Tribunale straordinario provinciale

1943 - 1945

Scheda

Il 26.10.1943 il governo di Salò annunciò che sarebbe stato istituito il Tribunale straordinario provinciale, che sarebbe dovuto essere un organismo diverso dalla sezione regionale del Tribunale speciale per la difesa dello stato. Quando insediò il governo della RSI alla Rocca delle Camminate, Mussolini disse che non avrebbe consentito «repressioni generiche» contro gli italiani, ma che «severe sanzioni» sarebbero state inflitte agli iscritti al PNF che «passarono al nemico» nonostante avessero ricevuto «alte cariche» e «onori e ricompense». Tribunali straordinari, disse, «giudicheranno questi casi di tradimento e di fellonia». L’11.11.1943 fu creato il Tribunale straordinario provinciale con decreto di Mussolini -nella sua qualità di capo dello stato fascista repubblicano d’Italia e capo del governo - pubblicato sulla “Gazzetta ufficiale” n.269 del 18.11.1943. 

Il tribunale doveva giudicare:
«a) i fascisti che hanno tradito il giuramento di fedeltà all’Idea;
b)coloro che dopo il colpo di Stato del 25 luglio 1943-XXI hanno comunque, con parole o con scritti o altrimenti, denigrato il fascismo e le sue istituzioni;
c) coloro che hanno compiuto comunque violenza contro la persona e le cose dei fascisti o appartenenti alle organizzazioni del fascismo o contro le cose o i simboli di pertinenza dello stesso».
Per la lettera a era prevista la pena di morte e da 5 a 30 anni per le lettere b e c.
I tribunali dovevano essere retti da«fascisti di provata fede». Con lo stesso decreto fu istituito il Tribunale straordinario speciale «per giudicare i fascisti che nella seduta del Gran Consiglio del giorno 24 luglio 1943-XXI tradirono l’Idea rivoluzionaria alla quale si erano votati fino al sacrificio del sangue..».
Del Tribunale straordinario bolognese - insediato il 15.1.44 - facevano parte 4 fascisti di Padova: Gianfranco Vivarelli presidente; Pio Leoni e Dino Prisco componenti; Augusto Cantagalli pubblico accusatore. Il 27.3.1944 Cantagalli fu sostituito da Guelfo Negri di Ravenna.
Il 21.7.1944 il prefetto Fantozzi informò il governo che il tribunale non funzionava perché Vivarelli e Negri erano sistematicamente assenti. I fascisti bolognesi erano stati comandati a fare parte di quello di Firenze. Erano Umberto Amaduzzi presidente; Pericle Ducati e Pier Luigi Dagnini componenti; Giovanni Battista Cosimini pubblico accusatore.
Giorgio Pini sostituì Amaduzzi giustiziato a Bologna dai partigiani il 22.3.1944. Ducati, ferito dai partigiani il 16.2.1944, morì il 28.10.1944.
I membri del Tribunale straordinario provinciali erano eletti o destituiti dal segretario nazionale del PFR in base al decreto n.105 del 27.3.1944 pubblicato su la “Gazzetta ufficiale”n.80 del 5.4.1944. [O]

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