Termina l'attività dell'Ufficio notizie e dei caduti bolognesi nella Grande Guerra

1 Luglio 1919

Scheda

Termina l'attività dell'Ufficio per le notizie alle famiglie dei militari al fronte. Si tratta di una iniziativa benemerita, originata in Francia e promossa per la prima volta in Italia da alcune donne bolognesi, tra le quali la contessa Lina Bianconcini Cavazza. Essa aveva ottenuto il riconoscimento del Ministero della Guerra e della Prefettura e il sostegno del Comune, della Camera di Commercio e della Cassa di Risparmio. Nel corso del conflitto mondiale l'Ufficio notizie ha compilato, servendosi dell'opera di 350 volontari, un enorme archivio con milioni di voci, comprendente circa 14.000 schede relative ai caduti e ai dispersi provenienti dai comuni della provincia di Bologna (2.310 sono i caduti e 203 i dispersi dalla città). Il materiale raccolto sarà poi pubblicato nel 1927. Durante la guerra Bologna ha ospitato anche l'Ufficio di concentrazione militare, dipendente dal Comando supremo, che attuava la censura sulla corrispondenza e smistava i pacchi per i soldati al fronte.

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