Ugo Bassi nel carcere di Comacchio

Ugo Bassi nel carcere di Comacchio

1867 ca.

Scheda

In una lettera al Sindaco di Bologna, datata 9 agosto 1888, il pittore fiorentino Carlo Ademollo invitava la Giunta comunale a vedere il suo quadro Ugo Bassi perquisito in carcere (registrato poi al suo ingresso nel Museo del Risorgimento come Ugo Bassi nel carcere di Comacchio) che, per gentile concessione del segretario Enrico Panzacchi, era esposto all’Accademia di Belle Arti, per essere apprezzato dalle autorità e dal pubblico (Archivio storico comunale, tit. XIV, ser. 5 n. 8038). Il dipinto rappresenta la perquisizione che il barnabita subì nel carcere di Comacchio, per ordine del Generale Gorzkowsky: il Bassi, che apre l’abito talare a dimostrazione della sua innocenza, è rappresentato tra un gendarme pontificio e alcuni dragoni austriaci, in atteggiamento di minaccia. 

È qui riproposta, in chiave risorgimentale, l’iconografia dell’arresto di Cristo trattata in età moderna da Caravaggio e i suoi seguaci che diventano fonte d’ispirazione per la pittura di Ademollo, sia sull’onda del revival dello stile neosecentista impartito prima dalla pittura storico-romantica fiorentina di Giuseppe Bezzuoli e poi da quella francese, di storia e verista, di Paul Delaroche, sia per le suggestioni drammatiche e gli effetti teatrali che la pittura di Caravaggio otteneva con i contrasti chiaroscurali, e che, per Ademollo, dovettero risultare perfetti per reinterpretare il racconto, con pathos, della gravità degli episodi di storia risorgimentale a lui coevi, come L’eccidio della famiglia Tavani Arquati (Milano, Museo del Risorgimento), eseguito dall’artista fiorentino lo stesso anno, con medesima versatilità nel linguaggio pittorico e la predilezione per una cromia smaltata, di retaggio francese, che esalta il confronto tra gli aspetti cromatici e luministici. La composizione scenica del quadro è di grande effetto: le figure sono illuminate da una luce radente, laterale, che investe appieno il volto di Ugo Bassi, visto come idealizzato Cristo, vicino alla consapevole condanna, minacciato da un dragone che riassume il rebus iconografico e compositivo del dipinto, sbarrando la profondità con la sua posizione obliqua e diagonale, che determina una paratassi costruttiva, di suggestione purista.

Carlo Ademolli (Firenze, 1825 - 1911), Ugo Bassi nel carcere di Comacchio, 1867 ca. Olio su tela, cm 127 x 185 cornice coeva in legno intagliato e dorato inv. n. 2138.

Claudia Collina

Bibliografia: «Il Resto del Carlino», 1 dicembre 1934; «Il Comune di Bologna», 12 dicembre 1934, p. 30; Soldati e pittori nel Risorgimento italiano 1987, p. 150; Collina 1999, Arte in Italia al tempo di Ugo Bassi; Percorsi della memoria Garibaldi e Comacchio s.n.t. In collaborazione con IBC - Istituto per i beni culturali dell'Emilia Romagna.

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Fulvio Cantoni; Il Museo civico del Risorgimento dal 1904 a tutto il 1914, relazione del direttore Fulvio Cantoni al sig. assessore per la Pubblica Istruzione; Bologna, Cooperativa Tipografica Mareggiani, 1916

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