Tampieri Natale detto/a Bianco

13 ottobre 1919 - [?]

Note sintetiche

Titolo di studio: Scuola media secondaria
Occupazione: Studente

Riconoscimenti

  • Partigiana/o ( 1 novembre 1943 - 14 aprile 1945)

Scheda

Natale Tampieri, «Bianco», da Francesco e Maria Minganti; nato il 13 ottobre 1919 a Imola; ivi residente nel 1943. Diploma di abilitazione magistrale. Studente universitario.
Prestò servizio militare in fanteria dal 4 marzo 1941 all'8 settembre 1943, con il grado di sottotenente a Cesena (FO), Ancona e Trapani.
Iniziò ad avversare il regime fascista negli anni in cui frequentava l'istituto magistrale - coerente con il padre, un uomo di saldi sentimenti socialisti - e rafforzò le sue convinzioni politiche partecipando al corso di materie letterarie della facoltà di Magistero nell'università di Urbino (PS), perché venne a contatto con docenti e studenti antifascisti.
Maturò appieno il suo orientamento antifascista negli anni trascorsi sotto le armi, durante la guerra, nel corso dei quali ebbe modo di frequentare numerosi ufficiali avversi alla dittatura e contrari all'alleanza con la Germania nazista.

Dopo l’8 settembre 1943 partecipò alla raccolta delle armi, abbandonate dai reparti del dissolto esercito italiano, nella vallata del Santerno e sulle colline, tra Imola e Casalfiumanese. Nei mesi che seguirono fu tra gli animatori della Guardia nazionale, formata dai primi nuclei cospirativi armati sorti nell'Imolese, i cui militanti passarono, in seguito, alle formazioni partigiane. Nella primavera 1944 fu attivissimo nell'organizzazione delle squadre SAP nelle località imolesi di Marana, Torano, Linaro, Ponticelli, Fabbrica, Monte della Valle e a Casalfiumanese.
Alla fine di giugno queste squadre e quelle che già operavano alla destra del Santerno si unirono dando vita al battaglione SAP Montano, del quale assunse il comando. Per tutta l'estate guidò i sapisti in rischiose azioni di guerriglia nella valle del Santerno a monte della città. Guidò personalmente, l'1 settembre 1944. l'attacco contro un accantonamento nemico a Cà Campaz, in località Marana, provocando la dispersione di considerevoli forze nazifasciste.
Costante fu il suo impegno per evitare, nel limite del possibile, che le azioni partigiane potessero offrire il pretesto a rappresaglie dei nazifascisti nei confronti dei civili.
Dal luglio all'ottobre 1944 il battaglione SAP Montano, strutturato su quattro compagnie, operò permanentemente fino alle porte della città. Fece parte, sin dalla costituzione all'inizio del settembre 1944, del Comando piazza di Imola; successivamente nello stesso mese divenne comandante della brigata SAP Santerno, quando vennero uniti sotto un'unica guida i battaglioni Montano, Città e Pianura di Imola.
Nell'inverno 1944-45. per quanto attivamente ricercato dai fascisti e dalla Gendarmeria tedesca, riuscì a sfuggire alla cattura, con tanti sacrifici e molta solidarietà. Il 14 aprile 1945 il presidente del CLN locale, in piena intesa con lui ed il comandante del distaccamento imolese della 7ª brigata GAP diede l'ordine per l'insurrezione, che portò alla liberazione di Imola.
Partendo dalla Chiesa del Carmine, con un gruppo di partigiani occupò alle ore 13 circa la piazza Maggiore e mantenne la posizione sino alle 17,15 quando giunsero le prime avanguardie alleate.
Riconosciuto partigiano, con il grado di maggiore, dall'1 novembre 1943 al 14 aprile 1945.
Ha curato la pubblicazione di Audacia e Sacrificio, GAP e SAP. Ha pure curato, con Elio Gollini, la pubblicazione di Momenti partigiani imolesi in collina e in città. Con E. Gollini ed E. Serantoni ha pubblicato: Sole, Bianco e Mezzanotte: Imola tra guerra e ricostruzione(1940-1950). Ha pubblicato I Battaglioni SAP in Imola medaglia d'oro, pp.117-30.
Testimonianza in RB3. [O] L'istituto per la Storia di Bologna dichiara che nel volume V de «La Resistenza a Bologna - Testimonianze e documenti» di Luciano Bergonzini, edito nel 1980 da questo Istituto, a pag. 247 è citata una spia antipartigiana col nome Bianco. Si tratta, come riconosciuto successivamente anche dallo stesso autore, di persona assolutamente diversa dal comandante partigiano, con il nome di battaglia «Bianco», Natale Tampieri, a differenza di quanto compare nell'indice dei nomi a pag. 1088 di detto volume. A Natale Tampieri va l'espressione della stima dell'ISB.

Leggi tutto

Ha fatto parte di

Luoghi

Persone