Vado

Scheda

Il 6 maggio 1944, mentre si trova a Vado, Guido Musolesi (fratello di Mario Musolesi, comandante della Stella Rossa) viene arrestato da una squadra di fascisti e portato in carcere, dove viene torturato.
Anche la madre Adolfa Giunchiglia e il padre Emilio Musolesi vengono arrestati e condotti in prigione a San Giovanni in Monte.
L’arresto di Guido e dei genitori segue l’uccisione dei fascisti Aurelio Sammarchi, Furio Rondanini e Dario Bernini, avvenuta il 4 maggio per mano dei partigiani. Nel mese di luglio Mario Musolesi organizza la cattura di alcuni fascisti di Monzuno per contrattare lo scambio con il fratello.
Una squadra di partigiani composta tra gli altri da Carlo Castelli, Giovanni Musolesi e (?) Lelli arresta cinque fascisti: Raffaele Fanti, reggente del fascio di Monzuno, Sergio Nanni, figlio del commissario prefettizio, Dino Becchetti, comandante del presidio della Guardia Nazionale Repubblicana, Augusto e Giuseppe Marchignoli.
Mario Musolesi contatta i parroci di Monzuno e Vado per organizzare lo scambio dei prigionieri. Il contatto ha esito positivo e la sera del 25 luglio i cinque prigionieri vengono liberati da Cleto Comellini nella zona di Possadore, sotto Casaglia. Il timore principale dei partigiani è che i fascisti possano rivelare il nome dei componenti della brigata e le basi in cui essa trova appoggio. Lupo si fa promettere dai prigionieri che non riveleranno quanto hanno visto o udito.
Guido Musolesi viene liberato, ma Fanti rivela nomi di persone e luoghi. I fascisti, a Monzuno, rastrellano una cinquantina di persone e le mettono al muro, senza tuttavia procedere alla fucilazione; in seguito alcune vengono inviate in Germania, le altre rilasciate.
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