Uniforme della Guardia Civica pontificia

Uniforme della Guardia Civica pontificia

1847 ca.

Scheda

Completa di elmo, cinturone, sciabola, fascia e spalline. La croce tricolore cucita sul petto la fa risalire ai primi mesi del 1848, ai tempi della prima fase della Prima guerra di Indipendenza e dell’entusiasmo per Pio IX quale possibile artefice del processo di unificazione italiana.

Eletto pontefice, Pio IX fu circondato dall’entusiastica aspettativa di riforme in senso liberale da parte di tutte le popolazioni del suo Stato. Il 16 luglio 1846, con l’Editto del perdono, concesse l’amnistia ai condannati per delitti politici e agli esuli, ai quali concesse il ritorno a casa. Il 5 luglio 1847 si autorizzò la creazione della Guardia Civica a Roma, e il 30 luglio in tutto lo Stato pontificio. Ma a Bologna già l’8 luglio il cardinale legato Luigi Amat aveva dovuto cedere alle pressanti richieste dei cittadini e autorizzare l’organizzazione di quel corpo. Per i moderati si otteneva così la garanzia militare delle libertà ottenute, e delle altre che si sperava di ottenere; per gli ‘esaltati’, o seguaci di Mazzini, la Guardia Civica non era vista che come il primo nucleo di un esercito cittadino da impiegare quanto prima contro gli austriaci per conquistare l’indipendenza dell’Italia.

Come già nel passato la città fu suddivisa in quattro rioni, e vennero chiamati alle armi gli uomini tra i 21 ed i 60 anni. Ogni rione ebbe due battaglioni, per un totale di otto. Furono esclusi dall’arruolamento gli ecclesiastici e le «persone di condizione servile, i braccianti, i giornalieri, e quelli che esercitavano mestieri sordidi ed abbietti». I moderati videro in queste norme la possibilità di escludere i più facinorosi, vicini, secondo loro, alle idee mazziniane. Si cercò tuttavia di attenuare la rigidità del sistema di arruolamento nominando fra gli ufficiali inferiori persone particolarmente gradite alle classi popolari.

Tra il momento della sua costituzione e l’inizio del 1848 la Civica bolognese sfilò in numerose parate, e tentò un addestramento che, in realtà, era visto da tutti come poco produttivo, tanto da dar adito anche a commedie teatrali e satire sul tema. Allo scoppio della Prima guerra di Indipendenza il legato Amat fu costretto a lasciar partire 500 civici al comando di Livio Zambeccari - uno degli ‘esaltati’ ben voluto dal popolo - ai quali si unirono diverse colonne di provinciali. Una seconda colonna, guidata dal maggiore Carlo Bignami, anch’essa forte di 500 uomini, partì di lì a poco. Sulla linea del Po, a Ferrara, il generale Giovanni Durando raccolse e riorganizzò le diverse Civiche ed i Corpi Franchi, allo scopo dichiarato di difendere i confini dello Stato pontificio, ma in realtà col segreto intento di potere unirsi ai veneti ed ai lombardi che già stavano combattendo contro gli austriaci.
In questi momenti di iniziale entusiasmo, i volontari si fregiavano della croce tricolore cucita sul petto, come nella nostra uniforme, e per questo venivano comunemente detti ‘crociati’. Quando però Pio IX, il 29 aprile, pronunciò l’allocuzione in cui si dichiarava contrario alla guerra contro l’Austria, richiamando le sue civiche entro i confini dello Stato, tale croce venne rimossa da quasi tutti i volontari, ed in particolare da quelli che, nonostante tutto, decisero di continuare a combattere unendosi agli altri gruppi di volontari.

Mirtide Gavelli

Leggi tutto

Eventi

Luoghi

Opere

Persone

Multimedia
Documentario | Bologna nel Lungo Ottocento (1794 - 1914)
Documentario | Bologna nel Lungo Ottocento (1794 - 1914)

Documentario - Bologna nel lungo Ottocento (1794 - 1914), 2008. La città felsinea dall'età napoleonica allo scoppio della Grande Guerra.

1859 - Bologna finalmente fu libera
1859 - Bologna finalmente fu libera

Video riassuntivo della rievocazione storica dell'Associazione 8cento che nel 2019 ha dedicato al XII giugno 1859, anno in cui ebbe termine il governo pontificio e si mossero i primi passi verso l'adesione al regno sabaudo.