Tomesani Manete

25 Aprile 1881 - 17 Luglio 1968

Note sintetiche

Occupazione: Sacerdote

Scheda

Manete Tomesani, da Eliseo e Adelaide Onofri; nato il 25 aprile 1881 a Calderara di Reno. Nel 1943 residente a San Giovanni in Persiceto. Esercitò il sacerdozio a San Giovanni in Persiceto.
Antifascista, la sua resistenza iniziò «al sorgere del fascismo stesso».
Nonostante le minacce, scrisse su "L'Avvenire d'Italia" una protesta contro l'aggressione fascista ai due fratelli Serra. Per questa protesta fu organizzata una spedizione punitiva una domenica dopo la celebrazione della messa, che non ebbe seguito perché assente. I fascisti per ritorsione aggredirono e percossero il fratello Dante. «Il pensiero di feroci rappresaglie verso i miei familiari e la fede religiosa mi trattennero dal commettere uno sproposito».
Negli anni trenta i fascisti tentarono un'altra aggressione, anche questa volta sventata dal padre che sparò un colpo di rivoltella. Per questo antifascismo non godette l'amicizia di molti cittadini di San Giovanni in Persiceto, perché «la mia amicizia era pericolosa».

Il 30 agosto 1944, dopo l'uccisione di Elio Zambonelli venne arrestato dalla GNR insieme con Gaetano Bussolari e rinchiuso nel carcere di San Giovanni in Persiceto, dal quale riuscì a fuggire con uno stratagemma. Chiese infatti di poter celebrare messa e, successivamente, travestitosi da borghese riparò a Bologna dove fu accolto in un convento.
Con il dottor Vincenzo Vicchi e il personale ospedaliero riuscì a sottrarre alla deportazione Alberto Wernikoff ricoverato nell'ospedale di San Giovanni in Persiceto dal 26 settembre 1943 al 15 gennaio 1945. [AQ] Testimonianza in RB1.

Manete Tomesani è morto il 17 luglio 1968 a San Giovanni in Persiceto (Bo)

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