Zola Predosa, (BO)

Zola Predosa, (BO)

Scheda

Zola Predosa è un comune della città metropolitana di Bologna, dal forte carattere industriale.

All’indomani dell’Unità, la prima, grande problematica che l’amministrazione di Zola Predosa si trovò ad affrontare fu la bassa scolarizzazione dei giovani; in generale, comunque, il comune era florido, ben fornito di acque e di un solido bilancio, pronto ad affrontare le nuove necessità dello Stato Unitario. Nel 1868, in seguito ad una disastrosa alluvione, diversi comitati si adoperarono per portare l’industria a Zola, in modo da sanare un'economia in forte difficoltà. Vennero aperte una segheria, una tessitoria e, nel 1875, per iniziativa privata di Raffaele Maccaferri, una chioderia, poi diventata vera e propria officina dalla produzione variegata: in particolare, durante la Prima guerra mondiale produsse filo spinato e cavalli di Frisia.

Nel 1883 venne fondata la Cassa di Risparmio di Zola; grazie all’amministrazione comunale nel 1873 si ebbe la caserma dei R. Carabinieri, che andò a sostituire il presidio dell’ormai datata Guardia Nazionale, nel 1876 la caserma dei pompieri e nel 1883 la fermata del treno a vapore lungo la linea Bologna-Bazzano-Vignola.

All’inizio del ‘900 erano rimaste in attività le officine Maccaferri e la fornace Albergati, costituitasi nel frattempo, mentre continuava ad essere di rilievo l’estrazione di ghiaia e sabbia dal fiume.

Zola continuava a conservare il suo carattere agricolo, basato principalmente su frumento, granturco, uva e allevamento, sebbene in quel periodo la produzione fosse stata mediocre. Il primo decennio del nuovo secolo vide alternarsi varie amministrazioni, con la crescente ascesa del partito socialista che si affermò alla guida del comune nel 1910.

Allo scoppio della guerra, nel 1914, Zola era amministrata da una giunta socialista guidata dal sindaco Enrico Bortolotti; il primo problema che si trovò ad affrontare fu un'improvvisa crescita della disoccupazione, aggravata dal rientro di 60 emigrati rispediti a casa dai paesi ospitanti impegnati nel conflitto. Per risolvere il problema, l'amministrazione promosse diversi lavori pubblici, come l'ampliamento dell'edificio comunale e la costruzione della scuola di Rivabella. La disoccupazione, comunque, aggravò la situazione di povertà generalmente diffusa tra gli abitanti, come dimostravano la scarsa disponibilità di cibo e la necessità del Comune di approvvigionarsi presso le aree limitrofi.

La guerra, paradossalmente, eliminò negli anni successivi la disoccupazione nell'operaia Zola Predosa: la quasi totalità della popolazione maschile fu mandata al fronte, e i vuoti che questi lasciarono nelle fabbriche furono presto colmati dalle donne; tuttavia i problemi di miseria persistevano, poiché i sussidi alle famiglie dei richiamati non erano sufficienti e le madri non potevano permettersi di lasciare a casa i bambini per lavorare tutto il giorno. A tal fine, il comune richiese prestiti per provvedere alle famiglie povere dei richiamati.

La guerra si manifestò anche con il passaggio e il ricovero di soldati feriti e ammalati, per i quali il Comune destinò l'ospedaletto istituito nei locali della scuola di Rivabella. Nonostante molti consiglieri comunali fossero sotto le armi e quindi mancassero alle sedute, l'attività del Comune procedette in maniera attiva e spedita, e infatti già dal 1917 si adoperò per preparare il dopoguerra, allestendo edifici scolastici per la popolazione analfabeta e numerosi lavori di manutenzione pubblica.

In totale furono 1260 i cittadini di Zola Predosa a partecipare alla guerra; di questi furono 129 i caduti, a cui si aggiunsero le vittime dell'influenza spagnola, particolarmente feroce a Zola.

Due le opere volte a ricordare i caduti della guerra: la prima una lapide posta nel 1923, che reca i nomi dei caduti e una scultura integrata; la seconda è un monumento posto nel secondo dopoguerra in memoria dei caduti dei due conflitti mondiali.

Bibliografia: Adolfo Belletti, Zola Predosa, “le origini di una lotta”, Bologna, Editrice Moderna, 1975; Adolfo Belletti, Zola Predosa. Preistoria, storia e arte, Bologna, Ponte Nuovo Editrice, 1987

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Nota delle offerte fatte al Municipio di Bologna dal dì 12 aprile al 30 giugno 1848, Bologna, Tipografia Sassi nelle Spaderie, 1848. © Museo Risorgimento Bologna | Certosa

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