal titolo Bimbo con tacchini, conservata dagli eredi dello scultore, datandola verso il 1910. Nel presente caso ci troviamo di fronte alla fusione in bronzo e possiamo qualificare il gesso come il modello di partenza. Tutti i dettagli coincidono ad eccezione di qualche particolare nella veste del fanciullo e soprattutto dell'orsacchiotto di pezza abbandonato per terra, presente nel gesso e mancante nel bronzo. La versione finale è stata accuratamente lavorata e lo scultore vi ha apposto la propria firma incidendola sul terreno. L'opera è ora conservata in collezione privata, giunta a noi in ottime condizioni, completa della base ovale in marmo bardiglio grigio. Di questa opera esiste anche una seconda fusione in bronzo conservata in una collezione privata di Cento (Fe). Sostanzailamente identica alla presente, si differenzia per la mancanza della firma e per lievi varianti sulle graffiature che simulano il terreno.

Montaguti rappresenta una scena ambientata in campagna dove sulla sinistra un piccolo bambino si sta divertendo spingendo tre tacchini posti di fronte a lui con una specie di scopa. Lo scultore si è più volte dedicato alla rappresentazione di temi campagnoli ed un utile confronto si può fare con il bronzo dal titolo Una maratona, esposto alla Società Francesco Francia nel 1910, ora in collezione privata. In ambedue i casi sono presenti il fanciullo ed i tre tacchini ma nella Maratona si aggiunge una donna che prende per mano il bimbo accompagnandolo verso gli animali. In effetti tacchini e bimbo sono quasi sovrapponibili ma non identici, escludendo quindi che abbia utilizzato alcune parti per ambedue le opere. Il soggetto e la resa volutamente abbozzata avvicinano l'artista a simili soggetti che altri scultori andavano proponendo in quel periodo, basti ricordare Paolo Troubetzkoy ed altri colleghi di area lombarda e piemontese, come ad esempio Ernesto Bazzaro.

Roberto Martorelli

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