Chiostro IX - Galleria del Chiostro IX - Nuovo ingresso

Chiostro IX - Galleria del Chiostro IX - Nuovo ingresso

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Le onoranze funebri alla salma di Guglielmo Marconi

Istituto Luce - You Tube: Le onoranze funebri alla salma di Guglielmo Marconi, 1937

DOCUMENTI

Con il completamento nel 1927 della Galleria annessa al Chiostro IX - su progetto di Enrico Casati e Roberto Cacciari - si completano gli ampliamenti del cimitero in direzione est, verso la città. A date successive i nuovi campi ed i chiostri verranno costruiti ad ovest, dove non vi erano ancora problemi di inurbazione civile ed industriale. Con il termine dell’edificazione ad est si realizza il Nuovo ingresso, detto anche Monumentale, con un progetto di Arturo Carpi del 1924. Trova così definitiva sistemazione l’accesso a sud del cimitero, posto in coincidenza con il termine del portico che collega la Certosa all’Arco del Meloncello e da qui alla Basilica di san Luca e al centro storico della città.
Il raffinato Chiostro IX, la Galleria e l’Ingresso conservano un importante repertorio di memorie storiche ed artistiche che, partendo dagli anni ‘30 del Novecento giunge fino agli anni ‘50 del secolo. Nel Nuovo ingresso domina il Monumento dedicato nel 1928 ai motociclisti Olindo Raggi (1806-1926), bruno centauro dal cuore leonino e dai nervi d’acciaio e Amedeo Ruggeri (1889-1932), realizzato in bronzo dallo scultore Armando Minguzzi (1884-1940), che qui realizza il proprio capolavoro per la Certosa.
Il Chiostro IX vede il predominio degli scultori Pasquale Rizzoli (Barbieri - 1925, Bartolini – 1925, Barilli - 1931, Generali - 1940) , Alfonso Borghesani (Torchi - 1923, Ruggi - 1925), Silverio Montaguti (Boari - 1924, Smeraldi - 1926) e Pietro Veronesi (Trigari – 1924, Pizzirani). Di epoca più tarda i due bei bronzi collocati nel cortile, opere di Renaud Martelli (Magli, 1951) e Luciano Minguzzi (Scagliarini, 1951).
Tra le sepolture di interesse storico segnaliamo la cripta dell’architetto Melchiorre Bega (1898-1978) da lui progettata; la stele Torchi opera di Borghesani dedicata a Steno (1909-1923) che nella mano stesa per gioco ti pose l’insidia ordigno micidiale già invano lanciato; Lucifero Carlo Antonelli (1893-1917), che osservatore d’areoplano con grande ardire compì numerose importanti ed utili ricognizioni sul territorio nemico; Alfieri Maserati (1887-1932), pioniere del motore e della velocità, fondatore dell’omonima azienda automobilistica. La cella Ruggi, capolavoro di Alfonso Borghesani, contiene anche i ritratti di Marianna Lodi (1850-1923) coniugata con Giuseppe Ruggi (1844-1925), clinico chirurgo innovatore della chirurgia bolognese fra la fine del XIX e il principio del XX secolo. Nel corridoio a nord è collocata l’elegante lapide ad Ivo Lollini (1897-1918), medaglia d’oro al valore, volontario di guerra, prigioniero evaso, vittima sul Montello per la redenzione d’Italia, nonché la semplice ma raffinata cella della famiglia Brugnoli i quali vollero che l’arte da essi amata si rispecchiasse in questi marmi e li consolasse anche nel sepolcro, completata nel 1926 su progetto di Edoardo Collamarini dallo scultore Enrico Barberi e dal marmista Raimondi.
La grande Galleria è uno degli spazi più suggestivi della Certosa e al suo interno predomina Mario Sarto (1885-1955) che con i due Monumenti Comi e Marangoni, ambedue del 1924, offre nel primo un pregevole esempio di tardo Liberty, nel secondo una piena comprensione del gusto classicista contemporaneo. Altre opere di Arturo Orsoni (1867-1928), Pietro Veronesi e Armando Minguzzi arricchiscono ulteriormente gli spazi con bronzi marmi e mosaici. Tra le memorie storiche si segnalano quella dedicata a Giulia Cavallari Cantalamessa (1856-1935), che amò con tutta l’anima Dio la patria la famiglia e che morì benedicendo la vita i suoi cari la gioventù d’Italia.
Nella sala nord sono collocati al centro due bei sarcofagi di Mario Sarto dedicati alle famiglie Parente e Minarelli. Nel secondo sono incise due frammenti di partiture musicali tratte da Verdi e Mascagni.
Nello stretto corridoio a ovest sono posti centinaia di loculi che tra epigrafi, decori e fotografie compongono un fedele specchio della società bolognese. Qui riposa Teobaldo Buggini (1846-1921), soldato di Garibaldi apostolo di Libertà lavoratore indefesso cittadino integerrimo. Tra i tanti si ricordano diversi giovani caduti della Grande Guerra: Giambattista Mingozzi mitragliere dell’83 reparto ferito mortalmente all’Oppachiesella; Severino Tabarroni caduto sul Carso mentre incitava i suoi all’assalto. Qui è sepolto anche Giuseppe Ceri ingegnere architetto, giornalista e poeta satirico, critico d'arte. Nato in Firenze il 28 genn. 1839, morto in onorata povertà in Bologna il 19 ott. 1925 dopo 60 anni di stimato esercizio professionale, riposa in questo loculo offertogli dall'amministrazione comunale, in attestato di riconoscenza per l'opera costante, disinteressata, da lui svolta a pro di questa sua città adottiva.

Roberto Martorelli

Novembre 2011

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Bonati Giovanni

Bonati Giovanni

Caduta/o a Isonzo, il terreno delle grandi battaglie il 18 novembre 1915