Sant'Apollonia

Sant'Apollonia

Via Sant'Apollonia

Scheda

Da via San Vitale a via Belmeloro.
Prima documentazione dell'odonimo: 1738 (Borgo di Sant'Apollonia).

Il nome più antico documentato per questa via era Gattamarza.
Già venne nominata una Strata Gattamarça nel XIII secolo, e questo nome continuò ad essere usato fino all’inizio del XVIII secolo.

Nel 1518 la famiglia Cancellieri fece costruire in questa via una chiesa dedicata a Sant'Apollonia, chiesa che fu poi profanata e riscostruita nel 1624.
Fu questa chiesa di Sant'Apollonia che determinò un cambiamento nel nome della via, che all’inizio del XVIII secolo cominciò ad essere chiamata Borgo di Sant'Apollonia, pur mantenendo in parallelo la vecchia denominazione. Il parallelo durò fino alla riforma toponomastica napoleonica (1801) con la quale venne ufficializzato l’odonimo di Borgo di Sant’Apollonia.

La riforma del 1873/78 tolse, come in quasi tutti i casi simili, la denominazione urbanistica generica Borgo e rimase Via Sant'Apollonia.

Tutta la parte a nord di via Belmeloro scomparve con le trasformazioni e gli sventramenti dei primi anni del novecento che portarono via Belmeloro a raggiungere il viale di circonvallazione ed alla creazione della zona universitaria tra via Belmeloro e via San Giacomo.

Mentre è chiara, nell'odonimo, l'origine del riferimento a Sant'Apollonia, lo stesso non si può dire per Gattamarza.
In passato furono raccontate diverse favolette per spiegare l’origine di questo odonimo, ma rimangono favolette che non è il caso di riportare qui.
Ipotesi più moderne indicano alcune possibili derivazioni: da gata, gatta, gattum con il significato di graticcio, cancello, da cui l'inglese gate: altra possibile derivazione da guaita (dal germanico watha), con il significato di guardia (nel medio evo i turni di guardia erano associati a zone della città così che le guaite o guayte identificavano in tale maniera queste zone, es. guaita sancti Leonardi oppure guayta burgi strate sancti Vitalis...).

La voce bolognese per questa via, Gata Mèrza non dà adito a dubbi sul significato di Mèrza, che è appunto quello di marcia, immonda.
Su Gata, che derivi da gata, gatta, gattum (cancello) o da guaita (guardia), o che Gatta Marcia sia espressione di modo di dire (un po' come i nostri topi morti, per indicare fetore) non ci sono elementi oggettivi tali da avvalorare una ipotesi più che un'altra.

Va segnalato però l’uso di ghata come denominazione urbanistica generica (un sinonimo di via, insomma) in alcuni documenti del XV secolo.


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Bibliografia
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