Tambroni Clotilde

Tambroni Clotilde

29 giugno 1758 - 2 giugno 1817

Note sintetiche

Scheda

Figlia di Paolo Tambroni, un cuoco di origini parmensi, e di Maria Rosa Muzzi, Clotilde nasce a Bologna il 29 giugno 1758. Clotilde mostra fin dalla giovinezza una grande capacità di apprendimento, imparando il greco semplicemente assistendo alle lezioni che il grecista Emanuele Aponte impartiva ad uno studente presso casa Tambroni, dove aveva affittato una camera. Aponte, scoperto il talento della giovane, ne fa una sua allieva e le insegna anche il latino. Una delusione amorosa fa sì che Clotilde decida di dedicarsi completamente agli studi. Nel 1790 è accolta nell’Accademia degli Inestricati, nel 1792 è anche fra gli accademici d’Arcadia. Il 23 novembre 1793, senza nemmeno la laurea, per le sue profonde conoscenze le viene assegnata la cattedra di particelle greche.

Le sue conoscenze si espandevano anche alla lingua francese, inglese e spagnola. E proprio in Spagna si recherà con l’Aponte, dove viene aggregata all’Accademia Reale di Madrid, in seguito al licenziamento subito nel 1798 per non aver voluto prestare giuramento al nuovo governo cisalpino. In quello stesso anno, proprio per la saldezza della sua fede religiosa e per la fama di studiosa, il papa le accorda il permesso di possedere libri posti all’indice. Tuttavia, nonostante le sue idee politiche, nel settembre 1799 viene reintegrata nell’insegnamento con la cattedra di lingua e letteratura greca. Nel 1804 riceve un consistente aumento del compenso. Mantiene la cattedra fino al 1808, quando viene messa in pensione anticipatamente sia per motivi di salute, avanzati dalla stessa Tambroni, sia, soprattutto, per l’intenzione di abolire la cattedra di greco. La riforma napoleonica dell’istruzione, infatti, privilegiava gli insegnamenti scientifici a danno di quelli giuridico letterari, nonostante che, come la stessa Clotilde rimarcherà nell’orazione inaugurale dell’11 gennaio 1806, scienze e lettere fossero state sempre collegate e nel medesimo ateneo bolognese settecentesco numerosi illustri scienziati fossero stati anche colti umanisti, Laura Bassi compresa.

La presenza femminile nel mondo degli studi è un tema particolarmente caro a Clotilde. Sempre nell’orazione inaugurale si rifà ad illustri antecedenti, come Ipazia e Aspasia, e a degne prosecutrici, rievocando la cerimonia di addottoramento in medicina di Maria Dalle Donne, avvenuta presso il teatro anatomico dell’Archiginnasio il 19 dicembre 1799, presentatasi alla discussione accompagnata dalla stessa Tambroni. A parte questa orazione, sono poche le sue opere a stampa pervenuteci, e si tratta per lo più di componimenti di circostanza. Lo scultore Adamo Tadolini realizzerà un suo busto in marmo, lavoro al quale soprintese Antonio Canova, amico della studiosa. Clotilde concluderà la sua vita in modo appartato; morirà di paralisi a Bologna, nella casa di via Barberia, sotto la parrocchia di Sant'Isaia, il 2 giugno 1817.

Maria Chiara Liguori

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Documenti
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Cimitero Comunale di Bologna. Estratto dalla rivista “Il mondo illustrato – Giornale universale”, Torino, nn. 34, 35, 36, 38, 42, 1847. Testi di Savino Savini, trascrizione a cura di Lorena Barchetti.

Bibliografia
"Dottrici" e lettrici dell'Università di Bologna nel Settecento
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Fogli sepolcrali
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Zanasi F.
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La cattedra, l’altare, la nazione. Carriere universitarie nell’Ateneo di Bologna (1803-1859)
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