Vincenzi Sante

Vincenzi Sante detto Mario

6 agosto 1895 - 21 aprile 1945

Note sintetiche

Causa della morte: Esecuzione

Riconoscimenti

  • Partigiana/o ( 1 ottobre 1943 - 21 aprile 1945)

Onorificenze

  • Medaglia d'Oro al Valor Militare

    Convinto assertore dei principi di libertà e fiero oppositore di qualunque forma di oppressione, impugnava le armi contro i nazifascisti rifulgendo per impareggiabile audacia e sprezzo del pericolo, varcava più volte le linee svolgendo brillantemente missioni importanti e delicate. Durante il compimento di una di esse veniva sorpreso da una pattuglia fascista che, dopo fiera lotta, riusciva a catturarlo. Sottoposto a disumane torture e a efferate sevizie, con il corpo straziato e l'animo indomo, non faceva alcuna rivelazione per non nuocere alla causa e ai compagni di lotta, finché il nemico, esasperato da tanto stoico silenzio, barbaramente lo freddava. Fulgida figura di cospiratore, di combattente e di martire.
    Bologna, settembre 1943 - aprile 1945 

Scheda

Sante Vincenzi, «Mario», da Marino; nato il 6 agosto 1895 a Parma. Nel 1943 residente a Reggio Emilia.
Comunista, da lunghi anni, dopo essere stato arrestato, il 29 novembre 1926, dalla Commissione provinciale di Reggio, fu condannato per «attività antifascista», a 3 anni di confino, poi commutati il 5 febbraio 1927 in ammonizione.
Ripresa l'attività antifascista, fu di nuovo arrestato con diversi altri comunisti. Una sentenza istruttoria del 14 settembre 1931, dichiarava a suo carico il non luogo a procedere, mentre un'altra del 18 settembre 1931 lo rinviava al Tribunale speciale, accusato di essere funzionario del PCI col compito di rafforzare il Centro interno, sulla base delle decisioni del IV Congresso di Colonia dell'aprile 1931, e, quindi, di costituzione del PCI e propaganda sovversiva. Di fronte al Tribunale sprezzantemente «afferma di non essere incorso nel reato di ricostituzione del partito in Italia, perché il PCI per i comunisti non è mai stato sciolto».
Venne condannato il 25 gennaio 1932, a 12 anni di carcere. Dopo diversi anni, ottenuto un condono, il 27 gennaio 1937, dalla Commissione provinciale di Reggio Emilia, fu nuovamente condannato a 5 anni di confino, per «organizzazione comunista». Al termine di tale periodo fu internato e venne liberato solo nell'agosto 1943, dopo la caduta del fascismo.

Subito dopo l'8 settembre 1943 operò per l'organizzazione e la crescita del movimento partigiano. Per ragioni di sicurezza fu incaricato di operare nel Bolognese. Divenne componente del CUMER, con funzione di ufficiale di collegamento con le brigatag della div Bologna. Tra il febbraio e gli inizi di marzo 1945, compì una missione nel Sud, presso gli organismi di governo e del CLN nazionale.
Arrestato dai fascisti la sera del 20 aprile 1945, a Bologna, venne ucciso nella notte fra il 20 e il 21 aprile 1945 insieme a Giuseppe Bentivogli. La sua morte e quella di Bentivogli fu annunciata nelle prime ore della liberazione, da un manifesto della federazione bolognese del PSI, datato 21 aprile 1945, e da un altro della CCdL della provincia di Bologna del 23 aprile 1945.
Gli è stata conferita la medaglia d'oro al valor militare alla memoria.
Riconosciuto partigiano dall'1 ottobre 1943 alla Liberazione.
Al suo nome è stata intitolata una strada di Bologna. [AR]

Note

E' ricordato nel Sacrario di Piazza Nettuno.

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Luoghi

Persone

Bibliografia
Gli antifascisti, i partigiani e le vittime del fascismo nel bolognese (1919- 1945)
Albertazzi A., Arbizzani L., Onofri N.S.
1985 Bologna ISB